efficienza energetica

Nuovo quadro normativo per l’efficienza energetica negli edifici

Risparmio energeticoIl 1° ottobre sono entrati in vigore i tre decreti che completano il quadro normativo in materia di efficienza energetica negli edifici.

Decreto sull’adeguamento delle linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici.
Con il primo decreto, sono state aggiornate le linee guida per la certificazione della prestazione energetica degli edifici (APE). Il nuovo modello di APE sarà valido su tutto il territorio nazionale e, insieme ad un nuovo schema di annuncio commerciale e al database nazionale dei certificati energetici (SIAPE), offrirà al cittadino, alle Amministrazioni e agli operatori maggiori informazioni riguardo l’efficienza dell’edificio e degli impianti, consentendo un più facile confronto della qualità energetica di unità immobiliari differenti e orientando il mercato verso edifici con migliore qualità energetica.
Le classi energetiche passeranno da sette a dieci, dalla A4 (la migliore) alla G (la peggiore).
Il certificatore incaricato di redigere l’APE dovrà effettuare almeno un sopralluogo presso l’edificio o l’unità immobiliare oggetto di attestazione.
L’APE dovrà indicare le proposte per migliorare l’efficienza energetica dell’edificio, distinguendo le ristrutturazioni importanti dagli interventi di riqualificazione energetica, e le informazioni su incentivi di carattere finanziario per realizzarli.

Decreto con schemi e modalità di riferimento per la compilazione della relazione tecnica di progetto ai fini dell’applicazione delle prescrizioni e dei requisiti minimi di prestazione energetica negli edifici.
Un secondo decreto adegua gli schemi di relazione tecnica di progetto al nuovo quadro normativo, in funzione delle diverse tipologie di opere: nuove costruzioniristrutturazioni importantiriqualificazioni energetiche.

Decreto sull’applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici.
Il terzo decreto è volto alla definizione delle nuove modalità di calcolo della prestazione energetica e i nuovi requisiti minimi di efficienza per i nuovi edifici e quelli sottoposti a ristrutturazione.
Il decreto rafforza gli standard energetici minimi per gli edifici nuovi e per quelli ristrutturati, ottimizzando il rapporto costi/benefici degli interventi, per arrivare a realizzare gli Edifici a Energia Quasi Zero previsti dalla Direttiva 2010/31/UE.
Inoltre, il decreto punta ad una applicazione delle norme immediatamente operativa e omogenea in tutte le Regioni, per ovviare all’attuale frammentazione normativa dovuta all’ampia autonomia regionale nel recepire la precedente Direttiva 2002/91/UE.
Per gli edifici di nuova costruzione e per quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti, il rispetto dei requisiti minimi andrà verificato confrontando l’edificio con un edificio di riferimento (identico per geometria, orientamento, ubicazione, destinazione d’uso). Per gli edifici interessati da semplici riqualificazioni energetiche, relative all’involucro edilizio e agli impianti tecnici, sono indicati i requisiti minimi.
Con l’emanazione di questi provvedimenti si compie un passo importante verso l’incremento degli edifici ad energia quasi zero. Infatti, a partire dal 1 gennaio 2021 i nuovi edifici e quelli sottoposti a ristrutturazioni significative dovranno essere realizzati in modo tale da ridurre al minimo i consumi energetici coprendoli in buona parte con l’uso delle fonti rinnovabili. Per gli edifici pubblici tale scadenza è anticipata al 1 gennaio 2019.

A cura di

Fontenergy

Share

Libretto di impianto e rapporti di controllo di efficienza energetica

Centrale termica a gasolio (fonte: SIACGI MUNTONI & P.)Il Ministero dello Sviluppo Economico ha aggiornato la pagina delle FAQ sul tema del “Libretto di impianto” e dei “Rapporti di controllo di efficienza energetica”, che nasce dall’esigenza di fornire le risposte ai quesiti pervenuti al Ministero da amministrazioni locali, imprese, installatori, manutentori e privati cittadini.

Di seguito si riportano le risposte alle domande più frequenti (ultimo aggiornamento: 24 novembre 2014).

