prevenzione incendi

DECRETO-LEGGE 21 giugno 2013, n. 69 “del fare” coordinato con la LEGGE di conversione 9 agosto 2013, n. 98 (SICUREZZA SUL LAVORO)

Si riporta lo stralcio del DECRETO-LEGGE 21 giugno 2013, n. 69 (S.O. n. 50/L alla Gazzetta Ufficiale – Serie generale – n. 144 del 21 giugno 2013), coordinato con la Legge di conversione 9 agosto 2013, n. 98  recante «Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia» (G.U. Serie Generale n.194 del 20-8-2013 – Supplemento Ordinario n. 63), relativamente alle problematiche di sicurezza sul lavoro (*).

Art. 31 Semplificazioni in materia di DURC

1. All’articolo 13-bis, comma 5, del decreto-legge 7 maggio 2012, n. 52, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 luglio 2012, n. 94, le parole: «di cui all’articolo 1, comma 1175, della legge 27 dicembre 2006, n. 296,» sono soppresse.
((1-bis. In caso di lavori privati di manutenzione in edilizia realizzati senza ricorso a imprese direttamente in economia dal proprietario dell’immobile, non sussiste l’obbligo della richiesta del documento unico di regolarità contributiva (DURC) agli istituti o agli enti abilitati al rilascio.))
2. Al codice [degli appalti, nda] di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all’articolo 38, comma 3, le parole da: «resta fermo» fino a: «successive modificazioni e integrazioni» sono sostituite dalle seguenti: «resta fermo per le stazioni appaltanti e per gli enti aggiudicatori l’obbligo di acquisire d’ufficio il documento unico di regolarità contributiva»;

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ANTINCENDIO E PREVENZIONE INCENDI. Nuove regole per la presentazione delle istanze a far data dal 27/11/2012

 

prevenzione incendi

ANTINCENDIO E PREVENZIONE INCENDI.

Il 27 novembre 2012 è entrata in vigore la nuova disciplina in materia di prevenzione incendi recata dal D.M. 7 agosto 2012, avente ad oggetto “Disposizioni relative alle modalità di presentazione delle istanze concernenti i procedimenti di prevenzione incendi e alla documentazione da allegare, ai sensi dell’articolo 2, comma 7, del decreto del Presidente della Repubblica 1 agosto 2011, n. 151>>.

Dott. Ing. Ilaria GHIANI (ilaghiani@tiscali.it)

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Linee guida nazionali per la valutazione dell’esposizione al RADON della popolazione.

Il radon è un gas radioattivo classificato, insieme ai suoi prodotti di decadimento, come agente cancerogeno di gruppo 1 (massima evidenza di cancerogenicità) dall’Agenzia Internazionale per la 23° Ricerca sul Cancro (OMS).

L’esposizione al radon è considerata la seconda causa per cancro polmonare dopo il fumo di sigaretta.

Si stima che l’esposizione domestica al radon sia responsabile in Italia del 5 – 20% dei tumori polmonari, molti dei quali tra i fumatori a causa di un probabile effetto sinergico tra radon e fumo.

Le principali sorgenti di provenienza del radon indoor sono il suolo sottostante l’edificio ed i materiali da costruzione.

In Italia, l’esposizione della popolazione è stata valutata tramite un’indagine nazionale  promossa e coordinata dall’ Istituto Superiore di Sanità (ISS) e dall’Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (ANPA) e realizzata negli anni 1989 – 1996 in collaborazione con le Regioni su un campione di oltre 5000 abitazioni. L’indagine ha permesso di stimare la distribuzione della concentrazione di radon nelle abitazioni: il valore medio è risultato di 70 – 75 Bq/m^3 , a cui corrisponde, secondo una stima preliminare, un rischio individuale sull’intera vita dell’ordine di 0.5%. In circa l’1% di abitazioni è stata misurata una concentrazione di radon superiore a 400 Bq/m^3  e in circa il 4% di esse la concentrazione è risultata superiore a 200 Bq/m^3 e dunque ben oltre il valore limite di concentrazione del gas in aria raccomandato dall’Unione Europea rispettivamente per le vecchie e le nuove costruzioni civili o industriali.

Tutte le valutazioni di cui sopra, rielaborate da SIAC A. A. MUNTONI e Radon Free – attualmente impegnati in una campagna di monitoraggio del radon nell’intero territorio regionale della Sardegna (ITALY) con strumenti misura di alta precisione – sono riportate nelle “Linee – Guida per la tutela e la promozione della salute negli ambienti confinati” approvate nella seduta del 27 settembre 2001 nell’ambito della CONFERENZA STATO REGIONI; l’accordo è stato siglato fra il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano (Repertorio Atti n. 1292 del 27 settembre 2001).

