emissione di inquinanti

ACQUE. Scarichi di acque reflue industriali in fognatura, in acque superficiali (fiumi, laghi, mari) e sul suolo

Premessa

Lo scarico delle acque reflue civili o industriali senza preventivo trattamento può configurare reati contro l’ambiente sanzionabili penalmente; inoltre, se viene identificato e riconosciuto un reato – presupposto, la Società o l’Ente può essere chiamato a rispondere ai sensi e per gli effetti delle disposizioni di legge sulla responsabilità amministrativa di enti e società (D.Lgs. 231/2001 e s.m.i.).

La materia degli scarichi idrici da acque industriali in fognatura, in acque superficiali o sul suolo è attualmente disciplinata dal D.Lgs. 152 del 03/04/2006  recante “Norme in materia ambientale” (S.O. n. 96 alla Gazzetta Ufficiale 14 aprile 2006, n. 88) e successive modifiche e integrazioni.

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AGENZIA PER LA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE. Struttura, compiti e funzioni dell’ARPA Sardegna

In Italia le Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente sono sorte a seguito del referendum dell’aprile 1993, che ha abrogato le competenze del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e delle ex Unità Sanitarie Locali (USL) nel campo del controllo e della prevenzione ambientale. Questi compiti, con il Decreto legge 496/1993, convertito dalla Legge 61/1994, sono stati successivamente affidati ad apposite “Agenzie regionali” deputate alla vigilanza e al controllo ambientale in sede locale.

Le prime sei Agenzie ad essere istituite nel 1995 sono state quelle delle regioni e province autonome di Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Provincia di Trento, Emilia Romagna e Toscana. L’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Sardegna (ARPAS) è stata istituita, in via provvisoria, nel 2002 con un’ordinanza del Commissario straordinario per l’emergenza idrica (Ordinanza n. 323 del 30 settembre 2002) modificata nel dicembre del 2004 (Ordinanza n. 410 del 29 dicembre 2004); con la Legge Regionale n. 6 del 18/05/2006 e s.m.i. l’Agenzia è stata istituita in via definitiva.

L’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Sardegna è dotata di personalità giuridica di diritto pubblico ed è l’organo tecnico che supporta le autorità competenti in materia di programmazione, autorizzazione e sanzioni in campo ambientale, a tutti i livelli di governo del territorio; la competenza tecnico – scientifica è la sua componente distintiva e qualificante.

Nave russa (sotto sequestro) con presenza di amianto da smantellare

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Emissioni in atmosfera, ovvero l’arte di inquinare senza averne consapevolezza.

 

Lasciamo pure da parte le emissioni da autoveicoli, oggi sempre meno inquinanti grazie all’abbattimento di COx (monossido e biossido di carbonio), NOx (monossido e biossido di azoto) e idrocarburi policiclici aromatici (benzene non combusto, ecc.), e concentriamo l’attenzione sugli effluenti inquinanti emessi in atmosfera da piccole e grandi imprese.
La normativa statale vigente prevede che le emissioni siano distinte, grossomodo, in tre tipologie: emissioni da impianti industriali, emissioni da attività a ridotto inquinamento atmosferico ed emissioni poco significative.
Tutte, indistintamente, devono essere autorizzate, con procedure tanto più complesse ed articolate quanto più importante è l’attività ovvero l’impianto da cui gli effluenti si originano. Con l’entrata in vigore del decreto legislativo n. 152 del 2006 e s.m.i. e le norme che disciplinano la delega di funzioni tecnico – amministrative dallo Stato alle Regioni e da queste ultime alle Province ed infine agli Enti locali, l’autorizzazione “in via generale” alle emissioni in atmosfera è rilasciata dalla provincia competente per territorio, ovverosia da quella nel cui territorio amministrativo ricade l’impianto, anziché dalla regione.
Vale la pena evidenziare che il rilascio del provvedimento autorizzativo è conditio sine qua non per poter esercitare l’attività e che l’istruttoria della pratica avviene di norma da parte del competente servizio in capo all’assessorato della difesa dell’ambiente della Provincia.

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