Acustica ambientale

Acustica ambientale e architettonica

RUMORE. Linea guida per il settore della musica e delle attività ricreative (a cura di A. A. Muntoni)

Nella seduta del 25 luglio 2012 la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano ha definito le Linee guida per il settore della musica e delle attività ricreative, ai sensi dell’articolo 198 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., approvate dalla Commissione consultiva permanente per la sicurezza e la salute sul lavoro nella seduta del 7 marzo 2012.

Il documento è stato elaborato al fine di agevolare l’attuazione degli obblighi previsti dal Capo II del D.lgs. n.81/2008, concernente le prescrizioni minime per la tutela dei lavoratori in relazione ai rischi per la loro salute e sicurezza derivanti dall’esposizione a rumore durante il lavoro, in settori particolari come quello della musica e dell’intrattenimento caratterizzati da livelli sonori elevati ed effetti speciali rumorosi.

Andrea Alessandro Muntoni (tecnico competente in acustica ambientale)

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REQUISITI ACUSTICI PASSIVI DEGLI EDIFICI. Norme nazionali, regionali e tecniche applicabili per garantire un elevato comfort acustico

Premessa

Il rispetto dei requisiti acustici passivi degli edifici è disciplinato, in Italia, da D.P.C.M. 05/12/1997 recante “Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici”, integrate nella Regione Autonoma della Sardegna con le previsioni di cui alla Deliberazione G.R. n. 62/9 del 14/11/2008 recante “Direttive regionali in materia di inquinamento acustico ambientale”.

Le misure fonometriche sono prerogativa del tecnico competente in acustica ambientale, i cui requisiti professionali sono specificati nel D.P.C.M. 31/03/1998 “Atto di indirizzo e coordinamento recante criteri generali per l’esercizio dell’attività del tecnico competente in acustica, ai sensi dell’art. 3, comma 1, lettera b), e dell’art. 2, commi 6, 7 e 8 della legge 26 ottobre 1995, n. 447 «Legge quadro sull’inquinamento acustico”.

Classificazione dell’edificio

Ai fini dell’applicazione del decreto di cui all’oggetto, gli ambienti abitativi di cui all’art. 2, comma 1, lettera b), della legge 26 ottobre 1995, n. 447 sono distinti nelle categorie indicate nella tabella A allegata al decreto 05/12/1997.

La Tabella A (Classificazioni degli ambienti abitativi) di cui all’art. 2 del D.P.C.M. 05/12/1997 suddivide gli edifici in categorie, secondo il prospetto che segue:

 

 

–   categoria A: edifici adibiti a residenza o assimilabili;

–   categoria B: edifici adibiti ad uffici e assimilabili;

–   categoria C: edifici adibiti ad alberghi, pensioni ed attività assimilabili;

–   categoria D: edifici adibiti ad ospedali, cliniche. case di cura e assimilabili;

–   categoria E: edifici adibiti ad attività scolastiche a tutti i livelli e assimilabili;

–   categoria F: edifici adibiti ad attività ricreative o di culto o assimilabili;

–   categoria G: edifici adibiti ad attività commerciali o assimilabili.

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Risparmio energetico e requisiti termo – acustici degli edifici (*)

Paglia di lavanda, fibra di cocco o piume d’anatra in Francia, cui la Sardegna contrappone la lana di pecora e, forse, in futuro, altre fibre naturali, prima fra tutte quelle della posidonia oceanica spiaggiata.
I materiali naturali costituiscono la base per la realizzazione di edifici dalle elevate prestazioni termo – acustiche; tuttavia per conseguire risultati apprezzabili occorre attenersi a precise regole di posa e assemblaggio e curare aspetti all’apparenza poco significativi dedicando la necessaria attenzione ai dettagli costruttivi per eliminare i “ponti” termici e acustici.
L’isolamento termico e quello acustico di un edificio sono oggi diventati aspetti rilevanti nell’ambito di qualsivoglia progettazione civile e architettonica. Ridurre le dispersioni di calore e assicurare un adeguato comfort termico e al contempo isolare acusticamente il corpo di fabbrica assicurando un adeguato comfort acustico sono oggi imperativi categorici: lo esigono le norme comunitarie e nazionali ma ancor più gli acquirenti di nuovi immobili ed edifici da ristrutturare.
Il risparmio energetico è la leva che ha portato il legislatore a disciplinare la materia dapprima con la legge 10/1991, poi con il D.Lgs. 192/2005 e infine col D.Lgs. 311/2006. Si tratta, comunque, di provvedimenti tardivi e non sufficientemente chiari neppure per gli addetti ai lavori.

Casa al Mare Francesco Sartori (loc. Funtanazza, Comune di Arbus)

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Acustica nell’industria. Influenza della polverosità sulle prestazioni acustiche di pannelli fonoassorbenti (*)

SOMMARIO

Sono state confrontate, sulla base di misure in camera riverberante, le prestazioni di fonoassorbimento di materiali acustici nuovi e puliti, da utilizzarsi appoggiati o sospesi, con quelle degli stessi materiali impolverati artificialmente con polveri provenienti da un impianto di segagione di granito per usi ornamentali. Per i pannelli sospesi, in particolare, le prestazioni acustiche hanno esibito, per alcune bande di frequenza, un peggioramento statisticamente significativo, differenziato in relazione all’interasse tra le file di pannelli. Il peggioramento delle prestazioni è più accentuato per gli interassi minori, riducendo la competitività di interventi di bonifica acustica basati sull’installazione di file di pannelli sospesi eccessivamente ravvicinate.

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Tecnico competente in acustica ambientale

La Legge n. 447 del 26 ottobre 1995 recante “legge quadro sull’inquinamento acustico” non ha abrogato il DPCM 01/03/1991 ma l’ha ripreso e approfondito, introducendo il concetto di “livello di emissione sonora” in aggiunta a quello di “livello di immissione sonora”; quest’ultimo decreto, infatti, è stato il primo provvedimento normativo nazionale  in materia di acustica ambientale, volto a stabilire i valori limiti di immissione sonora da non superare nel periodo di riferimento diurno (06:00 – 22:00) e nel periodo di riferimento notturno (22:00 – 06:00). Una recente direttiva comunitaria – non ancora recepita dall’Italia – prevede un terzo periodo di riferimento “pomeridiano”.

La misura e la valutazione del rumore ambientale è prerogativa del “tecnico competente in acustica ambientale“, ovverosia della figura professionale – riconosciuta dalla Regione di appartenenza con apposito provvedimento – idonea all’esecuzione dei rilievi fonometrici e al collaudo e alla valutazione dell’impatto acustico ambientale.

Misura di rumore ambientale mediante fonometro integratore su treppiede

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Livelli differenziali di rumore

Il problema della differenza fra il RUMORE AMBIENTALE – dato dal contributo di tutte le sorgenti sonore attive in un dato periodo di tempo – e il RUMORE RESIDUO – ottenuto escludendo tutte le sorgenti ritenute essere rumorose – è di grande importanza nell’acustica ambientale. La maggior parte delle cause giudiziarie è incentrata sul rispetto o meno dei LIVELLI DIFFERENZIALI DI RUMORE previsti dalla legislazione italiana e strumentalmente rilevabili – esclusivamente – all’interno delle civili abitazioni o comunque all’interno di strutture stabilmente occupate da persone sia a finestre aperte che chiuse.

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