valutazione dei rischi

SICUREZZA. Autocertificazione dei rischi per i Datori di lavoro

Sono pervenute al MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI – DIREZIONE GENERALE  DELLE  RELAZIONI  INDUSTRIALI  E DEI  RAPPORTI  DI  LAVORO numerose  richieste  di  chiarimento  in  merito  alla  proroga  del  termine  per I’autocertificazione  della  valutazione  dei  rischi  ai  sensi  dell’articolo  29,  comma  5,  del  decreto legislativo 9 aprile 2008, n.  81  e s.m.i. avvenuta con la legge 24 dicembre 2012, n. 228 (di  seguito anche “legge di  stabilità” 2013), pubblicata sul SO n. 212 della G.U. n. 302 del 29 dicembre 2012.

A tal proposito la Direzione Generale delle Relazioni Industriali e dei Rapporti di lavoro (già  Direzione Generale della Tutela delle Condizioni di Lavoro del   Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha emanato una circolare di chiarimenti datata 31/01/2013  (Prot. 32 / 0002583 / MA001.A001)

Continua a leggere

Share

Procedure standardizzate per la valutazione dei rischi per aziende fino a 10 dipendenti

È stato pubblicato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali il Decreto Interministeriale 30 novembre 2012 (avviso tramite comunicato sulla G.U. n. 285 del 06/12/2012) con il quale sono state recepite le procedure standardizzate di effettuazione della valutazione dei rischi da parte dei datori di lavoro di aziende che occupano fino a 10 lavoratori (ex art. 29, comma 5, del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.).

Ai sensi dell’art. 6, comma 8, lettera f), del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro ha il compito di elaborare le procedure standardizzate di effettuazione della valutazione dei rischi di cui all’art. 29, comma 5, del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. tenendo conto dei profili di rischio e degli indici infortunistici di settore. Tali procedure vengono recepite con Decreto dei Ministeri del lavoro, della salute e delle politiche sociali e dell’interno acquisito il parere della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano.

Il decreto di cui all’oggetto entrerà in vigore il 60-esimo giorno successivo alla data di pubblicazione nella G.U., fermi restando i termini di cui al D.L. 12 maggio 2012, n. 57 (convertito con Legge 12 luglio 2012, n 101) e cioè il 01 gennaio 2013.

In particolare, ferma restando l’integrale applicazione dei principi in materia di valutazione dei rischi di cui agli artt. 17, 28 e 29 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., i datori di lavoro di imprese che occupano fino a 10 lavoratori effettuano la valutazione dei rischi ai sensi dell’art. 29, comma 5, del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. secondo le disposizioni del documento – previsto all’art. 6, comma 8, lettera f), del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., – concernente le cosiddette “Procedure standardizzate”, approvato dalla Commissione Consultiva Permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro in data 16/05/2012.

In data 25/10/2012 è stato approvato dalla Conferenza Stato Regioni lo schema attuativo delle procedure standardizzate.

Il documento di cui sopra individua il modello di riferimento per l’effettuazione della valutazione dei rischi da parte dei datori di lavoro (si precisa che si tratta di un obbligo non delegabile) di imprese che occupano fino a 10 lavoratori, al fine di individuare le adeguate misure di prevenzione e protezione dai rischi ed elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza su lavoro.

Il Documento di Valutazione dei Rischi (altrimenti detto DVR) da redigersi attraverso le procedure standardizzate sostituisce – per le imprese fino ai 10 dipendenti – l’autocertificazione alla valutazione dei rischi aziendali che dal 01 gennaio 2013 perderà qualsiasi validità e il datore di lavoro dovrà, da subito, avere redatto un documento di valutazione dei rischi secondo quanto previsto dall’art. 29, comma 5, del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.

Continua a leggere

Share

Formazione in materia di sicurezza dei lavoratori somministrati

Sicurezza dei lavoratori

Premessa

La conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano, con la sottoscrizione dell’Accordo del 21 dicembre 2011 tra il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano per la formazione dei lavoratori ai sensi dell’articolo 37, comma 2, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (Rep. Atti n. 221/CSR) ha precisato che la formazione dei lavoratori in caso di somministrazione di lavoro di cui all’art. 20 e ss. del D.Lgs. n. 276 del 10/09/2003 e s.m.i., può essere effettuata nel rispetto delle disposizioni – ove esistenti – del contratto collettivo applicabile nel caso di specie o secondo le modalità concordate tra il somministratore e l’utilizzatore.

Formazione generale e specifica di settore

In particolare, l’Accordo del 21/12/2011 prevede che il somministratore e l’utilizzatore possano concordare che la formazione generale sia a carico del somministratore e quella specifica di settore a carico dell’utilizzatore.

In difetto di accordi di cui al precedente periodo la formazione dei lavoratori va effettuata – stando alle previsioni dell’Accordo del 21/12/2011 – dal somministratore unicamente con riferimento alle attrezzature di lavoro necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa per la quale i lavoratori vengono assunti, sempre che – ai sensi e alle condizioni di cui all’art. 23, comma 5, del citato D.Lgs. n. 276/2003 – il contratto di somministrazione non ponga tale obbligo a carico dell’utilizzatore. Resta inteso che ogni altro obbligo formativo è a carico dell’utilizzatore.