 Impianto termico

  1. Gli ultimi cambiamenti nelle definizioni di “impianto termico” e “unità immobiliare” apportate dalla legge n. 90/2013 hanno generato alcuni dubbi e incertezze. Cosa si intende per “impianto termico”?

Il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192 e s.m.i. (di seguito d.lgs. 192/2005) regolamenta la progettazione e la realizzazione dei nuovi edifici e degli impianti in essi installati, dei nuovi impianti installati in edifici esistenti nonché le opere di ristrutturazione degli edifici e degli impianti esistenti. Regolamenta infine l’esercizio, il controllo, la manutenzione e le ispezioni degli impianti termici e la certificazione energetica degli edifici.

A tali fini assume particolare importanza la definizione di “impianto termico” che è connessa a tutta la materia regolamentata dal d.lgs. 192/2005. L’ultima definizione di impianto termico, introdotta dalla legge n. 90/2013 che ha modificato il d.lgs. 192/2005 (art. 2, comma 1, I-tricies), recita:

I-tricies – “impianto termico”: impianto tecnologico destinato ai servizi di climatizzazione invernale o estiva degli ambienti, con o senza produzione di acqua calda sanitaria, indipendentemente dal vettore energetico utilizzato, comprendente eventuali sistemi di produzione, distribuzione e utilizzazione del calore, nonché gli organi di regolarizzazione e controllo. Sono compresi negli impianti termici gli impianti individuali di riscaldamento. Non sono considerati impianti termici apparecchi quali: stufe, caminetti, apparecchi di riscaldamento localizzato ad energia radiante; tali apparecchi, se fissi, sono tuttavia assimilati agli impianti termici quando la somma delle potenze nominali del focolare degli apparecchi al servizio della singola unità immobiliare è maggiore o uguale a 5 kW. Non sono considerati impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate.”

Tenuto conto delle finalità del d.lgs. 192/2005, si ritiene che l’impianto termico debba essere costituito da apparecchi, dispositivi e sottosistemi installati in modo fisso caratterizzanti il sistema edificio/impianto, senza limiti di potenza. La definizione di impianto termico comprende anche l’insieme di più apparecchi a fiamma indipendenti tra loro, installati in modo fisso, al servizio della stessa unità immobiliare, qualora la  somma delle loro potenze al focolare non sia inferiore a 5 kW.

Non sono impianti termici i sistemi dedicati esclusivamente alla produzione di acqua calda sanitaria al servizio di singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate. Tra le singole unità immobiliari ad uso residenziale ed assimilate sono da intendersi comprese anche: gli edifici residenziali monofamiliari; le singole unità immobiliari utilizzate come sedi di attività professionali (ad esempio, studio medico o legale) o commerciale (ad esempio, agenzia di assicurazioni) o associativa (ad esempio, sindacato, patronato) che prevedono un uso di acqua calda sanitaria comparabile a quello tipico di una destinazione puramente residenziale.

Sono assimilati agli impianti termici quegli impianti ad uso promiscuo nei quali la potenza utile dedicata alla climatizzazione degli ambienti sia superiore a quella dedicata alle esigenze tecnologiche e/o ai fini produttivi, comprendenti anche la climatizzazione dei locali destinati ad ospitare apparecchi o sostanze che necessitano di temperature controllate.

Controllo e manutenzione ai fini della sicurezza

Continua a leggere

Share

Detrazioni fiscali: un altro anno di tempo per usufruirne (di Irene Sterpi)

Col Decreto Legge 04/06/2013 (di cui ho già parlato in questo articolo) si era aperta un’importante possibilità per tutti coloro che erano intenzionati a ristrutturare la propria abitazione o mettere a punto interventi per aumentare l’efficienza energetica dell’immobile. Però verso la fine del 2013 per molti italiani era scattata una vera e propria “corsa al bonus”, dal momento che il 31 dicembre 2013 era indicato come l’ultima data entro cui fosse possibile accedere agli incentivi (tranne per gli interventi riguardanti le parti comuni dei condomini), che comprendevano anche l’acquisto di mobili per la casa oggetto di ristrutturazione. Fortunatamente, anche i ritardatari hanno potuto tirare un sospiro di sollievo: la Legge di Stabilità 2014 (legge del 27 dicembre 2013, n. 147) ha previsto la proroga di tutte le detrazioni. In particolare, i cittadini potranno ancora accedere alle detrazioni del 50% per le ristrutturazioni edilizie e a quelle del 65% per gli interventi per il risparmio energetico (il cosiddetto eco bonus).

