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IL DISSESTO IDROGEOLOGICO DELLA RADA DI ALGHERO. Un esempio di insostenibilità del management costiero (*)

INTRODUZIONE

Le ragioni dell’attuale stato di dissesto strutturale del litorale sabbioso di Alghero non possono essere ricercate solo nell’evoluzione dei processi naturali. Esse sono infatti da ricondurre soprattutto alla sostanziale incapacità di adottare nel tempo una strategia sostenibile di management costiero. Più precisamente la responsabilità sta nel non aver assunto decisioni pianificatorie e tali da garantire, sul medio e sul lungo periodo, la conservazione dell’assetto fisico della spiaggia, cioè le configurazioni naturali derivanti dagli “equilibri” geosedimentologici, morfodinamici ed idraulici, di per sé in evoluzione naturale (e come tali, sarebbe meglio definirli una volta per tutte squilibri piuttosto che equilibri dinamici) verso una lenta retrocessione costiera del litorale sabbioso, a meno di prevalenti apporti detritici dai sistemi idrografici. In sostanza, quantunque mai ufficialmente e perentoriamente dichiarato, chi deve oggi essere messa in discussione è la funzionalità ovvero la congruità della stratificazione di tutte le opere realizzate in ambito marittimo all’interno della Rada di Alghero. Dunque ciò che si deve sottoporre a discussione è l’effetto cumulativo nello spazio, differito o immediato nel tempo, di tutte le concessioni autorizzate da almeno 40 anni a questa parte sul Demanio Marittimo. In particolare l’accento va posto sulla localizzazione e sulla estensione di alcune di esse (soprattutto in rapporto all’assetto geomorfologico ed idraulico). In altri termini, ferma restando la naturale responsabilità del moto ondoso, in assenza di significativi recapiti sedimentari dai fiumi, la causa innescante dell’accelerazione dell’arretramento naturale della linea di costa deve ritenersi la sostanziale incongruità delle opere portuali e di buona parte di quelle poste a sua difesa, ideate e progettate per la soluzione di contingenze talora conflittuali piuttosto che in base ad esigenze previdenti ed integrate di lungo corso.

ANALISI STORICA SPEDITIVA

La dinamica di retrocessione costiera che ha interessato la Rada di Alghero negli ultimi trent’anni circa è particolarmente evidente, in termini generali, già facendo ricorso al confronto diacronico delle immagini aeree dagli anni ‘60 ad oggi. Per evidenti ragioni legate alla stagionalità dei regimi anemologici e degli equilibri morfodinamici marittimi naturali, è bene, tuttavia, rifarsi anche ad una moltitudine di controlli visivi a carattere storico. E’ per tale ragione che ho avuto la necessità di ricorrere al personale archivio di riscontri de visu e di informazioni correlate, registrate dal 1980 a oggi. In primo luogo l’analisi suggerisce con una certa chiarezza l’ipotesi di un legame causale fra espansioni delle strutture aggettanti portuali e incremento della deformazione della linea di costa. In secondo luogo, nell’ambito di tale dinamica, è possibile collegare la posa in opera di strutture difensive del litorale allo sviluppo di nuovi dissesti o all’incremento di precedenti in settori limitrofi “scoperti” cioè fatti salvi dalle opere di difesa. Le osservazioni diacroniche ed i riferimenti alla cronologia delle opere portuali documentano, infatti, l’innesco di un’anomala retrocessione costiera proprio a partire dal 1983[1], con spiccata evidenza in corrispondenza del Lido di San Giovanni.

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