Conduzione post operativa di discariche e copertura provvisoria e finale

Generalità

Il Decreto Legislativo n. 36 del 13/01/2003 recante “Attuazione della direttiva 1999/31/CE relativa alle discariche di rifiuti” (S.O.G.U. del 12/03/2004, n. 40) disciplina le modalità di gestione delle discariche per inerti e per rifiuti non pericolosi e pericolosi, anche destinate ad accogliere rifiuti solidi urbani, generalmente contenenti una frazione – peraltro sempre minore – di sostanza organica putrescibile, con conseguente formazione di biogas e percolato.

Vasca f.t. in cls per la raccolta di percolato (Fonte: SIAC A. A. MUNTONI & Partners)

Vasca f.t. in cls per la raccolta di percolato (Fonte: SIAC A. A. MUNTONI & Partners)

Il decreto in parola indica, altresì, i requisiti tecnici e ambientali minimi per la costruzione e l’esercizio degli impianti di scarico controllato dei rifiuti.

L’Allegato I  – CRITERI COSTRUTTIVI E GESTIONALI DEGLI IMPIANTI DI DISCARICA del D.Lgs. 36/2003 precisa, tra l’altro, tutti gli aspetti tecnici e gestionali legati alla copertura superficiale finale (cfr. art. 2.4.3. dell’Allegato I) di discariche per rifiuti non pericolosi o pericolosi.

Copertura finale

La copertura superficiale finale della discarica deve rispondere, in generale, ai seguenti criteri:

– isolamento dei rifiuti dall’ambiente esterno;

– minimizzazione delle infiltrazioni d’acqua;

– riduzione al minimo della necessità di manutenzione;

– minimizzazione dei fenomeni di erosione;

– resistenza agli assestamenti ed a fenomeni di subsidenza localizzata.

Copertura di discariche ex D.Lgs. 36/2003 (Fonte: SIAC A. A. MUNTONI & Partners)

Copertura di discariche ex D.Lgs. 36/2003 (Fonte: SIAC A. A. MUNTONI & Partners)

La copertura deve essere realizzata mediante una struttura multistrato costituita, dall’alto verso il basso, almeno dai seguenti pacchetti:

1. strato superficiale di copertura con spessore maggiore o uguale a 1 m che favorisca lo sviluppo delle specie vegetali di copertura ai fini del piano di ripristino ambientale e fornisca una protezione adeguata contro l’erosione e di proteggere le barriere sottostanti dalle escursioni termiche;

2. strato drenante protetto da eventuali intasamenti con spessore maggiore o uguale a 0,5 m in grado di impedire la formazione di un battente idraulico sopra le barriere di cui ai successivi punti 3) e 4);

3. strato minerale compattato dello spessore maggiore o uguale a 0,5 m e di conducibilità idraulica minore o uguale a 10^-8 m/s o di caratteristiche equivalenti, integrato da un rivestimento impermeabile superficiale per gli impianti di discarica di rifiuti pericolosi;

4. strato di drenaggio del gas e di rottura capillare, protetto da eventuali intasamenti, con spessore maggiore o uguale a 0,5 m;

5. strato di regolarizzazione con la funzione di permettere la corretta messa in opera degli strati sovrastanti.

Poiché la degradazione dei rifiuti biodegradabili, incluse le componenti cellulosiche, comporta la trasformazione in biogas di circa un terzo della massa dei rifiuti, la valutazione degli assestamenti dovrà tenere conto di tali variazioni, soprattutto in funzione alla morfologia della copertura finale.

Torcia adiabatica per la combustione di biogas (Fonte: SIAC A. A. MUNTONI & Partners)

Torcia adiabatica per la combustione di biogas (Fonte: SIAC A. A. MUNTONI & Partners)

La copertura superficiale finale come sopra descritta deve garantire l’isolamento della discarica anche tenendo conto degli assestamenti previsti ed a tal fine non deve essere direttamente collegata al sistema barriera di confinamento.

La copertura superficiale finale deve essere realizzata in modo da consentire un carico compatibile con la destinazione d’uso prevista dal progetto di ripristino ambientale (parco giochi, giardino, area ricreazionale, ecc.).

 Copertura provvisoria

La copertura superficiale finale della discarica nella fase di post esercizio può essere preceduta da una copertura superficiale provvisoria, la cui struttura può essere più semplice di quella sopra indicata, finalizzata ad isolare la massa di rifiuti in corso di assestamento.

Detta copertura provvisoria deve essere oggetto di continua manutenzione al fine di consentire il regolare deflusso delle acque superficiali e di minimizzarne l’infiltrazione nella discarica.

La gestione post operativa della discarica è, senz’altro, estremamente delicata e va affidata a Professionisti e Imprese di comprovata esperienza in materia di gestione dei rifiuti.

Problemi di gestione post operativa

La gestione post operativa di una discarica ha inizio subito dopo la sua chiusura, cioè a conclusione della fase di gestione, in condizioni di normale esercizio, dei rifiuti conferiti in impianto per il raggiungimento dei volumi autorizzati.

Discarica per rifiuti urbani. Trasporto di percolato (Fonte: SIAC A. A. MUNTONI & Partners)

Discarica per rifiuti urbani. Trasporto di percolato (Fonte: SIAC A. A. MUNTONI & Partners)

La fase di post gestione può durare anche venti anni o più e può prevedere o meno, a seconda della tipologia di rifiuti abbancati, la gestione del biogas (semplice combustione o combustione per la produzione di energia elettrica).

I principali problemi di gestione post operativa di una discarica per rifiuti urbani sono legati ai seguenti aspetti:

  • infiltrazione di acque meteoriche
  • filtrazione di acque meteoriche dall’esterno del corpo della discarica
  • trattamento dell acque di prima pioggia
  • captazione del percolato
  • instabilità dell’ammasso
  • produzione di percolato
  • accumulo di percolato all’interno di bacini volano
  • trasporto di percolato a impianti di trattamento
  • fuoriuscite accidentali di percolato dal corpo della discarica
  • captazione del biogas
  • emissione di biogas
  • combustione del biogas
  • problemi di approvvigionamento di compost e materiali di cava per la copertura provvisoria
  • emissione di odori durante la posa di compost maturo idoneo all’uso per ripristini ambientali
  • posa dei teli provvisori e loro ancoraggio
  • problematiche di prevenzione incendi
  • verifiche documentali (FIR, Registri di carico e scarico)
  • analisi di percolato, biogas, acque superficiali, acque sotterranee, aria, emissioni acustiche
  • gestione degli aspetti contrattuali e di quelli disciplinati dall’AIA.

Andrea Alessandro Muntoni

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