Emissioni in atmosfera

Emissioni puntuali e diffuse di inquinanti in atmosfera

Modello Unificato di Autorizzazione Unica Ambientale (AUA)

Autorizzazione Unica Ambientale

Monitoraggio delle emissioni puntuali in atmosfera (fonte: SIACGI MUNTONI & Partner, Cagliari)

Autorizzazione Unica Ambientale (AUA)

Nel S.O. della G.U. n. 149 del 30/06/2015 è stato pubblicato il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri 8 maggio 2015, che riferisce in merito all’adozione del Modello semplificato e unificato per la richiesta di autorizzazione unica ambientale (AUA).

Il Modello Semplificato allegato al DPCM 08/05/2015 è stato adottato ai sensi dell’art. 10 del DPR 59/2013 recante “Regolamento AUA e per la semplificazione di adempimenti amministrativi in materia ambientale gravanti sulle PMI”.

Appare quanto meno paradossale il fatto che entro il 30 giugno 2015 – si legge nell’articolo 1 del DPCM 08/05/2015 – le Regioni debbano adeguare i contenuti del proprio modello al nuovo Modello in relazione alle normative regionali di settore; il decreto in parola, infatti, è stato pubblicato solo il 30 giugno 2015!

Andrea Alessandro MUNTONI

Share

Caldaie. Scarico delle emissioni in facciata

Il 19 luglio u.s. è entrato in vigore il D.Lgs. 4 luglio 2014, n. 102 recante “Attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE” (pubblicato in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 165 del 18 luglio 2014, scaricabile alla pagina seguente.

Il D.Lgs. 4 luglio 2014, n. 102, oltre a introdurre numerose novità sul tema dell’efficienza energetica, ha aggiornato nuovamente il testo del comma 9 dell’art. 5 del DPR 412/93, che regolamenta lo scarico dei prodotti della combustione dei generatori di calore a gas con potenza inferiore a 35 kW.

In sintesi, dal 19 luglio 2014 è possibile lo scarico in facciata con:

  1. Caldaia a gas a camera stagna con h100% > 90 + 2∙logPn(non è indicato nessun limite di NOx), per sostituzione di generatori di calore individuali che risultano installati prima del 31 agosto 2013, con scarico a parete o in canna collettiva ramificata;
  2. Caldaia a condensazione e Classe 5 di NOx(<70 mg/kWh)nei seguenti casi:

–          per gli edifici soggetti a norme di tutela degli edifici

–          dove ci sia un progettista che assevera l’impossibilità tecnica dello scarico a tetto

–          in caso di ristrutturazione di impianti individuali, in edifici plurifamiliari ove non ci sia uno scarico fumi fin sopra tetto, o non è idoneo o adeguabile per apparecchi a condensazione

  1. Generatore ibrido compatto composto da una caldaia a condensazione a gas e da una pompa di calore e dotati di specifica certificazione di prodotto.

Continua a leggere

Share

Riduzione delle emissioni in atmosfera. Impianti e attività non sottoposti ad autorizzazione

Il Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (G.U. 14 aprile 2006, n. 88) recante “Norme in materia ambientale”, noto come Codice dell’ambiente, disciplina, nella PARTE QUINTA, le problematiche connesse con la tutela dell’aria e la riduzione delle emissioni in atmosfera.

Premesso che lo scopo del Legislatore è senz’altro la prevenzione e limitazione delle emissioni in atmosfera di impianti e attività, ai fini della tutela dell’ambiente e della popolazione, l’art. 272 del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. precisa che NON sono sottoposti ad autorizzazione di cui al Titolo I del succitato decreto gli stabilimenti in cui sono presenti esclusivamente impianti e attività elencati nella parte I dell’Allegato IV alla parte quinta del Codice dell’ambiente.

Ciascuna Regione o Provincia stabilisce, di norma, quali siano le attività ed impianti le cui emissioni in atmosfera siano poco significative sulla base dell’elenco riportato nella parte I dell’Allegato IV alla parte quinta del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. Per quanto riguarda la Regione Autonoma della Sardegna si dà atto che la Provincia di Cagliari, in recepimento di quanto previsto dall’art. 272 del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i., ha elencato gli impianti e le attività in deroga con propria Determinazione Dirigenziale n. 124 del 27/09/2012; la Provincia di Oristano, invece, ha pubblicato l’elenco di cui all’art. 272, comma 1, del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. con propria Determinazione Dirigenziale n. 124 del 27/04/2011.

