radioattività naturale

Misure di radioattività naturale e artificiale. Contatore geiger Gamma Scout GS-2

Il contatore Misuratore-di-radioattivita-gamma-scoutgeiger Gamma Scout GS-2 è uno strumento professionale per la rilevazione delle radiazioni alfa, beta, gamma e X.

Lo strumento Gamma Scout GS-2 è in grado di rilevare valori di radiazioni con valori superiori a centinaia di volte i valori limiti prefissati dalle norme; è possibile rilevare sia la radioattività ambientale sia quella emessa da qualsiasi tipo di materiale, compresi i materiali da costruzione. Grazie a questa caratteristica lo strumento viene usato frequentemente sia dai Professionisti che svolgono attività consulenziali in materia di esposizione della popolazione e dei lavoratori alla radioattività naturale o artificiale sia dalle Imprese che importano materiali come acciaio, legno o – come già accaduto negli anni passati il pellet – da “zone a rischio”.  Il contatore geiger Gamma Scout GS-2 viene utilizzato anche nel settore della medicina, essendo in grado di rilevare anche i raggi X.

Il modello GS-2 ha un avvisatore acustico che emette un allarme quando si superano valori limiti impostati sullo strumento.

Inoltre lo strumento ha una memoria interna su cui poter archiviare i dati immagazzinati per poterli poi inviare al pc tramite il cavo USB; i dati inviati al pc possono essere salvati in file *.txt e successivamente rielaborati grazie al software incluso.

Lo strumento può, su richiesta, essere accompagnato da un certificato di taratura secondo gli standard ISO 9001.

More info: http://www.pce-italia.it/html/dati-tecnici-1/misuratore-di-radioattivita-gamma-scout.htm

La Redazione di Ingegnere Ambientale

 

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Monitoraggio del gas radon nelle scuole della Sardegna (di I. Ghiani)

RADON FREE – Radiation Monitoring avvierà, a partire dal mese di ottobre del 2013, presso gli istituti scolastici statali e comunali (scuole dell’infanzia, scuole primarie e scuole secondarie di I grado) della Città di Cagliari, di Nuoro, di Pula (CA) e Vallermosa (CA) che hanno aderito al progetto di ricerca, le misure strumentali del gas radioattivo radon.

L’iniziativa di cui trattasi, ritenuta di altissima valenza sociale e scientifica, è patrocinata dall’Ordine dei Geologi della Sardegna, dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Cagliari, dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Cagliari e da ONA Sardegna – Comitato Provinciale di Cagliari dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

Ingegnere Ambientale e RADON FREE – Web Log sostengono, promuovono e pubblicizzano l’iniziativa, unica nel suo genere e la prima a così ampio spettro mai eseguita in Sardegna, cui hanno voluto dare la giusta importanza anche molte testate giornalistiche e riviste pubblicate su carta e online, tra cui Orizzonte Scuola Regioni, Sardi News, InfOrmazIone – Ordine degli Ingegneri di Cagliari, Sardegna Oggi – News, La Gazzetta del Medio Campidano, Portale Rifiuti Speciali.

Il radon (Rn) è un elemento chimico presente ovunque, in natura, sotto forma di gas inodore, incolore e insapore; l’isotopo radioattivo Rn-222 deriva dal decadimento dell’uranio (U-238) ed è presente nel suolo e nelle rocce (tufi, rocce intrusive granitiche, rocce effusive vulcaniche) nonché nelle acque e migra all’interno dei corpi di fabbrica attraverso le fondazioni, le murature perimetrali e le tubazioni.

Il Rn può accumularsi negli edifici destinati ad ambienti di vita (scuole, civili abitazioni, ospedali, case di cura, ludoteche) e negli ambienti di lavoro, esponendo la popolazione e i lavoratori a gravi rischi per la salute. L’Associazione Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha inserito il radon tra gli agenti cancerogeni.

Decadimento radioattivo alfaIl radon è la principale causa di tumore al polmone per non fumatori e miete, ogni anno, migliaia di vittime, tanto che è considerato un agente di rischio potenzialmente più pericoloso dell’amianto; sono in corso studi per approfondire alcuni aspetti legati all’insorgenza di particolari forme di tumore alla pelle riconducibili, in parte, alle particelle alfa (2 protoni + 2 neutroni) emesse dal decadimento radioattivo del gas radon.