Pertanto, per la formazione ai lavoratori somministrati, l’Accordo prevede e consente una suddivisione delle responsabilità tra fornitore (somministratore) e utilizzatore del lavoro e dunque del lavoratore somministrato: all’Agenzia di lavoro spetterà erogare la formazione generale mentre l’utilizzatore dovrà erogare la formazione specifica, più centrata sui rischi specifici dell’ambiente di lavoro e già analizzati nell’ambito del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) o del Piano Operativo di Sicurezza (POS), nel caso di lavori da svolgersi presso cantieri temporanei e mobili.

Con riferimento alle fattispecie di cui all’art. 37 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. inerente la formazione dei lavoratori e, ove previsto, l’addestramento specifico relativamente alla costituzione di nuovi rapporti di lavoro o al cambio di mansioni, si possono verificare i casi e le circostanze che seguono.

Continua a leggere

Share

Bonifica di ordigni bellici in cantieri che prevedono attività di scavo (Legge 1 ottobre 2012 , n. 177) (*)

Le guerre si fa in fretta a farle; non altrettanto a finirle. E quand’anche le attività belliche possono dirsi concluse, per la vittoria di una parte o dell’altra o, se mi è concesso, con qualche “perdita” da entrambe le parti, le popolazioni continuano a soffrire – a volte molto a lungo – per gli effetti devastanti, anche per il territorio e l’ambiente, delle incursioni aeree, navali e terrestri.

A dispetto di quanto si possa immaginare, il problema della potenziale presenza di ordigni bellici inesplosi nell’intero territorio nazionale italiano e in particolare delle porzioni di esso interessate, durante la seconda guerra mondiale, da massicce azioni di bombardamento, è attuale e comporta tutt’ora costi non indifferenti.

A titolo di esempio si consideri che in Sardegna, abbastanza di recente, l’ENAS (Ente Acque della Sardegna) ha affidato in appalto a un’Associazione Temporanea di Imprese (ATI) i lavori di <<Interconnessione dell’adduttore Mulargia – Cagliari con l’acquedotto industriale CASIC – SAR AC10>>; trattasi, per la precisione, dei lavori di realizzazione di una lunga condotta da posarsi nella Pianura del Campidano, che a cavallo fra il 1939 e il 1945 fu interessata da bombardamenti sia da parte degli Alleati che da parte dell’aviazione tedesca. In ragione di questi fatti e circostanze, la Stazione appaltante e il Coordinatore in fase di progettazione hanno giustamente previsto nel progetto le attività di individuazione preventiva di ordigni bellici inesplosi e la conseguente bonifica.

La materia, sinora lasciata allo spirito di iniziativa dei soggetti interessati, è stata disciplinata, sotto il profilo della sicurezza sul lavoro, con la promulgazione, da parte del Parlamento, della Legge 1 ottobre 2012 , n. 177 recante “Modifiche al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di sicurezza sul lavoro per la bonifica degli ordigni bellici”. La norma in parola, dopo essere stata licenziata dalla Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica ed approvata dal Presidente della Repubblica, è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 244 del 18 ottobre 2012.

Innanzi tutto la L. 177/2012 prevede espressamente che il Datore di lavoro di un’impresa esecutrice effettui una valutazione dei rischi, così come previsto all’art. 28 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., tenendo anche conto dei rischi derivanti dal possibile rinvenimento di ordigni bellici inesplosi nei cantieri temporanei o mobili, interessati da attività di scavo.

Il Legislatore precisa, relativamente ai soggetti obbligati alla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza, che – fatta salva l’idoneità tecnico – professionale in relazione al Piano Operativo di Sicurezza (POS) redatto dal datore di lavoro dell’impresa esecutrice – la valutazione del rischio dovuto alla presenza di ordigni bellici inesplosi rinvenibili durante le attività di scavo nei cantieri è eseguita dal coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione (CFP), ovverosia dal soggetto incaricato dal Committente della redazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC).

A riguardo si segnala che – ex lege – l’obbligo di nomina del Coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione (CFP) sussiste solo allorquando sia prevista in cantiere la presenza, anche non contemporanea, di almeno due imprese; il che potrebbe far ritenere che se l’Impresa appaltatrice dei lavori di ingegneria civile in una zona dove potrebbero ancora esservi ordigni inesplosi è una e una sola, venga a mancare la valutazione del rischio in ispecie per palese assenza della figura del Coordinatore stesso. Si ritiene, a riguardo, che il problema possa concretamente essere superato con la stesura del Piano Sostitutivo di Sicurezza (PSS) da parte della stessa Impresa appaltatrice nell’ambito dei lavori affidati da un Ente pubblico a un’unica impresa. Va inoltre considerato che difficilmente un’impresa specializzata in lavori di ingegneria civile è anche specializzata nella ricerca e bonifica di ordigni bellici; in tal caso, può essere lo stesso Responsabile dei lavori (RL) e comunque il Committente – pubblico o privato – a prevedere la presenza in cantiere di almeno due imprese (impresa esecutrice dei lavori e impresa incaricata della bonifica di ordigni bellici), col conseguente obbligo di nomina del CFP e la redazione, da parte di questi, del Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC). Inoltre, il D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. già prevede, anche nell’ipotesi in cui il cantiere sia stato avviato senza la preventiva redazione del PSC (fattispecie prevista nel caso in cui in cantiere debba operare una sola impresa), che un’altra impresa esecutrice possa operare nel medesimo cantiere temporaneo e/o mobile purché si nomini, a lavori avviati, il Coordinatore per l’Esecuzione dei Lavori (CEL), che avrà anche il compito di redigere il PSC.

