Rifiuti

Raccolta, trasporto, recupero, smaltimento e gestione integrata dei rifiuti.

RIFIUTI. Ipotesi evolutive del SISTRI

SISTRIIl 15 Aprile 2015 si è tenuto un incontro cui hanno partecipato il Ministero dell’Ambiente, CONSIP e i rappresentanti del tavolo tecnico di concertazione e monitoraggio del SISTRI per definire possibili implementazioni del SISTRI (Sistema per la Tracciabilità dei Rifiuti).
Innanzitutto viene proposta una completa integrazione SISTRI e sistema gestionale che come già detto in precedenza non è solo auspicabile ma necessaria per una gestione coerente dei rifiuti. Ricordiamo che ad oggi il SISTRI è carente in questo e non è possibile avere a disposizione a video una situazione completa dei rifiuti in carico, caricati, scaricati ecc. ma solo delle videate abbastanza confusionarie. Ad esempio non è possibile avere a disposizione una situazione aggiornata di tutti i rifiuti con un determinato codice CER e la loro giacenza nonostante siano presenti dei filtri i quali molto spesso sembrano non funzionare a dovere.
Sarebbe inoltre opportuno introdurre una anagrafica completa degli impianti di stoccaggio e trattamento presenti in Italia con le relative autorizzazioni. Ad oggi sappiamo che i trasportatori sono tutti indicizzati grazie all’Albo Nazionale Gestori Ambientali che ha svolto un profondo lavoro di revisione dei propri sistemi divenendo, a parere di chi scrive, uno dei pochi siti internet istituzionali funzionanti ed aggiornati, ma per quanto riguarda gli impianti non c’è nulla del genere e sicuramente poter aver a disposizione una banca dati con tutte le anagrafiche e le relative autorizzazioni degli impianti sarebbe cosa molto gradita a tutti gli attori della filiera dei rifiuti.
Tra le altre proposte evolutive del sistema ritroviamo la possibilità di compilare il registro cronologico e le schede di movimentazione sistri in modalità off-line, il che darebbe la possibilità di poter lavorare anche quando non si ha a disposizione un accesso internet.

Sono inoltre previste delle semplificazioni, alcune delle quali già accennate in precedenza e che si riportano qui di seguito:
– Riproduzione della struttura di un formulario;
– Introduzione di template precompilati – sarebbe necessario comprendere che cosa si intende di preciso;
– Semplificazione delle maschere utente – assolutamente necessarie;
– Possibilità di compilazione della scheda di movimentazione del produttore da parte del trasportatore – ad oggi già presente ma con una serie di bug di non poco conto;
– Possibilità di unificazione del registro cronologico per unità locale – sarebbe opportuno spiegare meglio cosa si intende di preciso;
– Implementazione della funzione di collegamento tra targa del mezzo di trasporto e le schede di movimentazione associate – sarebbe opportuno spiegare meglio cosa si intende dato che ad oggi è già possibile selezionare la targa del mezzo di trasporto in fase di compilazione di una scheda SISTRI;
– Sostituzione delle black box con strumenti di mercato ad esempio i nuovi tachigrafi digitali – ciò renderebbe innanzitutto superato il problema legato alle USIM da inserire all’interno delle black box (costo per i trasportatori) le quali sono anche datate come tecnologie e soggette a facili danneggiamenti nel corso della loro vita utile. Chi scrive però proporrebbe dei semplici rilevatori GPS che permettano di comprendere quale percorso seguano gli automezzi così da poter ricostruire sempre un viaggio di rifiuti. Oggi sul mercato sono già presenti soluzioni di questo tipo e molte aziende di trasporto ne sono già dotate.
– Sostituzione delle chiavette USB e valutazione dell’utilizzo, ove necessario dei certificati virtuali/one time password per la firma. – non si comprende come mai non si opti per un semplice sistema di credenziali da inserire nel sistema anziché ricorrere continuamente a strumenti di questo tipo che sono soggetti a danneggiamenti o malfunzionamenti e che recherebbero danni di non poco conto ai soggetti coinvolti. Inoltre la fornitura di questi dispositivi rappresenta un ulteriore onere per i suddetti soggetti i quali sono già gravati da altri oneri;
– Compatibilità del sistema con i principali sistemi operativi e browser – si potrebbe pensare fosse inutile sottolinearlo dato che oggi qualsiasi sistema digitale si voglia implementare deve essere compatibile con tutti i sistemi operativi e browser o non avrebbe mercato;
– Possibilità di implementare una App che permetterà di accedere al sistema ed inserire informazioni ed annotazioni – ciò sarebbe di notevole aiuto in fase di trasporto quando i conducenti non hanno fisicamente accesso ad un PC.
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SISTRI. Lo stato dell’arte dopo il tavolo tecnico di concertazione

