agente cancerogeno

Monitoraggio del gas radon nelle scuole della Sardegna (di I. Ghiani)

RADON FREE – Radiation Monitoring avvierà, a partire dal mese di ottobre del 2013, presso gli istituti scolastici statali e comunali (scuole dell’infanzia, scuole primarie e scuole secondarie di I grado) della Città di Cagliari, di Nuoro, di Pula (CA) e Vallermosa (CA) che hanno aderito al progetto di ricerca, le misure strumentali del gas radioattivo radon.

L’iniziativa di cui trattasi, ritenuta di altissima valenza sociale e scientifica, è patrocinata dall’Ordine dei Geologi della Sardegna, dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Cagliari, dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Cagliari e da ONA Sardegna – Comitato Provinciale di Cagliari dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Ingegnere Ambientale e RADON FREE – Web Log sostengono, promuovono e pubblicizzano l’iniziativa, unica nel suo genere e la prima a così ampio spettro mai eseguita in Sardegna, cui hanno voluto dare la giusta importanza anche molte testate giornalistiche e riviste pubblicate su carta e online, tra cui Orizzonte Scuola Regioni, Sardi News, InfOrmazIone – Ordine degli Ingegneri di Cagliari, Sardegna Oggi – News, La Gazzetta del Medio Campidano, Portale Rifiuti Speciali.

Il radon (Rn) è un elemento chimico presente ovunque, in natura, sotto forma di gas inodore, incolore e insapore; l’isotopo radioattivo Rn-222 deriva dal decadimento dell’uranio (U-238) ed è presente nel suolo e nelle rocce (tufi, rocce intrusive granitiche, rocce effusive vulcaniche) nonché nelle acque e migra all’interno dei corpi di fabbrica attraverso le fondazioni, le murature perimetrali e le tubazioni.

Il Rn può accumularsi negli edifici destinati ad ambienti di vita (scuole, civili abitazioni, ospedali, case di cura, ludoteche) e negli ambienti di lavoro, esponendo la popolazione e i lavoratori a gravi rischi per la salute. L’Associazione Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha inserito il radon tra gli agenti cancerogeni.

Decadimento radioattivo alfaIl radon è la principale causa di tumore al polmone per non fumatori e miete, ogni anno, migliaia di vittime, tanto che è considerato un agente di rischio potenzialmente più pericoloso dell’amianto; sono in corso studi per approfondire alcuni aspetti legati all’insorgenza di particolari forme di tumore alla pelle riconducibili, in parte, alle particelle alfa (2 protoni + 2 neutroni) emesse dal decadimento radioattivo del gas radon.

L’Unione europea ha a suo tempo emanato la Raccomandazione Euratom della Commissione Europea n. 143/90 del 21/02/1990 sulla <<tutela della popolazione contro l’esposizione al radon in ambienti chiusi>>, che prevede i seguenti valori limite di concentrazione del gas radon nell’aria: 400 Bq/m^3 (leggi 400 Becquerel per metro cubo) per gli edifici costruiti prima del 1990 e 200 Bq/m^3 per gli edifici costruiti dopo tale data.

Nei luoghi di lavoro, invece, la Legislazione italiana (D.Lgs. 230/1995) prevede un valore limite di concentrazione di radon pari a 500 Bq/m^3 e un valore di attenzione di 400 Bq/m^3.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) ha invece fissato pari a 100 Bq/m^3 il valore limite di concentrazione del gas nell’aria all’interno degli edifici, precisando che il suo superamento può comportare il rischio di insorgenza di gravi forme tumorali.

Strumento di misura del radon-222 (fonte: SIAC A. A. MUNTONI & Partners)

Il gas radioattivo radon può essere misurato mediante strumenti di alta precisione con rivelatore a fotodiodo, in grado di registrare l’andamento nel tempo della sua concentrazione di attività al fine di verificare se nell’ambiente considerato – nella fattispecie l’istituto scolastico – essa sia inferiore ai valori raccomandati; sono altresì possibili misure con rilevatori passivi a tracce.

Le attività di monitoraggio all’interno di ciascun istituto scolastico si svolgeranno nel periodo compreso tra il mese di ottobre 2013 e il mese di aprile 2014, secondo un apposito calendario di attività (download RADON FREE – R.01 – CRONOPROGRAMMA monitoraggio Rn nelle scuole).

