rumore

Inquinamento acustico nelle industrie per la lavorazione dei materiali lapidei

Inquinamento acustico negli impianti di trasformazione dei blocchi di granito

Gli impianti per la trasformazione del granito sono spesso articolati in più reparti non necessariamente separati fisicamente tra loro: il deposito blocchi, la segheria, il laboratorio per il trattamento superficiale, il laboratorio per le lavorazioni a massello.

Negli impianti produttivi più importanti (Ciccu et al., 1994), prevale la soluzione di due soli reparti separati, che rappresenta la regola nelle aziende artigiane; un locale (segheria) è adibito alla segagione con telai alternativi multilama mentre nell’altro (laboratorio) sono riunite le lavorazioni a massello e tutte le lavorazioni sulle lastre.

La segheria riceve i blocchi squadrati provenienti dalla cava (eventualmente regolarizzati in stabilimento) e li trasforma in lastre.

La segagione avviene mediante telai, equipaggiati con lame di acciaio (normalmente non più di 120, ma in certi casi fino a un massimo di 150) dotate di movimento alternativo di tipo pendolare, che possono ricevere blocchi di granito lunghi fino a 3,80 m e che corrispondono ad un volume medio di 7,5 m^3. La velocità con cui avviene il taglio è di qualche centimetro per ora. Lo spessore del taglio è prevalentemente di 2 cm o di e 3 cm. Nel primo caso, tenuto conto dello spessore perduto per il taglio, si ottengono 33 m^2/m3 di granito; nel secondo 25 m^2/m^3.

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RUMORE. Linea guida per il settore della musica e delle attività ricreative (a cura di A. A. Muntoni)

Nella seduta del 25 luglio 2012 la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano ha definito le Linee guida per il settore della musica e delle attività ricreative, ai sensi dell’articolo 198 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., approvate dalla Commissione consultiva permanente per la sicurezza e la salute sul lavoro nella seduta del 7 marzo 2012.

Il documento è stato elaborato al fine di agevolare l’attuazione degli obblighi previsti dal Capo II del D.lgs. n.81/2008, concernente le prescrizioni minime per la tutela dei lavoratori in relazione ai rischi per la loro salute e sicurezza derivanti dall’esposizione a rumore durante il lavoro, in settori particolari come quello della musica e dell’intrattenimento caratterizzati da livelli sonori elevati ed effetti speciali rumorosi.

Andrea Alessandro Muntoni (tecnico competente in acustica ambientale)

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AGENZIA PER LA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE. Struttura, compiti e funzioni dell’ARPA Sardegna

In Italia le Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente sono sorte a seguito del referendum dell’aprile 1993, che ha abrogato le competenze del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e delle ex Unità Sanitarie Locali (USL) nel campo del controllo e della prevenzione ambientale. Questi compiti, con il Decreto legge 496/1993, convertito dalla Legge 61/1994, sono stati successivamente affidati ad apposite “Agenzie regionali” deputate alla vigilanza e al controllo ambientale in sede locale.

Le prime sei Agenzie ad essere istituite nel 1995 sono state quelle delle regioni e province autonome di Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Provincia di Trento, Emilia Romagna e Toscana. L’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Sardegna (ARPAS) è stata istituita, in via provvisoria, nel 2002 con un’ordinanza del Commissario straordinario per l’emergenza idrica (Ordinanza n. 323 del 30 settembre 2002) modificata nel dicembre del 2004 (Ordinanza n. 410 del 29 dicembre 2004); con la Legge Regionale n. 6 del 18/05/2006 e s.m.i. l’Agenzia è stata istituita in via definitiva.

L’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Sardegna è dotata di personalità giuridica di diritto pubblico ed è l’organo tecnico che supporta le autorità competenti in materia di programmazione, autorizzazione e sanzioni in campo ambientale, a tutti i livelli di governo del territorio; la competenza tecnico – scientifica è la sua componente distintiva e qualificante.

Nave russa (sotto sequestro) con presenza di amianto da smantellare

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Acustica nell’industria. Influenza della polverosità sulle prestazioni acustiche di pannelli fonoassorbenti (*)

SOMMARIO

Sono state confrontate, sulla base di misure in camera riverberante, le prestazioni di fonoassorbimento di materiali acustici nuovi e puliti, da utilizzarsi appoggiati o sospesi, con quelle degli stessi materiali impolverati artificialmente con polveri provenienti da un impianto di segagione di granito per usi ornamentali. Per i pannelli sospesi, in particolare, le prestazioni acustiche hanno esibito, per alcune bande di frequenza, un peggioramento statisticamente significativo, differenziato in relazione all’interasse tra le file di pannelli. Il peggioramento delle prestazioni è più accentuato per gli interassi minori, riducendo la competitività di interventi di bonifica acustica basati sull’installazione di file di pannelli sospesi eccessivamente ravvicinate.

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Livelli differenziali di rumore

Il problema della differenza fra il RUMORE AMBIENTALE – dato dal contributo di tutte le sorgenti sonore attive in un dato periodo di tempo – e il RUMORE RESIDUO – ottenuto escludendo tutte le sorgenti ritenute essere rumorose – è di grande importanza nell’acustica ambientale. La maggior parte delle cause giudiziarie è incentrata sul rispetto o meno dei LIVELLI DIFFERENZIALI DI RUMORE previsti dalla legislazione italiana e strumentalmente rilevabili – esclusivamente – all’interno delle civili abitazioni o comunque all’interno di strutture stabilmente occupate da persone sia a finestre aperte che chiuse.

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