informazione

Prevenzione degli infortuni sul lavoro e formazione

UAI - Unione Artigiani Italiani e PMI CagliariL’informazione dei lavoratori circa la natura dei rischi per la salute e la sicurezza presenti in un dato luogo di lavoro è condizione necessaria – ma non sufficiente – per prevenirli; infatti il Legislatore ha stabilito che il Datore di lavoro provveda anche a formare i lavoratori.

La formazione dei lavoratori è obbligatoria e, stando agli accordi Stato – Regioni, prevede una formazione generale, di durata pari a 4 ore e una formazione specifica, variabile in funzione del livello di rischio dell’Organizzazione, di durata pari a 4 ore (rischio basso), 8 ore (rischio medio) e 16 ore (rischio alto).

Vi sono, inoltre, dei casi in cui il lavoratore deve anche seguire dei corsi di addestramento specifico. I casi in cui il Datore di lavoro deve programmare tali corsi sono i seguenti: utilizzo di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) di III categoria (da indossarsi allorquando si svolgono attività che possono comportare il rischio di morte o di lesioni gravi e gravissime per il lavoratore) e otoprotettori (DPI per la protezione dell’udito dal rumore) nonché per l’utilizzo di macchine, attrezzature e impianti o la manipolazione di sostanze pericolose (tossiche, nocive, cancerogene).

Se da un lato il Datore di lavoro ha l’obbligo di programmare e avviare a informazione, formazione e addestramento i lavoratori, questi ultimi hanno l’obbligo di seguire tali corsi. Il programma formativo è, per legge, proposto al Datore di lavoro dal Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione (RSPP), interno (dipendente dell’Organizzazione) o esterno (libero professionista).

I soggetti formatori che svolgono attività di docenza devono essere, dal 2014, in possesso dei requisiti di cui al decreto interministeriale del 6 marzo 2013, ovverosia essere in possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di scuola media superiore e altri requisiti quali esperienza e competenza specifica nelle materie di insegnamento o, in alternativa, essere in possesso di attestati di frequenza a specifici corsi di qualificazione per formatori per la sicurezza. Anche i datori di lavoro che ricoprono personalmente l’incarico di RSPP, sino al 2016, potranno direttamente svolgere l’attività formativa ai propri dipendenti.

L’attività di formazione può essere di tipo frontale (in aula) o erogata in modalità e-learning; quest’ultima è sempre più preferita perché a parità di efficacia costa meno e consente al Datore di lavoro di organizzare e far svolgere l’attività didattica ai propri dipendenti con maggiore libertà rispetto a giorni e orari di svolgimento delle lezioni stesse.

Ad ogni modo l’attività formativa deve sempre – senza eccezioni – essere programmata con le associazioni di categoria o sindacali. Esse ricevono la proposta formativa e si esprimono sulla bontà complessiva della stessa, senza scendere troppo nel dettaglio sui contenuti, che possono variare da un’Organizzazione e l’altra in relazione alla natura dei rischi presenti nel luogo di lavoro.

PiattaFormAttivaWEBIn Sardegna, nel 2014, è stata sottoscritta un’importantissima partnership tra PiattaFormAttiva – Learning Platform di Cagliari e l’associazione sindacale UAI – Unione Artigiani Italiani e PMI – Sezione provinciale di Cagliari, per l’erogazione di corsi in materia di sicurezza sia in modalità frontale che in modalità e-learning.

Vale la pena ricordare che la mancata formazione dei lavoratori può comportare sanzioni penali sia a carico dei Datori di lavoro che dei Dirigenti e che, in ogni caso, essa può dare luogo all’irrogazione delle sanzioni previste dal decreto legislativo n. 231 del 2001 per responsabilità amministrativa dell’Organizzazione; tra le pene previste da quest’ultimo decreto vi sono le sanzioni pecuniarie, il divieto a contrarre con la pubblica amministrazione, il sequestro per equivalente e la revoca delle autorizzazione per l’esercizio dell’attività. L’efficacia esimente per l’Organizzazione può essere assicurata dall’implementazione di un efficace Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOGC 231) e dall’istituzione dell’Organismo di Vigilanza (OdV).

<<Più si parla di sicurezza, meno si parla di infortuni>>; è lo slogan delle società minerarie che nella seconda metà del XX secolo coltivavano piombo, zinco, oro e argento nelle Miniere di Montevecchio. Oggi si direbbe: informa, forma, addestra e aggiorna i lavoratori per prevenire infortuni e malattie professionali.

Andrea Alessandro MUNTONI

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FORMAZIONE. Obbligo di comunicazione agli Organismi paritetici

Nella G.U. n. 192 del 18 agosto 2012 è stato pubblicato l’Accordo tra il Governo e le Regioni – recante «Adeguamento e linee applicative degli accordi ex articolo 34, comma 2 e 37, comma 2 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni e integrazioni» – inerente le “Linee interpretative” sulla formazione dei Dirigenti, Preposti, Lavoratori e datori di lavoro/RSPP.