Al termine dello studio, i risultati delle misure di monitoraggio svolte da un qualificato gruppo di professionisti (ingegneri, biologi, chimici, geologi, architetti) saranno resi noti ai Dirigenti scolastici degli istituti aderenti, ai Sindaci dei Comuni in cui ricadono le scuole, all’ARPA Sardegna, agli Ordini professionali e alla Popolazione nel corso di convegni e seminari che si svolgeranno nel 2013 – 2014.

Il coordinatore del progetto di ricerca – finanziata dal SIAC A. A. MUNTONI & Partners – è Andrea Alessandro MUNTONI (ingegnere per l’ambiente e il territorio), coadiuvato da Emanuele PASCARIELLO (biologo).

Ilaria GHIANI, ingegnere

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Cemento amianto nel Poetto di Cagliari. Conclusioni della Commissione di inchiesta comunale

Nel 2012, sulla scorta di alcune segnalazioni e denunce si è riscontrata la presenza di materiali contenenti cemento amianto in matrice compatta nella spiaggia del Poetto di Cagliari, in Sardegna.

Dopo le prime verifiche, l’Amministrazione comunale, d’intesa con gli altri Enti preposti alla vigilanza e al controllo in materia d tutela dell’ambiente e sicurezza della popolazione (ARPA Sardegna, Regione, Provincia, ecc.) ha deciso di chiudere ampie porzioni di spiaggia e avviare le procedure di “bonifica” dell’arenile, che sono state effettuate per lotti. Sulla circostanza che non si sia, di fatto, trattato di bonifica ma di semplice rimozione di materiali contenenti amianto (MCA) è ritornata anche la Commissione di inchiesta istituita ad hoc su istanza di alcuni consiglieri comunali di Cagliari.

A tal fine nel 2012 è stata indetta una procedura urgente per l’affidamento dei lavori di rimozione dei materiali contenenti fibre di amianto, presumibilmente dovute alle attività di demolizione dei “casotti” avvenuta molti anni orsono e che non vennero, evidentemente, condotte con la necessaria perizia, attenzione e prudenza. Inoltre, allo scopo di monitorare lo stato dell’ambiente, è stata affidata a una ditta specializzata e in possesso della necessaria strumentazione, l’incarico di eseguire rilievi strumentali della qualità dell’aria, allo scopo di verificare l’eventuale presenza di fibre aerodisperse e consentire di attuare, se del caso, le necessarie azioni correttive ai lavori e comunque al fine di garantire  assicurare la massima tutela della salute pubblica anche immediatamente dopo la fine dei suddetti lavori; il monitoraggio, difatti, si è concluso nel mese di novembre 2012.

Nel 2012 è altresì istituita una Commissione comunale, presieduta da G. Farris, con lo scopo di seguire i lavori succitati e consentire di informare correttamente la Popolazione sul possibile rischio di esposizione alle fibre e polveri di amianto. La testé detta Commissione d’inchiesta comunale ha di recente predisposto una relazione ufficiale sulla presenza dell’amianto nella spiaggia del Poetto di Cagliari.

In sintesi la relazione dà atto del fatto che gli interventi di rimozione eseguiti nell’estate del 2012 non sono stati sufficienti a eliminare ogni e qualsivoglia elemento o materiale contenente fibre di amianto, cosicché esiste ancora un rischio residuo di esposizione all’agente cancerogeno amianto.

<<Sulla scorta dei lavori effettuati – si legge nella relazione tecnica – la Commissione ritiene – all’unanimità – di poter pervenire alle seguenti conclusioni.

Quanto alle cause della presenza dell’eternit nell’arenile, con ragionevole certezza, sono da ricondursi ai casotti ivi preesistenti. Sul punto, giova ricordare che tutte le coperture dei casotti erano in eternit e, parimenti, la coibentazione delle tubature di scarico delle fosse settiche. A suffragare questa ipotesi soccorrono, altresì, due ulteriori circostanze: che la più parte dei frammenti rinvenuti si presentava eroso (ciò che esclude che il materiale possa essere stato depositato sulla spiaggia in tempi recenti) e che si registra una concentrazione nella fascia prossima alla strada, in coincidenza con i siti in cui maggiore era la presenza dei casotti.

Quanto alla salute pubblica gli Enti preposti e auditi hanno concordemente escluso qualsivoglia pericolo da contaminazione, ritenendo che l’intervento effettuato sull’arenile sia qualificabile come rimozione di rifiuti pericolosi e non come bonifica, precisando inoltre che – in via precauzionale – il monitoraggio dell’area è stato effettuato fino al mese di novembre.