Dott. Ing. Andrea lessandro MUNTONI

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SEGNALETICA DI SICUREZZA. Cartelli di attenzione, pericolo, prescrizione, divieto, emergenza e antincendio (*)

Il Datore di lavoro ha l’obbligo di apporre nei luoghi di lavoro la cartellonistica di sicurezza atta a segnalare ai lavoratori e a terzi la presenza di pericoli per la salute e la sicurezza.

Il mancato rispetto di quest’obbligo da parte del Datore di lavoro e, quando nominati, dei Dirigenti e dei Preposti, è sanzionato penalmente.

Il legislatore comunitario e di rimando quello nazionale danno molta importanza al fatto che ciascun pericolo  presente in un luogo di lavoro venga adeguatamente segnalato con cartelli di forma triangolare e sfondo giallo, con un pittogramma nero che richiami immediatamente il pericolo.

 

 

 

 

 

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PREVENZIONE INCENDI. Nuove disposizioni di legge per la presentazione delle istanze relative ai procedimenti di prevenzione incendi

E’ stato pubblicato sulla G.U. n. 201 del 29/08/2012 il D.M. 07/08/2012 recante “Disposizioni relative alle modalità di presentazione delle istanze concernenti i procedimenti di prevenzione incendi” e alla documentazione da allegare, ai sensi dell’articolo 2, comma 7, del decreto del Presidente della Repubblica 1° agosto 2011, n. 151”.

Il decreto ministeriale entra in vigore il 27/11/2012 ed abroga il D.M. 04/05/1998, il quale continua ad applicarsi, limitatamente all’art. 7, commi 2 e 3 e all’Allegato 6, al fine di determinare l’importo dei corrispettivi dovuti ai VV.F, fino alla pubblicazione del decreto previsto dal DPR 151/2011, art. 2, comma 8.

La modulistica per la presentazione delle istanze, delle segnalazioni (SCIA) e delle dichiarazioni sarà oggetto di un prossimo decreto del direttore centrale per la prevenzione e sicurezza tecnica del Dipartimento dei VV.F, del soccorso pubblico e della difesa civile.

 

 

 

 

 

 Andrea Alessandro Muntoni & Ugo MATTANA

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Prevenzione incendi – Nuove regole

 

Il 22 settembre 2011 è stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale il Decreto del Presidente della Repubblica 1 agosto 2011, n. 151 avente ad oggetto il “Regolamento recante semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione degli incendi, a norma dell’articolo 49, comma 4-quater, del Decreto-Legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla Legge 30 luglio 2010, n. 122.
Il Regolamento di cui al DPR 151/2011 individua le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi e disciplina, per il deposito dei progetti, per l’esame dei progetti, per le visite tecniche, per l’approvazione di deroghe a specifiche normative, la verifica delle condizioni di sicurezza antincendio che, in base alla vigente normativa, sono attribuite alla competenza del Corpo nazionale dei vigili del fuoco.
Nell’ambito di applicazione del Regolamento di cui al DPR 151/2011 rientrano tutte le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi riportate nell’Allegato I del regolamento stesso; la novità rispetto alla previgente normativa consiste nel fatto che le attività sottoposte ai controlli di prevenzione incendi si distinguono nelle categorie A, B e C in relazione alla dimensione dell’impresa, al settore di attività, alla esistenza di specifiche regole tecniche, alle esigenze di tutela della pubblica incolumità. Sono comunque escluse dall’ambito di applicazione del Regolamento di cui al DPR 151/2011 le attività industriali a rischio di incidente rilevante, soggette alla presentazione del rapporto di sicurezza di cui all’articolo 8 del D.Lgs. 17/08/1999, n. 334 e s.m.i.
Per quanto riguarda la valutazione dei progetti di prevenzione incendi – che di norma sono predisposti da professionisti esperti e iscritti ad un apposito albo del Ministero dell’Interno – il nuovo Regolamento prevede che gli enti ed i privati responsabili delle attività di cui all’Allegato I, categorie B e C – fatta eccezione, dunque, per le attività che ricadono in categoria A, in quanto ritenute a basso rischio di incendio – sono tenuti a richiedere, con apposita istanza, al competente Comando provinciale dei VV.F., l’esame dei progetti di nuovi impianti o costruzioni nonché dei progetti di modifiche da apportare a quelli esistenti, che comportino un aggravio delle preesistenti condizioni di sicurezza antincendio.

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