RIFIUTI. Ipotesi evolutive del SISTRI

SISTRIIl 15 Aprile 2015 si è tenuto un incontro cui hanno partecipato il Ministero dell’Ambiente, CONSIP e i rappresentanti del tavolo tecnico di concertazione e monitoraggio del SISTRI per definire possibili implementazioni del SISTRI (Sistema per la Tracciabilità dei Rifiuti).
Innanzitutto viene proposta una completa integrazione SISTRI e sistema gestionale che come già detto in precedenza non è solo auspicabile ma necessaria per una gestione coerente dei rifiuti. Ricordiamo che ad oggi il SISTRI è carente in questo e non è possibile avere a disposizione a video una situazione completa dei rifiuti in carico, caricati, scaricati ecc. ma solo delle videate abbastanza confusionarie. Ad esempio non è possibile avere a disposizione una situazione aggiornata di tutti i rifiuti con un determinato codice CER e la loro giacenza nonostante siano presenti dei filtri i quali molto spesso sembrano non funzionare a dovere.
Sarebbe inoltre opportuno introdurre una anagrafica completa degli impianti di stoccaggio e trattamento presenti in Italia con le relative autorizzazioni. Ad oggi sappiamo che i trasportatori sono tutti indicizzati grazie all’Albo Nazionale Gestori Ambientali che ha svolto un profondo lavoro di revisione dei propri sistemi divenendo, a parere di chi scrive, uno dei pochi siti internet istituzionali funzionanti ed aggiornati, ma per quanto riguarda gli impianti non c’è nulla del genere e sicuramente poter aver a disposizione una banca dati con tutte le anagrafiche e le relative autorizzazioni degli impianti sarebbe cosa molto gradita a tutti gli attori della filiera dei rifiuti.
Tra le altre proposte evolutive del sistema ritroviamo la possibilità di compilare il registro cronologico e le schede di movimentazione sistri in modalità off-line, il che darebbe la possibilità di poter lavorare anche quando non si ha a disposizione un accesso internet.