Sotto questo profilo, tuttavia, data la delicatezza degli interessi sottostanti, non possono sottacersi i dubbi manifestati dal rappresentante dell’A.T.I. S.E. TRAND s.r.l. – LAI – FAP, ing. Fabrizio Coni, il quale ha evidenziato che le rilevazioni sono state effettuate a 1,6 metri dal suolo, ciò che pregiudicherebbe una valutazione completa del rischio. Sul punto, la Commissione invita la Giunta ad effettuare le opportune verifiche e ad assumere le relative valutazioni.

Da ultimo, ma non per ultimo, devesi riferire che, gli interventi di rimozione dell’eternit non possono risolversi in un’unica soluzione per la natura stessa della spiaggia, tanto è vero che le prescrizioni della conferenza dei servizi prevedono periodici interventi di rimozione a completamento dell’intervento effettuato nella passata stagione. D’altro canto, è acquisito che la maggiore concentrazione rinvenuta nel lotto A, rispetto ai lotti B e C, già riscontrata dai sondaggi, è da ricondursi alla presenza a ridosso dello stabilimento dell’aeronautica di un’area di accumulo dei residui dei casotti, oltre che alle differenti modalità di lavorazione impiegate. A fortiori, il campionamento effettuato nel lotto B (nell’area ricompresa tra l’Ospedale Marino e la torre Spagnola) ha permesso di riscontrare una importante presenza di frammenti di eternit seppure inferiore al lotto A, mentre i sondaggi effettuati nel lotto C presentano una minore concentrazione di frammenti di eternit.
La Commissione, pertanto, invita la Giunta – con ogni consentita celerità – a effettuare un nuovo intervento di rimozione dell’eternit e di smaltimento in discariche specializzate, operando, previa valutazione con gli Enti competenti, con le migliori tecniche disponibili (leggi Best Available Techniques (BAT), NdA)  ed a minore impatto ambientale, riducendo al minimo possibile la rimozione della posidonia e la possibilità di rottura dei frammenti di eternit, valutando, inoltre, l’opportunità di effettuare il monitoraggio della qualità dell’area durante le fasi di rimozione dei rifiuti dall’arenile>>.

Dott. Ing. Andrea Alessandro MUNTONI

(andreaalessandro@muntoni.it)

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RADON. The radioactive gas is on the IARC list of carcinogenics agents

Radon is a colourless, odourless, inert gas (boiling-point = -61.8°C); it is denser than air (density = 9.73 g/liter at O °C and 760 mm Hg).

Radon is a radioactive gas not produced as a commercial product although it has been used in some salus per aquam (SPA) for presumed medical effects; in fact it is fairly soluble in water.

Radon is a chemical element (Z = 86); it is a noble gas that occurs in several isotopic forms. Only two of these are found in significant concentrations in the human environment (indoor concentration):

  • radon-222, which is a member of the radioactive decay chain of uranium-238.
  • radon-220 (thoron), which is formed in the decay chain of thorium-232.

The contribution of radon-220 and its decay products to the exposure of workers and of the general population is less than 20% compared with that of radon-222 and its decay products [1].

Radon – 222 has been classified by International Agency for Research on Cancer (IARC), that is member of World Health Organisation (WHO) as a carcinogenic agent (Group 1 – Carcinogenic to humans) [2].

Radon-222 decays in a sequence of short-lived radionuclides, called radon decay products, radon daughters or radon progeny.

Figure shows (E. Pascariello, 2012) radioactive decay chain of radon-222, with the type of decay (a, ß).

The decay products of radon-222 are radioisotopes of heavy metals (polonium, lead, bismuth) but the major human exposure is inhalation of the short-lived decay products, polonium-218 to polonium-214.

Radon causes lung cancer (EPA, 2012).

There are a lot of instruments to measure radon concentration in buildings; they measure the alpha decay in air (Bq/m^3) versus time.

In EU, radon concentration in new buildings must be less than 200 Bq/m^3.

Radon decay products can be removed from contaminated air by filtration and/or by in situ designed insulation systems to separate land and building.

For more informations about radon, visit the web site radon-free.

Dott. Ing. Andrea Alessandro MUNTONI

__________________

[1] United Nations Scientific Committee on the Effects of Atomic Radiation, 1982)

[2] Agents Classified by the IARC Monographs, Volumes 1–106. CAS n. 010043-92-2  – Radon-222 and its decay products – Group 1 – Volume 43, 78, 100D , 2012 (year) .