L’Unione europea ha a suo tempo emanato la Raccomandazione Euratom della Commissione Europea n. 143/90 del 21/02/1990 sulla <<tutela della popolazione contro l’esposizione al radon in ambienti chiusi>>, che prevede i seguenti valori limite di concentrazione del gas radon nell’aria: 400 Bq/m^3 (leggi 400 Becquerel per metro cubo) per gli edifici costruiti prima del 1990 e 200 Bq/m^3 per gli edifici costruiti dopo tale data.

Nei luoghi di lavoro, invece, la Legislazione italiana (D.Lgs. 230/1995) prevede un valore limite di concentrazione di radon pari a 500 Bq/m^3 e un valore di attenzione di 400 Bq/m^3.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) ha invece fissato pari a 100 Bq/m^3 il valore limite di concentrazione del gas nell’aria all’interno degli edifici, precisando che il suo superamento può comportare il rischio di insorgenza di gravi forme tumorali.

Strumento di misura del radon-222 (fonte: SIAC A. A. MUNTONI & Partners)

Il gas radioattivo radon può essere misurato mediante strumenti di alta precisione con rivelatore a fotodiodo, in grado di registrare l’andamento nel tempo della sua concentrazione di attività al fine di verificare se nell’ambiente considerato – nella fattispecie l’istituto scolastico – essa sia inferiore ai valori raccomandati; sono altresì possibili misure con rilevatori passivi a tracce.

Le attività di monitoraggio all’interno di ciascun istituto scolastico si svolgeranno nel periodo compreso tra il mese di ottobre 2013 e il mese di aprile 2014, secondo un apposito calendario di attività (download RADON FREE – R.01 – CRONOPROGRAMMA monitoraggio Rn nelle scuole).

Al termine dello studio, i risultati delle misure di monitoraggio svolte da un qualificato gruppo di professionisti (ingegneri, biologi, chimici, geologi, architetti) saranno resi noti ai Dirigenti scolastici degli istituti aderenti, ai Sindaci dei Comuni in cui ricadono le scuole, all’ARPA Sardegna, agli Ordini professionali e alla Popolazione nel corso di convegni e seminari che si svolgeranno nel 2013 – 2014.

Il coordinatore del progetto di ricerca – finanziata dal SIAC A. A. MUNTONI & Partners – è Andrea Alessandro MUNTONI (ingegnere per l’ambiente e il territorio), coadiuvato da Emanuele PASCARIELLO (biologo).

Ilaria GHIANI, ingegnere

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Misura del radon nelle scuole di Cagliari

“Al via il monitoraggio del gas radioattivo radon negli istituti scolastici della Città di Cagliari. Le attività di ricerca e studio saranno svolte da un gruppo di lavoro multidisciplinare e saranno finalizzate alla promozione della conoscenza del rischio di esposizione al gas cancerogeno”.

RADON FREE – Radiation Monitoring (www.radon-free.com) ha invitato tutti gli istituti scolastici statali e comunali (scuole dell’infanzia, scuole primarie e scuole secondarie di I grado) della Città di Cagliari ad aderire – gratuitamente e senza oneri per la collettività – al progetto di ricerca finalizzato alla misura strumentale del gas radioattivo radon presente all’interno delle scuole, i cui effetti per la salute di docenti, allievi e personale non docente possono essere assai gravi in relazione alla più o meno elevata concentrazione dell’agente chimico e in particolare del suo isotopo radioattivo Rn-222.

Il radon (Rn) è un elemento chimico presente ovunque, in natura, sotto forma di gas inodore, incolore e insapore; il suo isotopo radioattivo Rn-222, che deriva dal decadimento dell’uranio (U-238) ed è presente nel suolo e nelle rocce (tufi, rocce intrusive granitiche, rocce effusive vulcaniche) nonché nelle acque, può accumularsi negli edifici destinati ad ambienti di vita (scuole, civili abitazioni, ospedali, case di cura, ludoteche) e negli ambienti di lavoro. Il gas radon migra dal suolo e dalle rocce all’interno di ciascun corpo di fabbrica attraverso le fondazioni, le murature perimetrali e le tubazioni.