SISTRIPer quanti siano al passo con la vicenda SISTRI non sarà sfuggita la notizia abbastanza recente secondo la quale il 15 Aprile 2015 si è tenuto un tavolo tecnico tra Ministero dell’Ambiente, CONSIP, e i rappresentanti del tavolo tecnico di concertazione e monitoraggio del SISTRI per decidere cosa fare del SISTRI.

Prima di addentrarci nei meandri delle proposte evolutive e della consultazione pubblica, che ricordiamo è scaduta il 4 maggio 2015 rivediamo un attimo cosa sta accadendo in questo momento nel mondo degli operatori dei rifiuti.

Attualmente sul fronte delle sanzioni sappiamo che sono in vigore quelle per omessa iscrizione e mancato pagamento del contributo SISTRI, ciò vuol dire che quanti siano obbligati ad iscriversi al SISTRI e non lo facciano sono esposti a sanzione in caso di controllo, ed idem dicasi per quanti sono iscritti e non versano il contributo annuale. Ricordiamo inoltre che nel corso del 2015 i soggetti obbligati si son trovati di fronte a dover versare nell’arco di pochissimo tempo, 4 mesi, sia gli oneri di iscrizione per l’anno 2014 che quelli per l’anno 2015 (30 aprile 2015). Ciò vuol dire che il mostro informatico, che un  gestionale non è (e non lo potrebbe essere per come è stato programmato e per quelle che sono le intenzioni del legislatore) pretende dalle imprese e dagli enti il versamento della quota di iscrizione, meglio conosciuto come contributo, per il solo fatto di esistere. Ed è così perché le sanzioni per scorretta gestione, o meglio per mancata gestione del SISTRI , sono sospese fino al 31 dicembre 2015 periodo durante il quale vige il già meglio conosciuto “doppio binario” ossia la tenuta contemporanea del registro di carico e scarico, formulari di identificazione rifiuti, registro cronologico SISTRI, schede di movimentazione SISTRI. Doppio binario che ad oggi rappresenta sostanzialmente si un periodo di sperimentazione ma anche una notevole perdita di tempo per gli operatori del settore che movimentano ogni giorno decine e decina di formulari ( e quindi anche di schede di movimentazione SISTRI). Certamente è stato interessante e ben accolto il ridimensionamento del SISTRI ai soli rifiuti pericolosi ma pare ridicolo voler continuare  a mantenere in piedi un sistema informatico fallace che di fatto, grazie a tutte le eccezioni introdotte, non traccia praticamente nulla. Inoltre è doveroso ricordare a tutti  che le sanzioni attualmente vigenti sono quelle relative alla corretta tenuta del registro di carico e scarico  e dei formulari di identificazione rifiuti.

Sicuramente manca una presa di coscienza su cosa si intenda per tracciabilità dei rifiuti e che cosa si intende per sistema efficiente ed a basso costo di tenuta dei documenti. Ad oggi ciò che ravviso sul SISTRI è solo un incremento della documentazione cartacea, un allungamento dei tempi di gestione dei rifiuti e dei trasporti, un incremento dei costi, e tutto ciò va contro quelli che sono da sempre i principi ispiratori del SISTRI che mirava all’eliminazione della documentazione cartacea (oggi i rifiuti viaggiano con 4 copie del formulario e 2/3 copie della scheda SISTRI), una riduzione dei tempi di gestione dei rifiuti (oggi occorre non solo preparare formulari, registrare rifiuti sul registro di carico e scarico ma occorre anche redigere le schede di movimentazione SISTRI e le schede del registro cronologico), un maggior coinvolgimento dei produttori di rifiuti che avrebbero dovuto prendersi le proprie responsabilità in materia (le schede di movimentazione SISTRI sono al 90% emesse dai trasportatori di rifiuti che allungano così i loro tempi di gestione ed incrementano i propri costi senza alcuna remunerazione), tracciabilità dei rifiuti pericolosi (ad oggi sono coinvolti solo enti ed imprese con più di 10 dipendenti partendo dall’assunto che chi ha meno di 10 dipendenti produca meno rifiuti di altre aziende con più dipendenti).

