igiene del lavoro

Procedure standardizzate per la valutazione dei rischi per aziende fino a 10 dipendenti

È stato pubblicato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il Decreto Interministeriale 30 novembre 2012 (avviso tramite comunicato sulla G.U. n. 285 del 06/12/2012) con il quale sono state recepite le procedure standardizzate di effettuazione della valutazione dei rischi da parte dei datori di lavoro di aziende che occupano fino a 10 lavoratori (ex art. 29, comma 5, del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.).

Ai sensi dell’art. 6, comma 8, lettera f), del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro ha il compito di elaborare le procedure standardizzate di effettuazione della valutazione dei rischi di cui all’art. 29, comma 5, del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. tenendo conto dei profili di rischio e degli indici infortunistici di settore. Tali procedure vengono recepite con Decreto dei Ministeri del lavoro, della salute e delle politiche sociali e dell’interno acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano.

Il decreto di cui all’oggetto entrerà in vigore il 60-esimo giorno successivo alla data di pubblicazione nella G.U., fermi restando i termini di cui al D.L. 12 maggio 2012, n. 57 (convertito con Legge 12 luglio 2012, n 101) e cioè il 01 gennaio 2013.

In particolare, ferma restando l’integrale applicazione dei principi in materia di valutazione dei rischi di cui agli artt. 17, 28 e 29 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., i datori di lavoro di imprese che occupano fino a 10 lavoratori effettuano la valutazione dei rischi ai sensi dell’art. 29, comma 5, del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. secondo le disposizioni del documento – previsto all’art. 6, comma 8, lettera f), del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., – concernente le cosiddette “Procedure standardizzate”, approvato dalla Commissione Consultiva Permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro in data 16/05/2012.

In data 25/10/2012 è stato approvato dalla Conferenza Stato Regioni lo schema attuativo delle procedure standardizzate.

Il documento di cui sopra individua il modello di riferimento per l’effettuazione della valutazione dei rischi da parte dei datori di lavoro (si precisa che si tratta di un obbligo non delegabile) di imprese che occupano fino a 10 lavoratori, al fine di individuare le adeguate misure di prevenzione e protezione dai rischi ed elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza su lavoro.

Il Documento di Valutazione dei Rischi (altrimenti detto DVR) da redigersi attraverso le procedure standardizzate sostituisce – per le imprese fino ai 10 dipendenti – l’autocertificazione alla valutazione dei rischi aziendali che dal 01 gennaio 2013 perderà qualsiasi validità e il datore di lavoro dovrà, da subito, avere redatto un documento di valutazione dei rischi secondo quanto previsto dall’art. 29, comma 5, del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.

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GAS RADIOATTIVO RADON. ATTIVITÀ LAVORATIVE in AREE AD ELEVATA PROBABILITÀ DI ALTA CONCENTRAZIONE

Il Decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230 recante “Attuazione delle direttive 89/618/ Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 2006/117/Euratom in materia di radiazioni ionizzanti e 2009/71/Euratom, in materia di sicurezza nucleare degli impianti nucleari” è stato pubblicato – per la prima volta – nella Gazzetta Ufficiale 13 giugno 1995, n. 136; esso costituisce il principale riferimento legislativo italiano relativamente alla radioattività naturale e alla presenza, sul territorio nazionale, del gas radioattivo RADON.

Le disposizioni di cui al Capo III bis – Esposizione da attività lavorative con particolari sorgenti naturali di radiazioni del D.Lgs. 230/1995 si applicano (articolo 10 Bis) alle attività lavorative nelle quali la presenza di sorgenti di radiazioni naturali conduce ad un significativo aumento dell’esposizione dei lavoratori o di persone del pubblico, che non può essere trascurato dal punto di vista della radioprotezione.

Le attività lavorative a cui si applicano le disposizioni del Capo III bis comprendono:

a) attività lavorative durante le quali i lavoratori e, eventualmente, persone del pubblico sono esposti a prodotti di decadimento del radon o del toron o a radiazioni gamma o a ogni altra esposizione in particolari luoghi di lavoro quali tunnel, sottovie, catacombe, grotte e, comunque, in tutti i luoghi di lavoro sotterranei;

b) attività lavorative durante le quali i lavoratori e, eventualmente, persone del pubblico sono esposti a prodotti di decadimento del radon o del toron, o a radiazioni gamma o a ogni altra esposizione in luoghi di lavoro diversi da quelli di cui alla lettera a) in zone ben individuate o con caratteristiche determinate;

c) attività lavorative implicanti l’uso o lo stoccaggio di materiali abitualmente non considerati radioattivi, ma che contengono radionuclidi naturali e provocano un aumento significativo dell’esposizione dei lavoratori e, eventualmente, di persone del pubblico;

d) attività lavorative che comportano la produzione di residui abitualmente non considerati radioattivi, ma che contengono radionuclidi naturali e provocano un aumento significativo dell’esposizione di persone del pubblico e, eventualmente, dei lavoratori;

e) attività lavorative in stabilimenti termali o attività estrattive non disciplinate dal capo IV del D.Lgs. 230/1995;

f) attività lavorative su aerei per quanto riguarda il personale navigante.