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RADON. Misura del gas radioattivo nel terreno e negli ambienti di vita e di lavoro

Il Radon è un elemento della tabella periodica degli elementi. Un suo isotopo radioattivo, il 222-Radon, è naturalmente presente nei terreni, nelle rocce e nei suoli in concentrazione più o meno elevata a seconda della natura degli stessi (e, tra l’altro, a seconda della quantità di uranio ivi naturalmente presente.

Il Radon è un gas con una densità relativa maggiore di 1 (uno); pertanto esso è più pesante dell’aria e tende, conseguentemente, ad accumularsi verso il basso. Gli ambienti di vita più esposti sono i piani terra di civili abitazioni, scuole, ospedali, luoghi di lavoro in genere e ancor più tutti gli ambienti ubicati al di sotto del piano di campagna (seminterrati, locali completamente interrati).

Negli Stati Uniti l’EPA (Environmental Protection Agency) sollecita i cittadini americani a far eseguire misure di radon nelle proprie civili abitazioni; il tenore dei messaggi è il seguente:<<November is Lung Cancer Awareness Month. Radon is the 2nd leading cause of lung cancer. Test your home today>>, che significa <<Novembre è il mese della prevenzione del cancro al polmone. Il Radon è la seconda causa di tumore al polmone. Testa la tua casa oggi>>.

La concentrazione dell’attività radioattiva esprime il numero di decadimenti radioattivi, dovuti all’emissione di particelle alfa, nell’unità di tempo per unità di volume di aria; si esprime in becquerel per metro cubo di aria.

La Raccomandazione Euratom della Commissione Europea n. 143/90 del 21 febbraio 1990 sulla <<tutela della popolazione contro l’esposizione al radon in ambienti chiusi>> prevede che per i nuovi edifici – realizzati dopo il 1990 – la concentrazione massima ammissibile non superi 200 Bq/m3.

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Linee guida nazionali per la valutazione dell’esposizione al RADON della popolazione.

Il radon è un gas radioattivo classificato, insieme ai suoi prodotti di decadimento, come agente cancerogeno di gruppo 1 (massima evidenza di cancerogenicità) dall’Agenzia Internazionale per la 23° Ricerca sul Cancro (OMS).

L’esposizione al radon è considerata la seconda causa per cancro polmonare dopo il fumo di sigaretta.

Si stima che l’esposizione domestica al radon sia responsabile in Italia del 5 – 20% dei tumori polmonari, molti dei quali tra i fumatori a causa di un probabile effetto sinergico tra radon e fumo.

Le principali sorgenti di provenienza del radon indoor sono il suolo sottostante l’edificio ed i materiali da costruzione.

In Italia, l’esposizione della popolazione è stata valutata tramite un’indagine nazionale  promossa e coordinata dall’ Istituto Superiore di Sanità (ISS) e dall’Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (ANPA) e realizzata negli anni 1989 – 1996 in collaborazione con le Regioni su un campione di oltre 5000 abitazioni. L’indagine ha permesso di stimare la distribuzione della concentrazione di radon nelle abitazioni: il valore medio è risultato di 70 – 75 Bq/m^3 , a cui corrisponde, secondo una stima preliminare, un rischio individuale sull’intera vita dell’ordine di 0.5%. In circa l’1% di abitazioni è stata misurata una concentrazione di radon superiore a 400 Bq/m^3  e in circa il 4% di esse la concentrazione è risultata superiore a 200 Bq/m^3 e dunque ben oltre il valore limite di concentrazione del gas in aria raccomandato dall’Unione Europea rispettivamente per le vecchie e le nuove costruzioni civili o industriali.

Tutte le valutazioni di cui sopra, rielaborate da SIAC A. A. MUNTONI e Radon Free – attualmente impegnati in una campagna di monitoraggio del radon nell’intero territorio regionale della Sardegna (ITALY) con strumenti misura di alta precisione – sono riportate nelle “Linee – Guida per la tutela e la promozione della salute negli ambienti confinati” approvate nella seduta del 27 settembre 2001 nell’ambito della CONFERENZA STATO REGIONI; l’accordo è stato siglato fra il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano (Repertorio Atti n. 1292 del 27 settembre 2001).

Dott. Ing. Andrea lessandro MUNTONI

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