SEGNALETICA DI SICUREZZA. Cartelli di attenzione, pericolo, prescrizione, divieto, emergenza e antincendio (*)

Il Datore di lavoro ha l’obbligo di apporre nei luoghi di lavoro la cartellonistica di sicurezza atta a segnalare ai lavoratori e a terzi la presenza di pericoli per la salute e la sicurezza.

Il mancato rispetto di quest’obbligo da parte del Datore di lavoro e, quando nominati, dei Dirigenti e dei Preposti, è sanzionato penalmente.

Il legislatore comunitario e di rimando quello nazionale danno molta importanza al fatto che ciascun pericolo  presente in un luogo di lavoro venga adeguatamente segnalato con cartelli di forma triangolare e sfondo giallo, con un pittogramma nero che richiami immediatamente il pericolo.

 

 

 

 

 

Un divieto è invece  rappresentato da un cartello circolare con banda esterna e diagonale rossi e un pittogramma nero al centro  un omino che si arrampica su un ponteggio, per esempio).

 

 

 

 

 

Per prescrivere un dato comportamento (per  esempio l’obbligo di indossare un determinato dispositivo di protezione individuale) si deve ricorrere a  cartelli di prescrizione circolari con sfondo azzurro e pittogramma bianco (un elmetto protettivo, per  esempio).

 

 

 

 

 

Una via di esodo o un’uscita di sicurezza sono rappresentati da un cartello di emergenza, che ha  forma rettangolare, sfondo verde e pittogramma bianco (una freccia, per esempio).

 

 

 

 

Un presidio di sicurezza  antincendio, come per esempio un estintore o un idrante, è rappresentato da un cartello rettangolare con  un  pittogramma bianco su sfondo rosso. Occorre però fare molta attenzione al significato dei cartelli, che talora differiscono tra loro solo per il colore dello sfondo: una freccia bianca in un cartello rettangolare verde indica la via di esodo per raggiungere un luogo sicuro in caso di evacuazione mentre la medesima freccia bianca in un cartello rettangolare rosso di pari dimensioni indica un presidio di sicurezza  antincendio.

 

 

 

 

 

Esiste un’infinità di cartelli di attenzione, pericolo, divieto, prescrizione, sicurezza, antincendio; tant’è che il  decreto legislativo n. 81 del 2008 stabilisce che tutti i lavoratori vengano formati e informati al  riconoscimento della segnaletica di sicurezza. Anche quest’obbligo, se disatteso, può comportare sanzioni  amministrative e penali a carico del Datore di lavoro.

Tuttavia non bisogna incorrere nell’errore di eccedere  nell’uso della segnaletica di sicurezza: i cartelli devono essere apposti solo quando realmente servono e  rimossi allorquando cessa il pericolo o il divieto. Infine, vale la pena ricordare che esistono anche una  segnaletica di sicurezza ottica (segnali visivi come i girofari installati sulle macchine operatrici) e una acustica  (segnali sonori come i cicalini che si attivano quando una macchina operatrice procede in retromarcia).

È  stato anche codificato un insieme di segnali gestuali, che due o più lavoratori possono scambiarsi per  comunicare fra loro senza bisogno di proferire parola; l’uso dei gesti è riservato alle situazioni lavorative in  cui due addetti debbano comunicare fra loro senza poter usare la voce. Ciò accade allorquando due addetti sono molto distanti fra loro, oppure allorquando l’ambiente di lavoro è particolarmente rumoroso e i  segnali vocali potrebbero non essere sentiti correttamente o addirittura non essere ricevuti affatto.

In tutti i casi la segnaletica di sicurezza ha lo scopo di prevenire gli infortuni sul lavoro, che in Italia coinvolgono ancora, ogni anno, circa un milione di persone.

Andrea Alessandro MUNTONI

(*) Andrea A. Muntoni (2010), Ambiente e sicurezza – Segnaletica di sicurezza, in “La Gazzetta del Medio Campidano”, Media Tre Editrice, anno XII, n. 14, 10 agosto 2010, pag. 28

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