Continua a leggere

Share

Risparmio energetico. Come cambiano le detrazioni fiscali col Decreto Legge 04/06/2013 n. 63

Detrazione sì, detrazione no. Il tira-e-molla sugli incentivi per le ristrutturazioni edilizie e interventi di efficienza energetica si sta protraendo in Italia ormai da qualche anno, lasciando i cittadini col fiato sospeso per mesi, salvo poi iniziare una corsa contro il tempo per districarsi nella burocrazia e ultimare le opere in tempo per aver diritto agli incentivi.

risparmio energeticoL’ultimo decreto che garantisce l’accesso agli incentivi, ma non solo, per interventi volti a migliorare l’efficienza energetica è il Decreto Legge del 4 giugno 2013, n. 63 recante “Disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell’edilizia per la definizione delle procedure d’infrazione avviate dalla Commissione europea, nonché altre disposizioni in materia di coesione sociale”. In realtà, il Decreto, entrato in vigore il 5 giugno c.a., non si occupa solo di efficienza energetica, ma lascia ampio spazio anche alle nuove disposizioni sulle prestazioni energetiche degli edifici e agli edifici a energia quasi zero.

Ma andiamo con ordine: le detrazioni fiscali, a dire il vero, trovano spazio solo verso la fine del Decreto, agli artt. 14-15-16:

  • Art. 14: per gli interventi di efficienza energetica vengono prorogate fino al 31 dicembre 2013 le detrazioni, che passano dal 55% al 65%. Attenzione però: sono esclusi gli interventi di sostituzione degli impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza o impianti geotermici a bassa entalpia e la sostituzione degli scaldacqua tradizionali con quelli a pompa di calore. Per gli interventi che riguardano le parti comuni dei condomini c’è un po’ più di tempo: fino al 30 giugno 2014. Il Decreto specifica anche che tali detrazioni verranno poi suddivise in 10 rate annuali di pari importo.
  • Art. 16: vengono prorogati fino al 31 dicembre 2013 gli incentivi per le opere di ristrutturazione edilizia che erano in scadenza al 30 giugno 2013. Inoltre, e questa è una novità, sono disponibili detrazioni del 50% per comprare mobili per l’immobile oggetto di ristrutturazione. Si noti, però, che la spesa sostenuta per i mobili non dovrà superare i 10.000 € (e va, quindi, ad aggiungersi al massimale di 96.000 € previsto per la ristrutturazione dell’immobile).

Andiamo ora ad analizzare il resto del Decreto, che, come già accennato, introduce alcune modifiche al D.Lgs. 192/2005. Tra gli obiettivi del D.L. 63/2013 c’è innanzitutto l’adeguamento alla Direttiva 2010/31/CE, ragion per cui all’art. 2 vengono introdotte, tra le altre, le definizioni di:

  • Attestato di prestazione energetica dell’edificio: da prodursi in caso di locazione o vendita di immobili, valido 10 anni, ma da aggiornare in caso di ristrutturazione o riqualificazione che modifichi la classe energetica dell’edificio. Anche per gli edifici occupati dalle pubbliche amministrazioni con superficie utile totale >500 m2 è necessario produrre tale attestato;
  • Attestato di qualificazione energetica: facoltativo, contiene indicazioni utili per possibili interventi migliorativi:
  • Edificio a energia quasi zero: a partire dal 31 dicembre 2018 tutti gli edifici nuovi della pubblica amministrazione dovranno essere a energia quasi zero. Inoltre verrà definito un Piano d’Azione entro il 31 dicembre 2014 per aumentare il numero di edifici a energia quasi zero.

Irene Sterpi (@ireste87) (*)

(*) Ingegnere per l’ambiente e territorio, specializzata in energie rinnovabili

Share

Twitter