Sono inoltre previste delle semplificazioni, alcune delle quali già accennate in precedenza e che si riportano qui di seguito:
– Riproduzione della struttura di un formulario;
– Introduzione di template precompilati – sarebbe necessario comprendere che cosa si intende di preciso;
– Semplificazione delle maschere utente – assolutamente necessarie;
– Possibilità di compilazione della scheda di movimentazione del produttore da parte del trasportatore – ad oggi già presente ma con una serie di bug di non poco conto;
– Possibilità di unificazione del registro cronologico per unità locale – sarebbe opportuno spiegare meglio cosa si intende di preciso;
– Implementazione della funzione di collegamento tra targa del mezzo di trasporto e le schede di movimentazione associate – sarebbe opportuno spiegare meglio cosa si intende dato che ad oggi è già possibile selezionare la targa del mezzo di trasporto in fase di compilazione di una scheda SISTRI;
– Sostituzione delle black box con strumenti di mercato ad esempio i nuovi tachigrafi digitali – ciò renderebbe innanzitutto superato il problema legato alle USIM da inserire all’interno delle black box (costo per i trasportatori) le quali sono anche datate come tecnologie e soggette a facili danneggiamenti nel corso della loro vita utile. Chi scrive però proporrebbe dei semplici rilevatori GPS che permettano di comprendere quale percorso seguano gli automezzi così da poter ricostruire sempre un viaggio di rifiuti. Oggi sul mercato sono già presenti soluzioni di questo tipo e molte aziende di trasporto ne sono già dotate.
– Sostituzione delle chiavette USB e valutazione dell’utilizzo, ove necessario dei certificati virtuali/one time password per la firma. – non si comprende come mai non si opti per un semplice sistema di credenziali da inserire nel sistema anziché ricorrere continuamente a strumenti di questo tipo che sono soggetti a danneggiamenti o malfunzionamenti e che recherebbero danni di non poco conto ai soggetti coinvolti. Inoltre la fornitura di questi dispositivi rappresenta un ulteriore onere per i suddetti soggetti i quali sono già gravati da altri oneri;
– Compatibilità del sistema con i principali sistemi operativi e browser – si potrebbe pensare fosse inutile sottolinearlo dato che oggi qualsiasi sistema digitale si voglia implementare deve essere compatibile con tutti i sistemi operativi e browser o non avrebbe mercato;
– Possibilità di implementare una App che permetterà di accedere al sistema ed inserire informazioni ed annotazioni – ciò sarebbe di notevole aiuto in fase di trasporto quando i conducenti non hanno fisicamente accesso ad un PC.
Che fosse necessaria una profonda revisione del sistema SISTRI questo era ormai noto a tutti gli operatori del settore visto che quotidianamente devono accedere al sistema per poter gestire i rifiuti pericolosi. Ciò che però andrebbe sottolineato nelle future innovazioni di questo sistema è la possibilità di poter realmente trasferire su un sistema interamente digitale l’intera gestione dei rifiuti, siano essi pericolosi, non pericolosi, speciali ed urbani. Continuare a pensare di poter avere a disposizione un sistema che adotti delle eccezioni per particolari soggetti potrebbe essere deleterio in quanto si andrebbe ad eliminare la tracciabilità di rifiuti per questi soggetti particolari. D’altro canto però sarebbe opportuno pensare ad un nuovo sistema di tracciabilità che non aggiunga complicazioni per nessuno e che magari renda più snella la gestione dei rifiuti.
Ciò a cui abbiamo assistito in questi anni di continue mutazioni del SISTRI è la prova della non comprensione da parte di chi avrebbe dovuto di quali siano le reali modalità con le quali i rifiuti vengono gestiti ogni giorno, e ciò che ne è disceso è un sistema pachidermico che ha subito notevoli ridimensionamenti a discapito però della tracciabilità stessa dei rifiuti. Se da un lato infatti alcuni soggetti hanno beneficiato dell’esclusione dal SISTRI dall’altra si è ottenuta una crescente confusione per tutti gli altri. Infatti molti rifiuti pericolosi ad oggi non sono tracciati in quanto si è pensato di usare come metro di misura per l’esclusione, il numero di dipendenti anziché le quantità prodotte di rifiuti pericolosi; produttori, impianti e trasportatori sono oggi costretti a tenere una doppia documentazione con incremento dei tempi di registrazione della documentazione e se il SISTRI continuerà ad evolversi per i soli rifiuti pericolosi ciò che si avrà è un continuo doppio binario dove la parte cartacea sarà dedicata ai rifiuti non pericolosi e quella digitale ai rifiuti pericolosi. Inutile sottolineare quali saranno le conseguenze di tutto ciò a livello gestionale nelle imprese.
Ciò che andrebbe fatto è pensare in termini più semplici alla tracciabilità dei rifiuti verificando sul campo cosa fanno tutti i giorni le imprese coinvolte nella gestione dei rifiuti così da poter sviluppare un sistema davvero innovativo, a basso costo ma che sia in grado di combaciare con le quotidiane azioni che tutti i soggetti coinvolti dalla filiera dei rifiuti compiono.
Probabilmente all’inizio si è pensato di realizzare un sistema al quale fossero gli attori a doversi adattare anziché il contrario senza tener conto che le azioni compiute dagli attori della filiera sono dettate dalle attuali normative ambientali, ciò che si ottenuto in questa prima fase di vita del SISTRI è stato invece un voler adattare la normativa ambientale e le azioni dei soggetti coinvolti alla struttura informatica rendendo addirittura necessarie delle modifiche all’impianto normativo affinché fosse possibile procedere.
Sicuramente un’analisi più approfondita di quelle che sono le reali prospettive della futura evoluzione del SISTRI potremo farla tra qualche tempo quando qualche altro aspetto verrà delineato meglio e si avrà una visione più chiara della situazione.

Per il momento, possiamo solo auspicare che gli anni vissuti fino ad oggi in compagnia del SISTRI siano di insegnamento per realizzare un vero sistema digitale di tracciabilità dei rifiuti che siano in grado non solo di contrastare i traffici illeciti, ma che non rappresenti un onere per le imprese le quali ad oggi pagano per un sistema che di funzionale e di significativo ha ben poco.

Ing. Vito la Forgia (Ambiente & Rifiuti)

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