pulizia spiagge

EROSIONE DELLE COSTE. Gestione della posidonia oceanica con finalità di difesa delle spiagge (*)

La continua evoluzione di alcuni tratti della costa sarda e in particolare il suo arretramento sono di norma determinati da fattori geomorfologici regolati, in primis, dall’apporto di materiale solido (terra, sabbia, ciottoli) da parte di fiumi e torrenti che sfociano a mare; tuttavia alcune opere di difesa degli argini dei fiumi, la realizzazione di briglie lungo i corsi d’acqua, l’intercettazione delle correnti fluviali per la realizzazione di bacini collinari lungo gli alvei, la realizzazione di dighe e l’assurda e sconsiderata cementificazione di immissari ed emissari, ha determinato nel tempo un grave problema a carico delle coste, che hanno visto ridursi sensibilmente le dimensioni delle spiagge a causa del mancato o insufficiente apporto di sabbie e ciottoli dall’entroterra.

Banco di posidonia

Posidonia oceanica. Arcipelago di La Maddalena, Sardegna, Italia

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Pulizia delle spiagge dai rifiuti

 

Nel 2008 la Regione Sardegna ha emanato la Determinazione RAS n. 942 del 7 Aprile 2008 recante “prescrizioni inerenti l’asportazione della posidonia spiaggiata e la pulizia delle spiagge dai rifiuti”, che contiene utili indicazioni, destinate ai comuni e ai titolari di concessioni sul demanio marittimo, per la pulizia della spiaggia; le Amministrazioni comunali, infatti, sono tenute alla pulizia delle spiagge libere dai rifiuti solidi urbani mentre i titolari di concessioni demaniali marittime sono tenuti alla pulizia delle aree demaniali in concessione e delle aree limitrofe alle zone demaniali marittime assentite in concessione.
Le operazioni di prima pulizia della spiaggia possono avere inizio dal 15 aprile e dovrebbero concludersi, preferibilmente, entro il 01 maggio, per essere poi ripetute secondo la calendarizzazione che ciascun comune costiero stabilisce nell’apposito bando annuale sulla pulizia delle spiagge libere.

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