L’Unione Europea ha a suo tempo emanato la Raccomandazione Euratom della Commissione Europea n. 143/90 del 21/02/1990 sulla <<tutela della popolazione contro l’esposizione al radon in ambienti chiusi>>, che prevede i seguenti valori limite di concentrazione del gas radon nell’aria: 400 Bq/m3 (leggi 400 Becquerel per metro cubo) per gli edifici costruiti prima del 1990 e 200 Bq/m3 per gli edifici costruiti dopo tale data.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) ha invece fissato pari a 100 Bq/m3 il valore limite di concentrazione del gas nell’aria all’interno degli edifici, precisando che il suo superamento può comportare il rischio di insorgenza di gravi forme tumorali.

L’Associazione Internazionale per la Ricerca sul Cancro ha inserito il radon tra gli agenti cancerogeni. Il radon è la principale causa di tumore al polmone per non fumatori e miete, ogni anno, migliaia di vittime, tanto che è considerato un agente di rischio più pericoloso dell’amianto; sono in corso studi per approfondire alcuni aspetti legati all’insorgenza di particolari forme di tumore alla pelle riconducibili, in parte, alle particelle alfa (2 protoni + 2 neutroni) emesse dal decadimento radioattivo del gas radon.

Il gas radioattivo radon può essere misurato mediante strumenti di alta precisione, in grado di registrare l’andamento nel tempo della sua concentrazione al fine di verificare se nell’ambiente considerato – nella fattispecie l’istituto scolastico – la concentrazione dell’attività radioattiva sia inferiore ai valori raccomandati.

Le attività di monitoraggio all’interno di ciascun istituto scolastico si svolgeranno, previa formale adesione all’iniziativa di cui trattasi da parte di ciascun Dirigente scolastico, nel periodo compreso tra il mese di ottobre 2013 e il mese di aprile 2014 e dureranno orientativamente una settimana in ciascuno di essi; le misure, che non comportano alcun pericolo per gli occupanti l’edificio, saranno svolte da parte di Professionisti di provata esperienza e competenza, senza creare allarmismi e senza che l’attività didattica possa in alcun modo essere ritardata o debba essere modificata.

Nessun costo sarà sostenuto dagli istituti scolastici aderenti all’iniziativa di studio e ricerca di cui trattasi, essendo tutti gli oneri a carico del SIAC A. A. MUNTONI; i soggetti interessati dovranno far pervenire a RADON FREE – Radiation Monitoring (c/0 SIAC A. A. MUNTONI, Via Tigellio, 22 – 09123 Cagliari), a mezzo lettera raccomandata, e-mail, PEC o fax la propria manifestazione di interesse entro e non oltre il 21 giugno 2013.

Al termine dello studio, i risultati delle misure di monitoraggio saranno resi noti ai Dirigenti scolastici degli istituti aderenti e, in forma aggregata, nel corso di convegni e seminari che si svolgeranno nel 2014.

Il coordinatore del progetto di ricerca – autofinanziata – è il dott. ing. Andrea Alessandro MUNTONI (ingegnere per l’ambiente e il territorio), coadiuvato dal dott. Emanuele Pascariello (biologo); RADON – FREE – Radiation Monitoring opererà col supporto e il contributo attivo di Radon Free – Web Log (www.radon-free.eu) e Ingegnere Ambientale (www.ingegnereambientale.com).

L’iniziativa di cui trattasi, ritenuta di alta valenza sociale e scientifica, è patrocinata dall’Ordine dei Geologi della Sardegna.

L’attività di ricerca ha lo scopo di promuovere una nuova cultura della prevenzione dal rischio di esposizione al radon rivolgendosi alla Popolazione, ai Professionisti, ai Soggetti che amministrano luoghi pubblici, ai Soggetti deputati pianificare l’uso del territorio nonché ai Soggetti che hanno l’obbligo di legge di predisporre le carte delle aree a maggior rischio di esposizione al radon in cui siano individuate le porzioni di territorio in cui l’edificazione dovrebbe essere evitata o avvenire a precise condizioni di sicurezza.

