acustica ambientale

Acustica nell’industria. Influenza della polverosità sulle prestazioni acustiche di pannelli fonoassorbenti (*)

SOMMARIO

Sono state confrontate, sulla base di misure in camera riverberante, le prestazioni di fonoassorbimento di materiali acustici nuovi e puliti, da utilizzarsi appoggiati o sospesi, con quelle degli stessi materiali impolverati artificialmente con polveri provenienti da un impianto di segagione di granito per usi ornamentali. Per i pannelli sospesi, in particolare, le prestazioni acustiche hanno esibito, per alcune bande di frequenza, un peggioramento statisticamente significativo, differenziato in relazione all’interasse tra le file di pannelli. Il peggioramento delle prestazioni è più accentuato per gli interassi minori, riducendo la competitività di interventi di bonifica acustica basati sull’installazione di file di pannelli sospesi eccessivamente ravvicinate.

Continua a leggere

Share

Piano di Classificazione Acustica

 

Sono ancora troppo pochi i comuni dell’Isola che hanno provveduto a redigere il Piano di Classificazione Acustica (PCA). E le conseguenze sono sotto gli occhi, anzi le orecchie, di tutti: sempre più cittadini intentano cause civili, che normalmente sfociano in cause penali, per vedere riconosciuti il proprio diritto al riposo, alla quiete ed al silenzio. Le cause giudiziarie sono lunghe ed estenuanti ed hanno un costo economico e sociale non più accettabile né sostenibile.
La mancanza del PCA fa sì che in alcune porzioni di territorio comunale la normativa vigente ammetta livelli di rumorosità molto alti, sino a 70 dB(A) nel periodo di riferimento diurno, laddove in presenza di un Piano gli stessi limiti potrebbero essere anche 10 o 20 decibel più bassi. Questo significa che in certe zone di un territorio comunale i soggetti palesemente o potenzialmente disturbanti possono permettersi il lusso di fare rumore laddove, in presenza del Piano, essi dovrebbero attuare tutte le misure tecniche, organizzative e procedurali atte a contenere il rumore ambientale entro i limiti di legge e della “normale tollerabilità”. In tribunale questo si traduce nell’assoluzione del titolare dell’attività rumorosa, che se fosse insediata in un Comune dotato di Piano si vedrebbe condannata per aver superato i livelli assoluti di immissione sonora. Le responsabilità di tale situazione, che in altre Regioni ha già trovato soluzione con la redazione – da parte della maggior parte dei comuni – dei PCA previsti dalla Legge quadro sull’inquinamento acustico n. 447 del 26 ottobre 1995.
Laddove i Comuni non hanno ancora provveduto a far redigere il Piano a “tecnici competenti in acustica ambientale” iscritti all’apposito albo della Regione di appartenenza, sono intervenute le Province, in forza dei poteri sostitutivi concessi loro dalla suddetta Legge. È auspicabile che l’Assessorato all’Ambiente di ciascuna Provincia si faccia promotore di un’iniziativa di sensibilizzazione delle amministrazioni comunali sui contenuti della L. 447/1995 e che essa eserciti il potere sostitutivo che le viene accordato dallo Stato nei confronti dei Comuni che non si dimostrino solleciti nel recepire una normativa che è rimasta disattesa per troppo tempo, con grave pregiudizio per la salute pubblica e per l’ambiente.
Andrea Alessandro MUNTONI

Share

Twitter