E’ chiaro che qualcosa non ha funzionato ed ancora non funziona.

Rinviando ad altri articoli sul SISTRI, ritrovabili sul sito www.ambienterifiuti.wordpress.com , per tutti gli aspetti non funzionanti di questo sistema, addentriamoci ora nella parte propositiva del tavolo tecnico che sembra aver finalmente accolto le richieste degli operatori del settore per rilanciare una vera tracciabilità dei rifiuti.

L’obiettivo del tavolo tecnico era quello di individuare la nuova strada da percorrere per ridare vita ad un sistema di tracciabilità dei rifiuti più evoluto, più in linea con le nuove tecnologie e speriamo meno oneroso per gli operatori del settore.

Dal documento, liberamente scaricabile dal sito Consip, emerge che entro il 30 giugno 2015, quest’ultimo provvederà a pubblicare una iniziativa di gara europea che avrà come oggetto i seguenti punti:

  • Presa in carico dell’attuale servizio (al posto di Selex che esce di scena);
  • Analisi di dettaglio delle nuove funzionalità, tenuto conto anche dei requisiti proposti dagli stakeholder;
  • Progettazione e realizzazione del nuovo sistema;
  • Gestione dei servizi

Tutte queste attività saranno svolte sotto la supervisione del MATTM.

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SISTRI. Proroga di termini per iscrizione e pagamenti e irrogazione delle sanzioni

SISTRICon la conversione in legge del Decreto Legge n. 192 del 31/12/2014 sono state modificate alcune previsioni relative al Sistema per la Tracciabilità dei Rifiuti (SISTRI).

Si riporta, pertanto, il testo integrale dell’art. 9 (Proroga di termini in materia ambientale) del Decreto Legge n. 192 del 31/12/2014 coordinato con le modifiche e integrazioni apportate dalla Legge di conversione del 27 febbraio 2015, n. 11, recante “Proroga di termini previsti da disposizioni legislative”, pubblicato nella G.U. del 28/02/2015, n. 49.

1. Il termine di cui all’articolo 6, comma 1, lettera p), del decreto legislativo 13 gennaio 2003, n. 36, e successive modificazioni, come da ultimo prorogato dall’articolo 10, comma 1, del decreto-legge 30 dicembre 2013, n. 150, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2014, n. 15, è prorogato al 31 dicembre 2015 .
2 All’articolo 1, comma 111, quarto periodo, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, le parole: «entro il 31 dicembre 2014» sono sostituite dalle seguenti: «entro il 30 giugno 2015 ».
3. All’articolo 11, comma 3-bis, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) le parole: «31 dicembre 2014» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre 2015 al fine di consentire la tenuta in modalità elettronica dei registri di carico e scarico e dei formulari di accompagnamento dei rifiuti trasportati nonché l’applicazione delle altre semplificazioni e le opportune modifiche normative»;
b) la parola: «260-bis» è sostituita dalle seguenti: «260-bis, commi da 3 a 9,»;
c) dopo il secondo periodo è aggiunto il seguente: «Le sanzioni relative al SISTRI di cui all’articolo 260-bis, commi 1 e 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni, si applicano a decorrere dal 1° aprile 2015».
Dall’attuazione del presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Si precisa, ad ogni buon fine e per una maggiore chiarezza espositiva, che l’articolo 260-bis (Sistema informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti), commi 1 e 2, più sopra richiamato così recita:

1. I soggetti obbligati che omettono l’iscrizione al sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI) di cui all’articolo 188-bis, comma 2, lett. a), nei termini previsti, sono puniti con una sanzione amministrativa pecuniaria da duemilaseicento euro a quindicimilacinquecento euro. In caso di rifiuti pericolosi, si applica una sanzione amministrativa pecuniaria da quindicimilacinquecento euro a novantatremila euro. (1)
2. I soggetti obbligati che omettono, nei termini previsti, il pagamento del contributo per l’iscrizione al sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI) di cui all’articolo 188-bis, comma 2, lett. a), sono puniti con una sanzione amministrativa pecuniaria da duemilaseicento euro a quindicimilacinquecento euro. In caso di rifiuti pericolosi, si applica una sanzione amministrativa pecuniaria da quindicimilacinquecento euro a novantatremila euro. All’accertamento dell’omissione del pagamento consegue obbligatoriamente, la sospensione immediata dal servizio fornito dal predetto sistema di controllo della tracciabilità nei confronti del trasgressore. In sede di rideterminazione del contributo annuale di iscrizione al predetto sistema di tracciabilità occorre tenere conto dei casi di mancato pagamento disciplinati dal presente comma.

