D.I. 6/3/2013

Prevenzione degli infortuni sul lavoro e formazione

UAI - Unione Artigiani Italiani e PMI CagliariL’informazione dei lavoratori circa la natura dei rischi per la salute e la sicurezza presenti in un dato luogo di lavoro è condizione necessaria – ma non sufficiente – per prevenirli; infatti il Legislatore ha stabilito che il Datore di lavoro provveda anche a formare i lavoratori.

La formazione dei lavoratori è obbligatoria e, stando agli accordi Stato – Regioni, prevede una formazione generale, di durata pari a 4 ore e una formazione specifica, variabile in funzione del livello di rischio dell’Organizzazione, di durata pari a 4 ore (rischio basso), 8 ore (rischio medio) e 16 ore (rischio alto).

Vi sono, inoltre, dei casi in cui il lavoratore deve anche seguire dei corsi di addestramento specifico. I casi in cui il Datore di lavoro deve programmare tali corsi sono i seguenti: utilizzo di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) di III categoria (da indossarsi allorquando si svolgono attività che possono comportare il rischio di morte o di lesioni gravi e gravissime per il lavoratore) e otoprotettori (DPI per la protezione dell’udito dal rumore) nonché per l’utilizzo di macchine, attrezzature e impianti o la manipolazione di sostanze pericolose (tossiche, nocive, cancerogene).

Se da un lato il Datore di lavoro ha l’obbligo di programmare e avviare a informazione, formazione e addestramento i lavoratori, questi ultimi hanno l’obbligo di seguire tali corsi. Il programma formativo è, per legge, proposto al Datore di lavoro dal Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP), interno (dipendente dell’Organizzazione) o esterno (libero professionista).

I soggetti formatori che svolgono attività di docenza devono essere, dal 2014, in possesso dei requisiti di cui al decreto interministeriale del 6 marzo 2013, ovverosia essere in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di scuola media superiore e altri requisiti quali esperienza e competenza specifica nelle materie di insegnamento o, in alternativa, essere in possesso di attestati di frequenza a specifici corsi di qualificazione per formatori per la sicurezza. Anche i datori di lavoro che ricoprono personalmente l’incarico di RSPP, sino al 2016, potranno direttamente svolgere l’attività formativa ai propri dipendenti.

L’attività di formazione può essere di tipo frontale (in aula) o erogata in modalità e-learning; quest’ultima è sempre più preferita perché a parità di efficacia costa meno e consente al Datore di lavoro di organizzare e far svolgere l’attività didattica ai propri dipendenti con maggiore libertà rispetto a giorni e orari di svolgimento delle lezioni stesse.

Ad ogni modo l’attività formativa deve sempre – senza eccezioni – essere programmata con le associazioni di categoria o sindacali. Esse ricevono la proposta formativa e si esprimono sulla bontà complessiva della stessa, senza scendere troppo nel dettaglio sui contenuti, che possono variare da un’Organizzazione e l’altra in relazione alla natura dei rischi presenti nel luogo di lavoro.

PiattaFormAttivaWEBIn Sardegna, nel 2014, è stata sottoscritta un’importantissima partnership tra PiattaFormAttiva – Learning Platform di Cagliari e l’associazione sindacale UAI – Unione Artigiani Italiani e PMI – Sezione provinciale di Cagliari, per l’erogazione di corsi in materia di sicurezza sia in modalità frontale che in modalità e-learning.

Vale la pena ricordare che la mancata formazione dei lavoratori può comportare sanzioni penali sia a carico dei Datori di lavoro che dei Dirigenti e che, in ogni caso, essa può dare luogo all’irrogazione delle sanzioni previste dal decreto legislativo n. 231 del 2001 per responsabilità amministrativa dell’Organizzazione; tra le pene previste da quest’ultimo decreto vi sono le sanzioni pecuniarie, il divieto a contrarre con la pubblica amministrazione, il sequestro per equivalente e la revoca delle autorizzazione per l’esercizio dell’attività. L’efficacia esimente per l’Organizzazione può essere assicurata dall’implementazione di un efficace Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOGC 231) e dall’istituzione dell’Organismo di Vigilanza (OdV).

<<Più si parla di sicurezza, meno si parla di infortuni>>; è lo slogan delle società minerarie che nella seconda metà del XX secolo coltivavano piombo, zinco, oro e argento nelle Miniere di Montevecchio. Oggi si direbbe: informa, forma, addestra e aggiorna i lavoratori per prevenire infortuni e malattie professionali.

Andrea Alessandro MUNTONI

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