esposizione ai rumori

REQUISITI ACUSTICI PASSIVI DEGLI EDIFICI. Norme nazionali, regionali e tecniche applicabili per garantire un elevato comfort acustico

Premessa

Il rispetto dei requisiti acustici passivi degli edifici è disciplinato, in Italia, da D.P.C.M. 05/12/1997 recante “Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici”, integrate nella Regione Autonoma della Sardegna con le previsioni di cui alla Deliberazione G.R. n. 62/9 del 14/11/2008 recante “Direttive regionali in materia di inquinamento acustico ambientale”.

Le misure fonometriche sono prerogativa del tecnico competente in acustica ambientale, i cui requisiti professionali sono specificati nel D.P.C.M. 31/03/1998 “Atto di indirizzo e coordinamento recante criteri generali per l’esercizio dell’attività del tecnico competente in acustica, ai sensi dell’art. 3, comma 1, lettera b), e dell’art. 2, commi 6, 7 e 8 della legge 26 ottobre 1995, n. 447 «Legge quadro sull’inquinamento acustico”.

Classificazione dell’edificio

Ai fini dell’applicazione del decreto di cui all’oggetto, gli ambienti abitativi di cui all’art. 2, comma 1, lettera b), della legge 26 ottobre 1995, n. 447 sono distinti nelle categorie indicate nella tabella A allegata al decreto 05/12/1997.

La Tabella A (Classificazioni degli ambienti abitativi) di cui all’art. 2 del D.P.C.M. 05/12/1997 suddivide gli edifici in categorie, secondo il prospetto che segue:

 

 

–   categoria A: edifici adibiti a residenza o assimilabili;

–   categoria B: edifici adibiti ad uffici e assimilabili;

–   categoria C: edifici adibiti ad alberghi, pensioni ed attività assimilabili;

–   categoria D: edifici adibiti ad ospedali, cliniche. case di cura e assimilabili;

–   categoria E: edifici adibiti ad attività scolastiche a tutti i livelli e assimilabili;

–   categoria F: edifici adibiti ad attività ricreative o di culto o assimilabili;

–   categoria G: edifici adibiti ad attività commerciali o assimilabili.

Continua a leggere

Share

Demolizione controllata di un serbatoio piezometrico con strumenti e tecniche non convenzionali (*)

Rapidità e sicurezza per un intervento nell’ex mattatoio di via Po a Cagliari

Il serbatoio piezometrico dell’ex mattatoio comunale di via Po, ormai in disuso,versava in precarie condizioni di sicurezza statica per cui il Comune di Cagliari, attingendo tra le professionalità operanti all’interno del proprio organico, ha incaricato i sottoscritti tecnici del Servizio Edilizia pubblica 1 della progettazione e della direzione dei lavori dell’intervento di demolizione di tale struttura.


Il serbatoio, utilizzato come riserva idrica, era alto circa 20 m ed era stato realizzato in cemento armato intorno agli anni ‘70. Di forma cilindrica, diametro di 4,00 m, altezza 5,00 m e capacità di circa 60 mc per un peso proprio a vuoto di circa 42 tonnellate, era retto da un pilastro in cemento armato a sezione piena di 12,50 m, di forma esagonale con lato di 50 cm e peso proprio di circa 18 tonnellate. La torre piezometrica, adiacente a diversi fabbricati, distava solo 2,50 m da un edificio utilizzato dal personale dell’Amministrazione comunale e ricadeva inoltre in un ambito fortemente antropizzato, in zona di frequente transito, sia veicolare che pedonale, di operatori interni ed esterni all’Ente stesso.

Continua a leggere

Share

Acustica nell’industria. Influenza della polverosità sulle prestazioni acustiche di pannelli fonoassorbenti (*)

SOMMARIO

Sono state confrontate, sulla base di misure in camera riverberante, le prestazioni di fonoassorbimento di materiali acustici nuovi e puliti, da utilizzarsi appoggiati o sospesi, con quelle degli stessi materiali impolverati artificialmente con polveri provenienti da un impianto di segagione di granito per usi ornamentali. Per i pannelli sospesi, in particolare, le prestazioni acustiche hanno esibito, per alcune bande di frequenza, un peggioramento statisticamente significativo, differenziato in relazione all’interasse tra le file di pannelli. Il peggioramento delle prestazioni è più accentuato per gli interassi minori, riducendo la competitività di interventi di bonifica acustica basati sull’installazione di file di pannelli sospesi eccessivamente ravvicinate.

Continua a leggere

Share

Valutazione del rischio di esposizione al rumore dei lavoratori

 

Sono di recente state emanate, da parte dell’UNI, nuove norme tecniche per la misura e la valutazione del rischio di esposizione al rumore dei lavoratori. Le norme emanate dall’Ente Nazionale di Unificazione consentono di dare attuazione alle disposizioni del decreto legislativo n. 81 del 2008, laddove esso prevede che il Datore di lavoro (DL) effettui la valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, ivi compresi i rischi fisici, tra cui il rumore.
La valutazione del rischio in ispecie è in primis effettuata facendo il “censimento” di macchine, attrezzature di lavoro e impianti suscettibili di produrre, durante il loro utilizzo, elevati livelli di pressione sonora. Se uno o più gruppi di lavoratori è esposto, anche per brevi periodi di tempo, a significativi livelli di rumore, il Datore di lavoro ha l’obbligo di rivolgersi a un professionista di provata e consolidata esperienza che effettui i rilievi fonometrici e calcoli, per ciascuna mansione lavorativa svolta nel dato luogo di lavoro (stabilimento produttivo, cantiere temporaneo, cantiere mobile) il relativo livello sonoro continuo equivalente riferito a 8 ore lavorative giornaliere o 40 ore lavorative settimanali. Per ogni singolo addetto deve essere definito il relativo livello di esposizione personale (giornaliero o settimanale) al rumore e il massimo livello di picco (L,peak), relativo a eventi impulsivi cui potrebbe essere esposto il dato lavoratore durante lo svolgimento del lavoro.

Continua a leggere

Share

Twitter