Ad ogni modo il Legislatore prevede espressamente che quando il coordinatore per la progettazione (CFP) intenda procedere alla bonifica preventiva del sito nel quale è collocato il cantiere, il Committente provveda a incaricare un’impresa specializzata, in possesso dei requisiti di cui all’articolo 104, comma 4-bis, del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. È considerata impresa specializzata, ai sensi del comma 2-bis dell’articolo 91 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., l’impresa in possesso di adeguata capacità tecnico – economica, che impiega idonee attrezzature e personale dotato di brevetti per l’espletamento delle attività relative alla bonifica sistematica e che risulta iscritta in un apposito albo istituito presso il Ministero della difesa.

L’idoneità dell’impresa – precisa il Legislatore – è verificata all’atto dell’iscrizione nell’albo e, successivamente, a scadenze biennali. L’albo di cui al comma 4-bis dell’articolo 104 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, introdotto dalla L. 177/2012, è istituito, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato, con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, sentiti il Ministro dell’interno, il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da adottare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di cui trattasi. Con lo stesso decreto, sulla base di una proposta formulata da una commissione di cinque esperti designati dai medesimi Ministri della difesa, del lavoro e delle politiche sociali, dell’interno, dello sviluppo economico e delle infrastrutture e dei trasporti, saranno definiti i criteri per l’accertamento dell’idoneità delle imprese ai fini dell’iscrizione all’albo, nonché’ per le successive verifiche biennali. Ai componenti della commissione di esperti di cui al periodo precedente non è corrisposto alcun emolumento, indennità o rimborso di spese.

L’attività di bonifica preventiva e sistematica potrà essere svolta, secondo le previsioni normative della Legge in parola, sulla base di un parere vincolante dell’autorità militare competente per territorio in merito alle specifiche regole tecniche da osservare in considerazione della collocazione geografica e della tipologia dei terreni interessati, nonché mediante misure di sorveglianza dei competenti organismi del Ministero della difesa, del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e del Ministero della salute.

All’allegato XI (Elenco dei lavori comportanti rischi particolari  per la sicurezza e la salute dei lavoratori) del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., è stata inserita la fattispecie di <<Lavori che espongono i lavoratori al rischio di esplosione derivante dall’innesco accidentale di un ordigno bellico inesploso rinvenuto durante le attività di scavo>>; ciò significa, in sostanza, che lo svolgimento di tali attività è riconosciuta essere fra quelle comportanti gravi rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, con ovvie conseguenze sotto il profilo della valutazione dei rischi e l’individuazione delle più efficaci misure di prevenzione e protezione nonché sotto il profilo tecnico – amministrativo – gestionale dei lavori.

Per quanto concerne, in particolare, i contenuti minimi dei piani di sicurezza e coordinamento (PSC) nei cantieri temporanei o mobili definiti nell’Allegato XV del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., il Legislatore specifica che l Coordinatore per la progettazione (CFP), nel suddividere i lavori in fasi, sottofasi e attività elementari, deve prestare particolare attenzione al rischio di esplosione derivante dall’innesco accidentale di un ordigno bellico inesploso rinvenuto durante le attività di scavo.

Le modificazioni al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 introdotte dal comma 1 dell’art. 1 della L. 177/2012 acquistano efficacia decorsi sei mesi dalla data della pubblicazione del decreto ministeriale di istituzione dell’albo e dei criteri per la definizione dei requisiti di idoneità tecnica di cui al comma 2 dell’articolo 1 della L. 177/2012.

Fino a tale data, cioè nelle more di pubblicazione del succitato decreto del Ministero della difesa, continuano ad applicarsi le disposizioni di cui all’articolo 7, commi 1, 2 e 4, del decreto legislativo luogotenenziale 12 aprile 1946, n. 320, che riacquistano efficacia, a decorrere dalla data di entrata in vigore della L. 177/2012, nel testo vigente il giorno antecedente la data di entrata in vigore del codice dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, e sono autorizzate a proseguire l’attività le imprese già operanti ai sensi delle medesime disposizioni.

Dott. Ing. Andrea Alessandro MUNTONI

(*) Si precisa che la Legge 1 ottobre 2012, n. 177  recante “Modifiche al Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di sicurezza sul lavoro per la bonifica degli ordigni bellici” è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale Repubblica Italiana 18 ottobre 2012, n. 244, ove compariva col n. 178. Il numero corretto (177) del provvedimento è stato successivamente rettificato con errata-corrige pubblicata nella G.U. 19.10.2012, n. 145.

Share

Twitter