mesotelioma

AMIANTO. Processo Eternit: 10 anni finiti nel nulla

Coperture in cemento amianto (fonte: SIACGI Muntoni & P.)La sentenza del Processo Eternit del 19 novembre 2014 è
già entrata nella storia delle sentenze italiane più contestate, e il dibattito che è nato all’indomani della fine del maxi-processo non accenna a placarsi. Infatti, proprio lo scorso 19 novembre il reato di disastro doloso ambientale permanente per cui erano imputati il barone belga Louis de Cartier e il magnate svizzero Stephan Schmidheiny è stato dichiarato prescritto dalla Cassazione.

Per chi non avesse seguito la vicenda, di seguito si ripropone un elenco delle fasi principali

  • 2004: inizia l’inchiesta, ad opera della procura di Torino (in particolare dei PM Guariniello, Colace e Panelli), circa le migliaia di casi di malati e morti a causa delle patologie legate all’esposizione alle fibre di amianto (una per tutti, il mesotelioma pleurico). Si stima, infatti, che ogni anno in Italia ci siano circa 1500 casi di mesotelioma maligno sviluppatosi a causa dell’amianto (il dato è ricavabile dal IV Rapporto del Registro Nazionale dei Mesoteliomi, che riferisce dei 15.845 casi di mesotelioma maligno rilevati dal 1993 al 2008).
  • 2009: inizia il processo Eternit a Torino, che vede imputati il barone belga Louis de Cartier e il magnate svizzero Stephan Schmidheiny per disastro ambientale doloso e inosservanza volontaria delle norme sulla sicurezza, a causa della diffusione dell’amianto dentro e fuori dagli stabilimenti Eternit di Casale Monferrato (AL), Cavagnolo (TO), Rubiera dell’Emilia e Bagnoli (NA). Le parti civili del processo sono comuni, enti, associazioni (come l’Afeva – Associazione Familiari Vittime Amianto) e singoli cittadini malati, o famigliari di morti a causa di mesotelioma o asbestosi. In totale, si contano circa 2900 parti lese.

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