Cassandra

Sostenibilità ambientale: CASSANDRA VATICINUM

Corsica. Costa meridionale

Corsica. Costa meridionale (courtesy: SIACGI Muntoni & Partner – Cagliari)

Cassandra, regis Priami filia, quia ab Apolline deo divinationem acceperant, dum urbs Troia a greci obsidetur, saepe suis civibus futuram cladem praedicebat. Mi si consenta di tradurlo così, con l’accondiscendenza che si deve concedere a un modesto ingegnere: <<Cassandra, figlia del re Priamo, poiché aveva ricevuto dal dio Apollo il dono della divinazione, mentre la città di Troia – bellissima, per chi ha avuto l’ardire di cercarla e la fortuna di trovarla e vederla coi propri occhi – veniva assediata dai greci, prediceva spesso la futura disfatta di tutti i cittadini>>.
Il contesto, certo, è quello dell’Egeo e Truva si trova in Turchia, a una discreta distanza dalle acque – oggi ritiratesi rispetto alle rive del mare solcato da Ulisse – sulle pendici di una collina, ma metaforicamente parlando la città di Omero è il Pianeta terra e i troiani sono gli uomini che hanno avuto la fortuna di ereditare quel “paradiso” in cui viviamo, non in senso biblico ma in considerazione dell’unicità della VITA che si è sviluppata sul pianeta TERRA.
Troiani, tamen, virginis verba neglegebant et vaticinum irridebant, victorie certi. Povera Cassandra, irrisa dai suoi connazionali – ancorché un dio ispirasse le sue giuste visioni – allorché i Troiani trascuravano le parole di Lei, certi della loro vittoria. Mi si contesterà – forse – che non c’è nessuna guerra e dunque, tanto meno, vittoria da festeggiare per chicchessia; la battaglia è per la vita, si combatte sul pianeta terra, gli uomini in lotta non fra di essi – circostanza che comunque potrebbe anche rivelarsi, in un prossimo futuro, la sola e unica causa dell’estinzione dell’homo sapiens sapiens – ma fra essi e un ambiente che subisce quotidianamente delle ferite sempre più profonde e che ha bisogno di alleati (altri uomini disposti a combattere per esso).
I Cassandra di oggi sono gli studiosi, gli scienziati, i ricercatori, i divulgatori scientifici, le numerose associazioni ambientali e culturali che temono seriamente – a ragione – che la Terra possa non farcela a sopravvivere a se stessa, principalmente a causa dell’UOMO, unica e sola specie cui va attribuita la responsabilità della progressiva e non più tanto lenta distruzione del Pianeta Terra. Può apparire catastrofica e senza appello, quest’affermazione, questo vaticinum; in realtà lo è, vuole esserlo senza circonlocuzioni né mediazioni e chi scrive – riflettendo sulle dinamiche ambientali a livello globale dei comportamenti della società degli uomini – la condivide appieno. Non oggi, neppure domani, ma un giorno la TERRA non sopravvivrà alla pressione antropica, cioè esercitata dall’uomo sulla natura, sull’ambiente in cui vive, in altri termini sulla sua casa.
L’unica e sola via percorribile è costituita dalla SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE, che richiede una nuova etica a livello globale, fondata sul rispetto per l’uomo e la natura e la sacralità della VITA.
I problemi cui sta andando incontro il pianeta TERRA – sino a prova contraria unica e sola entità dell’universo in cui si sia sviluppata la VITA così come la conosciamo, apprezziamo (?), amiamo (?) – sono dovuti a una moltitudine di fattori (negativi), che come nell’operazione aritmetica elementare della moltiplicazione, amplificano il risultato (negativo):
– incremento demografico, che ha già superato i limiti della sostenibilità del pianeta, anche se si ridistribuisse il cibo prodotto (talora, in certe regioni del mondo, in eccesso rispetto ai reali bisogni delle comunità, così favorendo lo spreco di alimenti, invece assente o carente in altre)
– deforestazione, con conseguenze a scala planetaria sulla produzione di ossigeno e perdita di biodiversità
– consumo di suolo, con conseguenze inimmaginabili sulla futura e indispensabile capacità di produzione di cibo da agricoltura
– inquinamento dell’aria, con ripercussioni alla scala globale, aggravate dalle modificazioni climatiche indotte dall’effetto serra
– inquinamento delle acque sotterranee e superficiali (fiumi, laghi, mari), con conseguenze dirette e indirette sull’uomo e gli animali, anche per effetto della concomitante riduzione delle risorse idriche destinabili al consumo umano e animale e all’agricoltura
– produzione di rifiuti, affatto compensata da riutilizzo, riciclaggio e recupero.
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