vibrazioni meccaniche

Demolizione controllata di un serbatoio piezometrico con strumenti e tecniche non convenzionali (*)

Rapidità e sicurezza per un intervento nell’ex mattatoio di via Po a Cagliari

Il serbatoio piezometrico dell’ex mattatoio comunale di via Po, ormai in disuso,versava in precarie condizioni di sicurezza statica per cui il Comune di Cagliari, attingendo tra le professionalità operanti all’interno del proprio organico, ha incaricato i sottoscritti tecnici del Servizio Edilizia pubblica 1 della progettazione e della direzione dei lavori dell’intervento di demolizione di tale struttura.


Il serbatoio, utilizzato come riserva idrica, era alto circa 20 m ed era stato realizzato in cemento armato intorno agli anni ‘70. Di forma cilindrica, diametro di 4,00 m, altezza 5,00 m e capacità di circa 60 mc per un peso proprio a vuoto di circa 42 tonnellate, era retto da un pilastro in cemento armato a sezione piena di 12,50 m, di forma esagonale con lato di 50 cm e peso proprio di circa 18 tonnellate. La torre piezometrica, adiacente a diversi fabbricati, distava solo 2,50 m da un edificio utilizzato dal personale dell’Amministrazione comunale e ricadeva inoltre in un ambito fortemente antropizzato, in zona di frequente transito, sia veicolare che pedonale, di operatori interni ed esterni all’Ente stesso.

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Vibrazioni meccaniche: valutazioni strumentali obbligatorie

Misure di vibrazioni meccaniche trasmesse al sistema mano - braccio (cortesia SIAC A. A. MUNTONI & Partners - Cagliari)

Misure di vibrazioni meccaniche trasmesse al sistema mano – braccio (cortesia SIAC A. A. MUNTONI & Partners – Cagliari)

La legislazione vigente in materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro, il cosiddetto Testo Unico della Sicurezza emanato nel 2008, prevede che il Datore di lavoro di qualunque impresa pubblica o privata effettui la valutazione del rischio di esposizione dei lavoratori alle vibrazioni meccaniche.

Le vibrazioni meccaniche trasmesse al corpo intero o al sistema mano – braccio possono dare luogo a gravi patologie a carico dei lavoratori subordinati (sindrome del dito bianco, sindrome del tunnel carpale, tendiniti, infiammazioni in genere); è, infatti, prevista la sorveglianza sanitaria da parte del Medico competente all’uopo nominato dal Datore di lavoro.

Le vibrazioni meccaniche possono essere misurate da parte di tecnici qualificate mediante l’uso di strumenti elettronici sofisticatissimi e costosi chiamati “vibrometri”; questi ultimi vengono collegati a dei trasduttori (cuscini dotati di accelerometri che si posizionano sul sedile di guida dei mezzi meccanici o maniglie dotate di accelerometri che si impugnano insieme all’attrezzatura di lavoro) che traducono la vibrazione (fisicamente rappresentata da un’accelerazione e dunque espressa in m/s^2) in un valore numerico che rende conto del livello di esposizione del lavoratore.

I valori strumentalmente rilevati devono essere confrontati con i livelli di esposizione ammessi dal legislatore; caso per caso, a seconda che il livello misurato venga superato o meno, il tecnico suggerisce e raccomanda – di fatto prescrive – al datore di lavoro tutte le misure tecniche, organizzative e procedurali atte a ricondurre i livelli di vibrazione al corpo intero o al sistema mano – braccio entro valori accettabili.

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