Ilaria Ghiani

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GAS RADIOATTIVO RADON. ATTIVITÀ LAVORATIVE in AREE AD ELEVATA PROBABILITÀ DI ALTA CONCENTRAZIONE

Il Decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230 recante “Attuazione delle direttive 89/618/ Euratom, 90/641/Euratom, 96/29/Euratom, 2006/117/Euratom in materia di radiazioni ionizzanti e 2009/71/Euratom, in materia di sicurezza nucleare degli impianti nucleari” è stato pubblicato – per la prima volta – nella Gazzetta Ufficiale 13 giugno 1995, n. 136; esso costituisce il principale riferimento legislativo italiano relativamente alla radioattività naturale e alla presenza, sul territorio nazionale, del gas radioattivo RADON.

Le disposizioni di cui al Capo III bis – Esposizione da attività lavorative con particolari sorgenti naturali di radiazioni del D.Lgs. 230/1995 si applicano (articolo 10 Bis) alle attività lavorative nelle quali la presenza di sorgenti di radiazioni naturali conduce ad un significativo aumento dell’esposizione dei lavoratori o di persone del pubblico, che non può essere trascurato dal punto di vista della radioprotezione.

Le attività lavorative a cui si applicano le disposizioni del Capo III bis comprendono:

a) attività lavorative durante le quali i lavoratori e, eventualmente, persone del pubblico sono esposti a prodotti di decadimento del radon o del toron o a radiazioni gamma o a ogni altra esposizione in particolari luoghi di lavoro quali tunnel, sottovie, catacombe, grotte e, comunque, in tutti i luoghi di lavoro sotterranei;

b) attività lavorative durante le quali i lavoratori e, eventualmente, persone del pubblico sono esposti a prodotti di decadimento del radon o del toron, o a radiazioni gamma o a ogni altra esposizione in luoghi di lavoro diversi da quelli di cui alla lettera a) in zone ben individuate o con caratteristiche determinate;

c) attività lavorative implicanti l’uso o lo stoccaggio di materiali abitualmente non considerati radioattivi, ma che contengono radionuclidi naturali e provocano un aumento significativo dell’esposizione dei lavoratori e, eventualmente, di persone del pubblico;

d) attività lavorative che comportano la produzione di residui abitualmente non considerati radioattivi, ma che contengono radionuclidi naturali e provocano un aumento significativo dell’esposizione di persone del pubblico e, eventualmente, dei lavoratori;

e) attività lavorative in stabilimenti termali o attività estrattive non disciplinate dal capo IV del D.Lgs. 230/1995;

f) attività lavorative su aerei per quanto riguarda il personale navigante.

Nel presente articolo si intende sottolineare quanto previsto al Capo III bis – Esposizione da attività lavorative con particolari sorgenti naturali di radiazioni del D.Lgs. 230/1995 e s.m.i. e in particolare quanto recato all’articolo 10 sexies relativamente alla <<individuazione delle aree ad elevata probabilità di alte concentrazione di attività di RADON>>. Si precisa, per inciso, che l’articolo 10 sexies del D.Lgs. 230/1995 è stato aggiunto dall’art. 5 del D.Lgs. 26/05/2000, n. 241, con decorrenza dal 01/01/2001; pertanto, essendo trascorsi più di 10 anni dalla data di entrata in vigore del provvedimento – per quanto attiene, in particolare, all’obbligo di individuazione delle zone che presentano un potenziale rischio per la salute riconducibile alla presenza di RADON – appare ingiustificato ogni ulteriore ritardo nell’attuazione dell’adempimento di cui trattasi da parte delle regioni.

Il decreto in parola, in particolare, prevede che sulla base delle linee guida e dei criteri emanati dalla Commissione di cui all’articolo 10 septies del D.Lgs. 230/2005 e s.m.i., le regioni e le province autonome individuino le zone o luoghi di lavoro con caratteristiche determinate ad elevata probabilità di alte concentrazioni di attività di radon, di cui all’articolo 10 ter, comma 2 del D.Lgs. 230/1995.

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