Infine, a completamento della disamina delle modifiche previste dalla Legge n. 11/2015, si precisa che la commissione dei reati di cui sopra può costituire presupposto della responsabilità amministrativa per enti e società o associazioni ai sensi del D.Lgs. 231/2001 e s.m.i.

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Classificazione dei rifiuti. Nuove regole.

Nuova procedura per la classificazione dei rifiuti

Grazie al decreto competitività, decreto legge n. 91/2014 convertito con modificazioni con la legge n.116/2014 ed entrato in vigore 2014, da oggi sono valide le nuove procedure per la classificazione dei rifiuti. Le nuove procedure si concretizzano con una premessa all’allegato D della parte IV del D.lgs. 152/2006 e forniscono una serie di istruzioni che dovrebbero essere seguite per poter procedere ad una corretta classificazione dei rifiuti.

A parere di chi scrive ad ogni modo le procedure potevano essere più dettagliate, poiché in alcuni casi restano nebulose, e studiate un pochino meglio poiché nel voler seguire la scala gerarchica imposta nella nuova premessa alcune attività che oggi vengono svolte inizialmente perdono il loro valore e vengono ad essere eseguite in una fase successiva. Sicuramente ciò dipende molto dall’esperienza e dalla soggettività di chi procede alla classificazione dei rifiuti.

Ad ogni modo prima di procedere con una descrizione delle novità che sono state introdotte è bene sottolineare che a Giugno 2015 cambierà anche il Catalogo Europeo dei Rifiuti grazie all’applicazione del regolamento 1272/2008/CE sulla classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze chimiche, del regolamento 1357/2014/UE sulle caratteristiche di pericolo dei rifiuti e della decisione 2014/995/UE recante il nuovo Elenco europeo dei rifiuti. In pratica l’Unione Europea si è aggiornata al progresso delle nuove tecnologie ed all’armonizzazione delle norme (si veda ad esempio l’ADR) e tenta di raggiungere un punto di convergenza tra norme che molto spesso non si parlano, si veda ad esempio il caso di trasporto di rifiuti pericolosi in ADR e della confusione che spesso ne deriva.

Pertanto l’invito è di tenersi costantemente aggiornati in questo periodo di profonda rivoluzione per adattare le proprie procedure di gestione rifiuti con le novità normative.

Novità sulla classificazione dei rifiuti

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Riciclaggio dei RAEE per l’estrazione di terre rare

Premessa

Che i RAEE fossero considerati alla stregua di una miniera di metalli nobili ormai lo si sapeva.

Certamente non è sufficiente avere a disposizione un paio di personal computer per definirsi ricchi ma occorre avere a disposizione quantità sufficienti da alimentari impianti tecnologici specifici che siano in grado di estrarre tali metalli dalle componenti interne dei rifiuti elettrici. Ciò che invece spesso sfugge è che la nostra tecnologia, che avanza sempre più rapidamente, affinché possa tradursi in apparecchiature sempre più performanti, è affamata di Terre Rare.

Affinché il mercato tecnologico sia sempre alla portata di tutti e quindi in grado di sfornare milioni di apparecchi destinati a tutte le tipologie di utenze a prezzi abbordabili è necessario che siano a disposizione montagne di materie prime tali da rendere il costo di produzione di una apparecchiatura il più basso possibile. E’ qui che entra in gioco il tema del riciclaggio dei RAEE. Per poter comprendere appieno l’importanza di questa affermazione è però necessario fare un salto indietro ed andare a comprendere cosa sono di preciso le terre rare e perché sono di fondamentale importanza per la produzione di dispositivi elettronici.

Gli elementi delle Terre Rare sono 15 lantanidi con numeri atomici compresi fra 57 e 71 e che sono inclusi nel gruppo III A della Tavola periodica; essi sono: lantanio, cerio, praseodimio, neodimio, promethio, samario, europio, gadolinio, terbio, disprosio, olmio, erbio, tulio, itterbio lutezio, yttrio e scandio (questi ultimi due si associati ai primi per simili proprietà chimiche).

Le terre rare sono sostanze presenti in moltissimi minerali, ma assumono un valore commerciale solo quanto le loro quantità sono tali da giustificarne l’estrazione.