Nel presente articolo si intende sottolineare quanto previsto al Capo III bis – Esposizione da attività lavorative con particolari sorgenti naturali di radiazioni del D.Lgs. 230/1995 e s.m.i. e in particolare quanto recato all’articolo 10 sexies relativamente alla <<individuazione delle aree ad elevata probabilità di alte concentrazione di attività di RADON>>. Si precisa, per inciso, che l’articolo 10 sexies del D.Lgs. 230/1995 è stato aggiunto dall’art. 5 del D.Lgs. 26/05/2000, n. 241, con decorrenza dal 01/01/2001; pertanto, essendo trascorsi più di 10 anni dalla data di entrata in vigore del provvedimento – per quanto attiene, in particolare, all’obbligo di individuazione delle zone che presentano un potenziale rischio per la salute riconducibile alla presenza di RADON – appare ingiustificato ogni ulteriore ritardo nell’attuazione dell’adempimento di cui trattasi da parte delle regioni.

Il decreto in parola, in particolare, prevede che sulla base delle linee guida e dei criteri emanati dalla Commissione di cui all’articolo 10 septies del D.Lgs. 230/2005 e s.m.i., le regioni e le province autonome individuino le zone o luoghi di lavoro con caratteristiche determinate ad elevata probabilità di alte concentrazioni di attività di radon, di cui all’articolo 10 ter, comma 2 del D.Lgs. 230/1995.

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Demolizione controllata di un serbatoio piezometrico con strumenti e tecniche non convenzionali (*)

Rapidità e sicurezza per un intervento nell’ex mattatoio di via Po a Cagliari

Il serbatoio piezometrico dell’ex mattatoio comunale di via Po, ormai in disuso,versava in precarie condizioni di sicurezza statica per cui il Comune di Cagliari, attingendo tra le professionalità operanti all’interno del proprio organico, ha incaricato i sottoscritti tecnici del Servizio Edilizia pubblica 1 della progettazione e della direzione dei lavori dell’intervento di demolizione di tale struttura.


Il serbatoio, utilizzato come riserva idrica, era alto circa 20 m ed era stato realizzato in cemento armato intorno agli anni ‘70. Di forma cilindrica, diametro di 4,00 m, altezza 5,00 m e capacità di circa 60 mc per un peso proprio a vuoto di circa 42 tonnellate, era retto da un pilastro in cemento armato a sezione piena di 12,50 m, di forma esagonale con lato di 50 cm e peso proprio di circa 18 tonnellate. La torre piezometrica, adiacente a diversi fabbricati, distava solo 2,50 m da un edificio utilizzato dal personale dell’Amministrazione comunale e ricadeva inoltre in un ambito fortemente antropizzato, in zona di frequente transito, sia veicolare che pedonale, di operatori interni ed esterni all’Ente stesso.

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SEGNALETICA DI SICUREZZA. Cartelli di attenzione, pericolo, prescrizione, divieto, emergenza e antincendio (*)

Il Datore di lavoro ha l’obbligo di apporre nei luoghi di lavoro la cartellonistica di sicurezza atta a segnalare ai lavoratori e a terzi la presenza di pericoli per la salute e la sicurezza.

Il mancato rispetto di quest’obbligo da parte del Datore di lavoro e, quando nominati, dei Dirigenti e dei Preposti, è sanzionato penalmente.

Il legislatore comunitario e di rimando quello nazionale danno molta importanza al fatto che ciascun pericolo  presente in un luogo di lavoro venga adeguatamente segnalato con cartelli di forma triangolare e sfondo giallo, con un pittogramma nero che richiami immediatamente il pericolo.

 

 

 

 

 

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CARTELLA SANITARIA E DI RISCHIO. Contenuti e trasmissione alla luce delle recenti disposizioni di legge

Il Medico Competente (MC) deve istituire, aggiornare e custodire, sotto la propria responsabilità una cartella sanitaria e di rischio per ogni lavoratore sottoposto a sorveglianza sanitaria.

Il 26 luglio 2012 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto 9 luglio 2012 del Ministero della Salute che definisce i contenuti e le modalità di trasmissione delle informazioni relative ai dati aggregati sanitari e di rischio dei lavoratori, ai sensi dell’art. 40 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. In particolare sono stati definiti i nuovi contenuti dell’Allegato 3A (contenuti della cartella sanitaria e di rischio) e contestualmente dell’Allegato 3B (contenuti e modalità di trasmissione delle informazioni relative ai dati aggregati sanitari e di rischio dei lavoratori) del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.

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ESPOSIZIONE AI CAMPI ELETTROMAGNETICI. Proroga dei termini

Slitta al 31 ottobre 2013 l’obbligo di rispettare i valori limite e i valori di azione previsti per la tutela dei lavoratori dal rischio di esposizione a CEM.

Il Parlamento europeo, con l’emanazione della Direttiva 2012/11/UE del 19/04/2012, ha prorogato il termine entro il quale gli Stati membri dovranno assicurare l’entrata in vigore delle prescrizioni relative alla protezione dei lavoratori dall’esposizione a campi elettromagnetici (CEM) previste dalla direttiva 2004/40/CE, di cui il D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. al titolo VIII, ne recepisce i contenuti; il nuovo termine (originariamente stabilito per il 30 aprile 2012) è, pertanto, il 31 ottobre 2013.

Stazione di trasformazione per un’azienda industriale (Sardinia, Italy)

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