Elenco di cui all’art. 272, comma 1, del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.

a) Lavorazioni meccaniche dei metalli, con esclusione di attività di verniciatura e trattamento superficiale e smerigliature con consumo complessivo di olio (come tale o come frazione oleosa delle emulsioni) inferiore a 500 kg/anno;

b) laboratori orafi in cui non è effettuata la fusione di metalli, laboratori odontotecnici, esercizi in cui viene svolta attività estetica, sanitaria e di servizio e cura della persona, officine ed altri laboratori annessi a scuole.

c) Decorazione di piastrelle ceramiche senza procedimento di cottura.

d) Le seguenti lavorazioni tessili:

– preparazione, filatura, tessitura della trama, della catena o della maglia di fibre naturali, artificiali o sintetiche, con eccezione dell’operazione di testurizzazione delle fibre sintetiche e del bruciapelo;

– nobilitazione di fibre, di filati, di tessuti limitatamente alle fasi di purga, lavaggio, candeggio (ad eccezione dei candeggi effettuati con sostanze in grado di liberare cloro e/o suoi composti), tintura e finissaggio a condizione che tutte le citate fasi della nobilitazione siano effettuate nel rispetto delle seguenti condizioni:

1) le operazioni in bagno acquoso devono essere condotte a temperatura inferiore alla temperatura di ebollizione del bagno, oppure, nel caso in cui siano condotte alla temperatura di ebollizione del bagno, ciò deve avvenire senza utilizzazione di acidi, di alcali o di prodotti volatili, organici o inorganici, o, in alternativa, all’interno di macchinari chiusi;

2) le operazioni di asciugamento o essiccazione e i trattamenti con vapore espanso o a bassa pressione devono essere effettuate a temperatura inferiore a 150° e nell’ultimo bagno acquoso applicato alla merce non devono essere stati utilizzati acidi, alcali o prodotti volatili, organici od inorganici.

e) Cucine, esercizi di ristorazione collettiva, mense, rosticcerie e friggitorie.

f) Panetterie, pasticcerie ed affini con un utilizzo complessivo giornaliero di farina non superiore a 300 kg.

Continua a leggere

Share

Risparmio energetico degli edifici e controlli degli impianti termici

Il Decreto del Presidente della Repubblica del 3 aprile 2009, n. 59 (G.U. del 10 giugno 2009, n.132) le cui disposizioni si applicano nelle Regioni e Province autonome che non hanno ancora provveduto ad adottare propri provvedimenti in applicazione della direttiva 2002/91/CE è il primo dei provvedimenti attuativi del D.Lgs. 192/2005 recante “Norme in materia di risparmio energetico degli edifici“.

Le disposizioni di legge di cui trattasi sono intese:

a) a definire i metodi di calcolo del dispendio energetico degli edifici;

b) a dare chiare indicazioni sulla formazione e la certificazione dei professionisti, che dovranno essere qualificati a eseguire i complessi ed articolati calcoli;

c) a fornire le istruzioni sull’utilizzo delle tecnologie e dei sistemi per conseguire i risultati attesi a livello comunitario, ovverosia la costruzione e il mantenimento di edifici sempre meno “energivori” e sempre più in grado di sfruttare fonti rinnovabili di energia ovvero fonti energetiche alternative al petrolio e comunque a basso impatto ambientale.

Sistema di protezione dall’irraggiamento solare mediante profilati metallici

Continua a leggere

Share

Emissioni in atmosfera, ovvero l’arte di inquinare senza averne consapevolezza.

 

Lasciamo pure da parte le emissioni da autoveicoli, oggi sempre meno inquinanti grazie all’abbattimento di COx (monossido e biossido di carbonio), NOx (monossido e biossido di azoto) e idrocarburi policiclici aromatici (benzene non combusto, ecc.), e concentriamo l’attenzione sugli effluenti inquinanti emessi in atmosfera da piccole e grandi imprese.
La normativa statale vigente prevede che le emissioni siano distinte, grossomodo, in tre tipologie: emissioni da impianti industriali, emissioni da attività a ridotto inquinamento atmosferico ed emissioni poco significative.
Tutte, indistintamente, devono essere autorizzate, con procedure tanto più complesse ed articolate quanto più importante è l’attività ovvero l’impianto da cui gli effluenti si originano. Con l’entrata in vigore del decreto legislativo n. 152 del 2006 e s.m.i. e le norme che disciplinano la delega di funzioni tecnico – amministrative dallo Stato alle Regioni e da queste ultime alle Province ed infine agli Enti locali, l’autorizzazione “in via generale” alle emissioni in atmosfera è rilasciata dalla provincia competente per territorio, ovverosia da quella nel cui territorio amministrativo ricade l’impianto, anziché dalla regione.
Vale la pena evidenziare che il rilascio del provvedimento autorizzativo è conditio sine qua non per poter esercitare l’attività e che l’istruttoria della pratica avviene di norma da parte del competente servizio in capo all’assessorato della difesa dell’ambiente della Provincia.

Continua a leggere

Share

Twitter