Queste sostanze sono impiegate nel campo industriale per la produzione di dispositivi tecnologici e non solo. A titolo esemplificativo possiamo citare nella loro produzione  i vecchi tubi a raggi, i display a cristalli liquidi, e per questi sono impiegati l’europio ed il fosforo rosso. Altri esempi sono rappresentati dai dispositivi per l’efficienza energetica. Alcuni elementi delle terre rare si sono resi essenziali per la catalisi, il craking del petrolio fluido e per i convertitori catalitici che controllano l’inquinamento in autotrazione. Ciò che emerge dalla carrellata di esempi che sono stati fatti e che sono solo una parte del totale è che l’utilizzo delle terre rare su larga scala possono essere di aiuto a prevenire il riscaldamento globale. Infatti non è sconosciuto l’utilizzo di tecnologie per la refrigerazione magnetica che conduce ad una riduzione consistente del consumo di energia e di emissioni di CO2. Altri esempi di utilizzo possono essere quelli del comparto elettromedicale, o l’utilizzo del neodimio per le sue proprietà foto luminescenti.

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SISTRI. Confusione e incertezze per la gestione dei rifiuti

SISTRIPremessa

Del SISTRI ne abbiamo parlato in tutte le salse, dal serio all’ironico, dal drammatico al ridicolo ma fatto sta che dopo quasi cinque anni il SISTRI è ancora lì come una spada di Damocle sulle nostre teste e non si può far nulla per farlo sparire, anzi continua ad esistere in una sorta di stasi, sotto certi punti di vista, e come una zecca ancorata alla nostra pelle dall’altra.

E’ chiaro che di tanto in tanto occorre parlarne, verificare lo stato dell’arte, aggiornarsi sui mutamenti normativi che devono essere introdotti per poter tenere in vita questo abominio informatico che seppur da un lato tutti si sono resi conto non serva praticamente a nulla dall’altra nessuno si impegna ad abolirlo. Certo sanzioni e contributi sono sospesi eppure l’obbligo di utilizzo permane.

Nel dubbio gli operatori del settore lo usano non senza gran confusione, incertezza e perplessità ad oggi rese ancor più esasperate anche dal tacere dei call center che sono stati sostituiti semplicemente da una voce registrata. Esiste sì un menù guidato che ti permette di accedere alle varie aree e funzioni ma parlare con un operatore è praticamente impossibile.

E che dire poi dei vari indirizzi mail che prima fungevano da ultima ancora di salvezza? Anche quelli in gran parte sono disattivati e rinviano a procedure e fantasie spesso poco applicabili.

Come mai parliamo del Sistri?

Il lettore quindi si chiederà come mai parliamo ancora del SISTRI? Dobbiamo ritornare a preoccuparci di quest’entità che ci fiata sul collo come uno sciacallo ed al quale ci eravamo quasi abituati a non temere?

Tranquilli, non c’è nulla di cui preoccuparsi, questo articolo vuole essere un semplice aggiornamento in merito alla vicenda sanzioni.

Certamente qualcuno ricorderà che il termine ultimo per la sospensione delle sanzioni era fissato al 31 dicembre 2014, e che  quindi dopo esserci augurati un buon 2015 avremmo dovuto fare i conti seriamente con il SISTRI, con le sue procedure i suoi “non essere un gestionale” che continuano a complicarci la vita. Cerchiamo di andare con ordine e raccogliamo un po’ di idee ed informazioni che sono spuntate fuori in questi giorni e che daranno da riflettere in merito a chi sogna un SISTRI più moderno e chi un SISTRI più defunto.

Alla fiera di Rimini di Ecomondo, il ministro dell’Ambiente Galletti ha affermato: “Abbiamo deciso di sostituire il sistema Sistri, ritenuto obsoleto dal punto di vista tecnologico, con un nuovo sistema e per legge faremo la gara entro il 31 dicembre 2015. Quello delle sanzioni è uno dei temi che dovremmo affrontare”. Quindi si è preso atto anche ai vertici ministeriali che il SISTRI è un fiasco completo sotto tutti i punti di vista. Il problema è comprendere cosa fare nell’attesa che arrivi il 31 dicembre 2015 e con esso la gara per un nuovo sistema, il quale ovviamente non ci aspettiamo entri in funzione prima di almeno un altro anno di progettazione, realizzazione e test (sulla pelle delle imprese).

