Tecnico competente in acustica ambientale

La Legge n. 447 del 26 ottobre 1995 recante “legge quadro sull’inquinamento acustico” non ha abrogato il DPCM 01/03/1991 ma l’ha ripreso e approfondito, introducendo il concetto di “livello di emissione sonora” in aggiunta a quello di “livello di immissione sonora”; quest’ultimo decreto, infatti, è stato il primo provvedimento normativo nazionale  in materia di acustica ambientale, volto a stabilire i valori limiti di immissione sonora da non superare nel periodo di riferimento diurno (06:00 – 22:00) e nel periodo di riferimento notturno (22:00 – 06:00). Una recente direttiva comunitaria – non ancora recepita dall’Italia – prevede un terzo periodo di riferimento “pomeridiano”.

La misura e la valutazione del rumore ambientale è prerogativa del “tecnico competente in acustica ambientale“, ovverosia della figura professionale – riconosciuta dalla Regione di appartenenza con apposito provvedimento – idonea all’esecuzione dei rilievi fonometrici e al collaudo e alla valutazione dell’impatto acustico ambientale.

Misura di rumore ambientale mediante fonometro integratore su treppiede

L’elenco dei tecnici competenti in acustica ambientale è pubblicato sul sito ufficiale di ciascuna regione ed è suddiviso in due categorie: liberi professionisti e dipendenti di pubbliche amministrazioni. Questi ultimi, ovviamente, possono esercitare l’attività di tecnico competente esclusivamente nell’ambito della pubblica amministrazione, al fine di evitare che i controllori siano anche controllati e viceversa.

I settori disciplinati dalle vigenti norme legislative e che investono la competenza e la responsabilità del tecnico competente in acustica sono i seguenti:

  1. valutazione del rumore generato dal traffico stradale, ferroviario e aeroportuale;
  2. valutazione previsionale e collaudo dei requisiti acustici passivi degli edifici;
  3. certificazione degli impianti elettroacustici nei locali di intrattenimento danzante;
  4. misura e valutazione del rumore immesso negli ambienti abitativi;
  5. valutazione del rumore emesso da attività produttive;
  6. predisposizione di interventi di bonifica acustica;
  7. predisposizione di piani di classificazione acustica;
  8. redazione di piani di risanamento acustico.

La strumentazione di misura è piuttosto sofisticata e costosa e richiede molta esperienza e competenza da parte del tecnico incaricato; i fonometrida utilizzarsi per le misure di rumore ambientale sono di “classe 1” (al massimo commettono errori di 0,5 decibel (dB)) e sono dotati di filtri in banda 1/3 ottava, che consentono di analizzare nel dettaglio lo spettro sonoro nel range di frequenze compreso fra 20 Hz e 20000 Hz (spettro dell’udibile).
I valori limite di immissione assoluti e i valori limite di emissione sono differenziati a seconda della classe di destinazione d’uso del territorio comunale (I – VI) in cui ricade il ricettore sensibile (soggetto potenzialmente disturbato) o la sorgente di emissione del rumore; il valore limite di immissione differenziale, invece, si applica ovunque – ad eccezione delle zone esclusivamente industriali (VI classe) – ed è pari a 3 decibel di notte e 5 decibel di giorno.
Se si dimostra il superamento dei limiti di legge, si incorre in pesanti sanzioni (penali) e, nel caso delle attività produttive, si rischia anche la chiusura (talora a tempo indeterminato) dell’attività stessa.

Andrea Alessandro MUNTONI

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