attività in deroga

Riduzione delle emissioni in atmosfera. Impianti e attività non sottoposti ad autorizzazione

Il Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (G.U. 14 aprile 2006, n. 88) recante “Norme in materia ambientale”, noto come Codice dell’ambiente, disciplina, nella PARTE QUINTA, le problematiche connesse con la tutela dell’aria e la riduzione delle emissioni in atmosfera.

Premesso che lo scopo del Legislatore è senz’altro la prevenzione e limitazione delle emissioni in atmosfera di impianti e attività, ai fini della tutela dell’ambiente e della popolazione, l’art. 272 del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. precisa che NON sono sottoposti ad autorizzazione di cui al Titolo I del succitato decreto gli stabilimenti in cui sono presenti esclusivamente impianti e attività elencati nella parte I dell’Allegato IV alla parte quinta del Codice dell’ambiente.

Ciascuna Regione o Provincia stabilisce, di norma, quali siano le attività ed impianti le cui emissioni in atmosfera siano poco significative sulla base dell’elenco riportato nella parte I dell’Allegato IV alla parte quinta del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. Per quanto riguarda la Regione Autonoma della Sardegna si dà atto che la Provincia di Cagliari, in recepimento di quanto previsto dall’art. 272 del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i., ha elencato gli impianti e le attività in deroga con propria Determinazione Dirigenziale n. 124 del 27/09/2012; la Provincia di Oristano, invece, ha pubblicato l’elenco di cui all’art. 272, comma 1, del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. con propria Determinazione Dirigenziale n. 124 del 27/04/2011.

Elenco di cui all’art. 272, comma 1, del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.

a) Lavorazioni meccaniche dei metalli, con esclusione di attività di verniciatura e trattamento superficiale e smerigliature con consumo complessivo di olio (come tale o come frazione oleosa delle emulsioni) inferiore a 500 kg/anno;

b) laboratori orafi in cui non è effettuata la fusione di metalli, laboratori odontotecnici, esercizi in cui viene svolta attività estetica, sanitaria e di servizio e cura della persona, officine ed altri laboratori annessi a scuole.

c) Decorazione di piastrelle ceramiche senza procedimento di cottura.

d) Le seguenti lavorazioni tessili:

– preparazione, filatura, tessitura della trama, della catena o della maglia di fibre naturali, artificiali o sintetiche, con eccezione dell’operazione di testurizzazione delle fibre sintetiche e del bruciapelo;

– nobilitazione di fibre, di filati, di tessuti limitatamente alle fasi di purga, lavaggio, candeggio (ad eccezione dei candeggi effettuati con sostanze in grado di liberare cloro e/o suoi composti), tintura e finissaggio a condizione che tutte le citate fasi della nobilitazione siano effettuate nel rispetto delle seguenti condizioni:

1) le operazioni in bagno acquoso devono essere condotte a temperatura inferiore alla temperatura di ebollizione del bagno, oppure, nel caso in cui siano condotte alla temperatura di ebollizione del bagno, ciò deve avvenire senza utilizzazione di acidi, di alcali o di prodotti volatili, organici o inorganici, o, in alternativa, all’interno di macchinari chiusi;

2) le operazioni di asciugamento o essiccazione e i trattamenti con vapore espanso o a bassa pressione devono essere effettuate a temperatura inferiore a 150° e nell’ultimo bagno acquoso applicato alla merce non devono essere stati utilizzati acidi, alcali o prodotti volatili, organici od inorganici.

e) Cucine, esercizi di ristorazione collettiva, mense, rosticcerie e friggitorie.

f) Panetterie, pasticcerie ed affini con un utilizzo complessivo giornaliero di farina non superiore a 300 kg.

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