Effetti globali del risparmio energetico

Risparmio energetico 3Per conseguire un ragguardevole risparmio energetico occorre senz’altro intervenire sull’involucro edilizio, utilizzando materiali da costruzione caratterizzati da bassi valori di trasmittanza e infissi e vetri certificati, capaci di ridurre al minimo le dispersioni termiche invernali e il passaggio di calore dall’esterno verso l’interno in estate. I materiali da costruzione, tuttavia, non bastano, da soli, a risolvere le complesse ed articolate problematiche del risparmio energetico, i cui effetti possono farsi sentire anche a livello globale.

Anche l’uso di impianti termici o di raffrescamento o comunque condizionamento e ventilazione poco energivori può contribuire notevolmente al risparmio energetico. Laddove, poi, gli impianti sono efficaci ed efficienti, occorre cercare di utilizzare fonti di energia rinnovabili: solare termico e fotovoltaico ma anche geotermico e mini eolico, anche per interventi a scala ridotta, a servizio di un solo edificio o di un corpo di fabbrica multipiano con molti appartamenti adibiti a civile abitazione ed uffici.

I consumi di energia elettrica, tuttavia, nell’ottica di un vero risparmio energetico complessivo, passano per la scelta di sistemi di illuminazione con moderne lampade a basso consumo o alta efficienza, che hanno oramai sostituito, per legge, le vetuste ed obsolete lampadine a incandescenza.

Anche gli elettrodomestici, che possono essere di varia classe in base al consumo (A per quelli più bassi), possono contribuire a un considerevole risparmio in bolletta, con benefici palpabili sia a livello familiare che globale. Va detto, a riguardo, che anche i consumi d’acqua corrente dovrebbero rientrare in una politica di miglioramento delle performance energetiche di ogni famiglia: edurre, accumulare, trattare, distribuire e depurare le acque ha un costo; quello riportato in bolletta tiene conto di tutta la filiera e, in qualche modo, rende conto anche del costo ambientale.

Non va infatti dimenticato che produrre e distribuire l’energia elettrica ha un costo ambientale: molte centrali sono ancora alimentate a combustibili fossili e carbone, altre sfruttano la fissione nucleare e utilizzano uranio, dando luogo a problemi di gestione dei rifiuti e delle emissioni in atmosfera (CO2, ecc.), con possibili gravi ripercussioni ed effetti negativi sulla salute dell’uomo e sulla vita delle specie biotiche (piante e animali): i comportamenti di ciascun individuo influenzano, anche se non se ne ha piena consapevolezza, il clima nell’intero pianeta Terra e possono contribuire a salvarlo da una catastrofe ambientale annunciata.

In fondo la Terra è solo un minuscolo oggetto che ruota su se stesso e intorno a una stella, neppure tanto grande, in una galassia fra tante: siamo soli, forse unici nell’Universo, e tanto dovrebbe bastare per avere un responsabile atteggiamento nei confronti di un ecosistema delicato e già fin troppo compromesso dalla mano dell’uomo.

Andrea Alessandro MUNTONI

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