Il documento contiene le “linee guida” di adeguamento degli accordi Stato – Regioni del 21 dicembre 2011 ed evidenziano come esse siano utili non solo agli operatori ma anche agli organi di vigilanza con le indicazioni essenziali per l’organizzazione, la realizzazione e la verifica di attività formative pienamente coerenti con la vigente normativa; di seguito sono riportati alcuni dei principali chiarimenti.

La normativa vigente non impone al datore di lavoro di effettuare la formazione necessariamente con gli organismi paritetici quanto, piuttosto, di mettere i medesimi a conoscenza della volontà di svolgere una attività formativa; ciò in modo che essi possano, se del caso, svolgere efficacemente la funzione che il D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. attribuisce loro, attraverso proprie proposte al riguardo.

Resta inteso che tale richiesta di collaborazione opera unicamente in relazione agli organismi paritetici che abbiano i requisiti di leggee che, quindi, siano costituiti nell’ambito di organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale (in questo senso la definizione di “organismo paritetico” dettata all’art. 2, comma 1, lettera ee), del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.) e che svolgano la propria attività di “supporto” alle aziende operando sia nel territorio che nel settore di attività del datore di lavoro.

Riguardo al territorio si ritiene possa essere individuato nella Provincia. Nei soli casi in cui il sistema di pariteticità non sia articolato a livello provinciale ma sia comunque presente a livello regionale, la collaborazione opererà a tale livello.

Qualora, invece, gli organismi paritetici non siano presenti né a livello provinciale né a livello regionale, il datore di lavoro che intendesse farlo, senza che – in tal caso – si applichi la previsione di cui all’art. 37, comma 12, del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.), potrà comunque rivolgersi ad un livello superiore a quello regionale.

Relativamente alle aziende con più sedi in differenti contesti territoriali, l’organismo di riferimento può essere individuato avendo riguardo alla sede legale dell’impresa.

La richiesta di collaborazione può essere avanzata in qualunque modo idoneo allo scopo (ad esempio, anche con una semplice comunicazione per posta elettronica, purché contenga indicazioni sufficienti a poter permettere all’organismo paritetico di comprendere il tipo di intervento formativo di riferimento e, quindi, mettendolo nelle condizioni di potere supportare il datore di lavoro al riguardo).

Ing. Ugo Mattana

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Formazione in materia di sicurezza dei lavoratori somministrati

Sicurezza dei lavoratori

Premessa

La conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, con la sottoscrizione dell’Accordo del 21 dicembre 2011 tra il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano per la formazione dei lavoratori ai sensi dell’articolo 37, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Rep. Atti n. 221/CSR) ha precisato che la formazione dei lavoratori in caso di somministrazione di lavoro di cui all’art. 20 e ss. del D.Lgs. n. 276 del 10/09/2003 e s.m.i., può essere effettuata nel rispetto delle disposizioni – ove esistenti – del contratto collettivo applicabile nel caso di specie o secondo le modalità concordate tra il somministratore e l’utilizzatore.

Formazione generale e specifica di settore

In particolare, l’Accordo del 21/12/2011 prevede che il somministratore e l’utilizzatore possano concordare che la formazione generale sia a carico del somministratore e quella specifica di settore a carico dell’utilizzatore.

In difetto di accordi di cui al precedente periodo la formazione dei lavoratori va effettuata – stando alle previsioni dell’Accordo del 21/12/2011 – dal somministratore unicamente con riferimento alle attrezzature di lavoro necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa per la quale i lavoratori vengono assunti, sempre che – ai sensi e alle condizioni di cui all’art. 23, comma 5, del citato D.Lgs. n. 276/2003 – il contratto di somministrazione non ponga tale obbligo a carico dell’utilizzatore. Resta inteso che ogni altro obbligo formativo è a carico dell’utilizzatore.

Pertanto, per la formazione ai lavoratori somministrati, l’Accordo prevede e consente una suddivisione delle responsabilità tra fornitore (somministratore) e utilizzatore del lavoro e dunque del lavoratore somministrato: all’Agenzia di lavoro spetterà erogare la formazione generale mentre l’utilizzatore dovrà erogare la formazione specifica, più centrata sui rischi specifici dell’ambiente di lavoro e già analizzati nell’ambito del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) o del Piano Operativo di Sicurezza (POS), nel caso di lavori da svolgersi presso cantieri temporanei e mobili.

Con riferimento alle fattispecie di cui all’art. 37 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. inerente la formazione dei lavoratori e, ove previsto, l’addestramento specifico relativamente alla costituzione di nuovi rapporti di lavoro o al cambio di mansioni, si possono verificare i casi e le circostanze che seguono.

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