La Selex dal canto suo, memore delle figuracce già fatte, ma non della sua presunzione, ha dichiarato già qualche mese fa che per “evitare nuovi, ingenti danni, anche di immagine, in aggiunta a quelli, molto significativi, già subiti nel corso della durata del contratto, le cui previsioni sono state, peraltro, eseguite correttamente e diligentemente” farà un passo indietro. Si potrebbero spendere molte altre parole in merito a questa vicenda ma siamo certi che i fatti parlano da soli e che ogni lettore ed attore della filiera abbia già un’idea in merito a quanto verificatosi.

Comunque, per dovere di cronaca, è bene riportare anche quanto affermato dalla Selex a Luglio:“Secondo Selex Service Management, i numerosi interventi sul SISTRI – avvenuti senza alcun coinvolgimento della società – hanno comportato un enorme squilibrio contrattuale, tanto nella fase precedente la sospensione del programma (per effetto, ad esempio, degli oneri aggiuntivi sostenuti a fronte di modifiche normative, richieste del Ministero, mancati pagamenti di fatture emesse e numerose proroghe all’entrata in vigore del sistema con la conseguente riduzione degli utenti e dei relativi contributi) quanto in quella di riavvio, così da minarne irrimediabilmente il profilo economico-finanziario e la sostenibilità della sua prosecuzione”.

Si permetta quindi un breve commento: se il sistema non ha funzionato non è perché il Ministero ha imposto delle proroghe all’entrata in funzione del sistema, ma semplicemente perché il sistema non funzionava, non funziona e non funzionerà e le proroghe sono state rese necessarie per dare respiro alle aziende. E’ bene chiarire che se le imprese non riescono a portare avanti il proprio lavoro ogni giorno, si rischia la paralisi di un intero paese e ciò non può accadere a causa di un software pensato male e gestito anche peggio. Purtroppo quando non si coniugano le idee progettuali con la realtà quotidiana, si rischia costantemente di creare mostri che non sanno camminare con le proprie gambe.

Ciò di cui ci si stupisce è perché le imprese, i consulenti, e tanti altri soggetti che sono entrati in contatto con il SISTRI se ne siano accorti e tutti gli altri no. Fa piacere che il Ministero abbia preso atto della situazione ma avrebbe fatto ancor più piacere avere un ministero che avesse preso di petto la situazione dando un minimo di soluzioni anziché limitarsi a prorogare un sistema morto sul nascere.

Sanzioni

La Camera dei Deputati, ha dato il via libera ad un emendamento al Ddl Collegato Ambientale che prevede la non applicazione delle sanzioni relative al SISTRI fino al 31 Dicembre 2015.Dobbiamo ora attendere che il Senato approvi definitivamente il provvedimento e le imprese potranno tirare nuovamente un sospiro di sollievo e continuare ad utilizzare il SISTRI in modalità sperimentale.

Il SISTRI continua a far parlare di sé, le regole continuano a cambiare, i manuali ad aggiornarsi, il sito web istituzionale e le sue comunicazioni a non prendersi le proprie responsabilità ed a pagare le conseguenze sono al momento unicamente le imprese italiane. Infatti ricordiamo che per le aziende estere che operano sul territorio italiano il SISTRI non è attualmente in vigore e quindi le uniche imprese a perdere competitività a causa dei continui costi che si impennano e della continua burocrazia che crea comunque un costo indiretto, sono sempre e solo le imprese italiane.

In merito all’idea ed all’esigenza di un nuovo sistema di gestione dei rifiuti, chi scrive ribadisce che quello attuale è già più che sufficiente se solo fosse informatizzato a dovere e centralizzato senza troppe complicazioni ed al tempo stesso non si può pensare di tracciare solo i rifiuti pericolosi tralasciando i non pericolosi. Se si vuole tracciare realmente ogni singolo rifiuto si può fare, occorre solo confrontarsi con le imprese che tutti i giorni operano nel settore e che sanno bene quali siano le loro esigenze in termini di operatività. Un sistema informatico completo si può progettare e realizzare ma deve essere fruibile da tutti senza troppe complicazioni, macchinazioni e burocrazie di vario genere. Infine, e non da ultimo, destinare più fondi agli organi di controllo perché siano ancor più competenti in materia e siano in grado di svolgere in maniera capillare i controlli sicuramente darebbero l’idea, alle imprese, che dietro le quinte c’è chi controlla seriamente i traffici di rifiuti contrastando le illegalità. In questo modo chi opera seriamente saprà che sul mercato potrà essere competitivo nonostante i costi da sopportare per essere sempre in regole con le normative.

Ing. Vito la Forgia

(v.laforgia@ambiente-rifiuti.com)

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