Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) (*)

RAEE

Le “apparecchiature elettriche ed elettroniche” (AEE) sono le apparecchiature che dipendono, per un corretto funzionamento, da correnti elettriche o da campi elettromagnetici e le apparecchiature di generazione, di trasferimento e di misura di questi campi e correnti, progettate per essere usate con una tensione non superiore a 1000 volt per la corrente alternata e a 1500 volt per la corrente continua.

Quando ci si disfa, si intende disfarsi o si ha l’obbligo di disfarsi di una qualsivoglia AEE, si origina un rifiuto, detto “rifiuto di apparecchiature elettriche ed elettroniche” (RAEE), che deve essere correttamente gestito al fine di preservare e tutelare l’ambiente e la sicurezza della popolazione, attesa la loro pericolosità in caso di gestione non conforme ai princìpi di prudenza e tutela ambientale applicabili.

RAEE

RAEE abbandonato in un sito da bonificare

Le AEE sono suddivise nelle seguenti categorie (cfr. allegato 1 A del D.Lgs. n. 151 del 25/07/2005):

1. Grandi elettrodomestici;

2. Piccoli; elettrodomestici;

3. Apparecchiature informatiche e per telecomunicazioni;

4. Apparecchiature di consumo;

5. Apparecchiature di illuminazione;

6. Strumenti elettrici ed elettronici (ad eccezione degli utensili industriali fissi di grandi dimensioni);

7. Giocattoli e apparecchiature per lo sport e per il tempo libero;

8. Dispositivi medici (ad eccezione di tutti i prodotti impiantati e infettati);

9. Strumenti di monitoraggio e di controllo;

10. Distributori automatici.

Poco più di un anno fa il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare ha emanato il Decreto ministeriale 08/03/2010, n. 65 avente ad oggetto il “Regolamento recante modalità semplificate di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) da parte dei distributori e degli installatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), nonché dei gestori dei centri di assistenza tecnica di tali apparecchiature”. Il decreto in parola nasce in forza di quanto previsto all’articolo 6, comma 1, lettera b), del D.Lgs. 25 luglio 2005, n. 151, che prevede l’obbligo, per i distributori di AEE, di assicurare il ritiro gratuito, in ragione di uno contro uno, dell’apparecchiatura usata al momento della fornitura di una nuova apparecchiatura ad un nucleo domestico, provvedendo al trasporto dei RAEE presso i centri di raccolta comunali.
Il provvedimento normativo n. 65/2010 è pertanto volto a individuare – nel rispetto delle norme comunitarie e anche in deroga alle disposizioni della parte quarta del D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 – specifiche modalità semplificate per la raccolta e il trasporto dei RAEE ritirati da parte dei distributori al fine di rendere efficace, efficiente ed economicamente vantaggiosa la gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche. In particolare viene ammessa la possibilità da parte dei distributori di allestire dei “centri di raccolta di RAEE” previsti dal D.Lgs. 25 luglio 2005, n.151, intesi come spazi, locali e strutture per la raccolta separata ed il deposito temporaneo di RAEE predisposti dalla pubblica amministrazione o, su base volontaria, da privati comunque nel rispetto dei criteri e della disciplina previsti dal D.M. 8 aprile 2008 recante “Disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato, come previsto dall’articolo 183, comma 1, lettera cc) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152, e successive modifiche” come modificato ed integrato dal D.M. 13 maggio 2009.
I distributori di cui all’articolo 3, comma 1, lettera n), del D.Lgs. 25 luglio 2005, n. 151 recante “Attuazione delle direttive 2002/95/CE, 2002/96/CE e 2003/108/CE, relative alla riduzione dell’uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonché allo smaltimento dei rifiuti”, al momento della fornitura di una nuova AEE destinata ad un nucleo domestico assicurano il ritiro gratuito della apparecchiatura che viene sostituita. I distributori, compresi coloro che effettuano televendite o vendite elettroniche, hanno l’obbligo di informare i consumatori sulla gratuità del ritiro, con modalità chiare e di immediata percezione, anche tramite avvisi posti nei locali commerciali con caratteri facilmente leggibili.
In definitiva, la corretta gestione dei RAEE deve consentire il loro successivo “reimpiego”, da intendersi come l’insieme delle operazioni per le quali essi o i loro componenti sono utilizzati allo stesso scopo per il quale le apparecchiature erano state originariamente concepite, compresa l’utilizzazione di dette apparecchiature o di loro componenti successivamente alla loro consegna presso i centri di raccolta, ai distributori, ai riciclatori o ai fabbricanti; in alternativa i RAEE devono essere avviati a “riciclaggio”, con ciò intendendo il ritrattamento in un processo produttivo dei materiali di rifiuto per la loro funzione originaria o per altri fini, escluso il recupero di energia.
Andrea Alessandro MUNTONI

(*) Andrea A. Muntoni (2011), Ambiente e sicurezza – Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, in “La Gazzetta del Medio Campidano”, anno XIII, 10 settembre 2011, pag. 25, Media Tre Editrice

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