Radioattività e radon

Radioattività, radiazioni ionizzanti, radon, energia nucleare.

Monitoraggio del radon in Sardegna da parte di ARPAS

Il radon è un gas radioattivo naturale, presente nel suolo e nei materiali da costruzione oltre che nelle acque.

Il gas radon può accumularsi negli edifici (case, scuole, ambienti di lavoro) ed essere inalato dalle persone.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha stabilito che il radon è un agente cancerogeno, responsabile di un aumento di rischio di tumore polmonare.

Il 9 gennaio 2017 l’ARPAS, in collaborazione con l’ANCI Sardegna, ha avviato la realizzazione del progetto Radon 2017-2018 per conto dell’Assessorato dell’Igiene e Sanità e dell’Assistenza Sociale.

In ottemperanza al Piano Nazionale della Prevenzione, nel Programma P- 8.2 (recante “Supporto alle Politiche Ambientali”) la Regione Sardegna nel Piano Regionale di Prevenzione 2014 – 2018 (PRP), ha inserito l’Azione “Promozione di buone pratiche in materia di sostenibilità ed eco – compatibilità nella costruzione/ristrutturazione di edifici per il miglioramento della qualità dell’aria indoor”.

Gli elementi conoscitivi acquisiti saranno fondamentali per attuare una politica mirata alla prevenzione e protezione dai rischi derivanti dall’esposizione al radon della popolazione della Sardegna.

L’indagine sarà eseguita nel corso del 2017 – 2018 e prevede la realizzazione di una campagna di misure da effettuare su un campione di 184 comuni, distribuiti nelle diverse province.

All’interno di ogni comune dovranno essere individuate otto abitazioni su cui saranno eseguite le misure del radon indoor per un campione totale regionale costituito da 1.500 abitazioni. L’indagine interesserà anche le Scuole materne e le Scuole elementari pubbliche di tutti i comuni campione.

La campagna di indagine 2017 – 2018 prevede una misura della durata di un anno, suddivisa in due semestri consecutivi, realizzata mediante un dosimetro per ogni abitazione e scuola a partire dal mese di marzo 2017.

Allo scopo di illustrare meglio le finalità dell’indagine e le forme di collaborazione richieste ai Comuni, l’ARPAS organizzerà un “Corso Base Radon” dedicato ai Sindaci ed ai Referenti comunali a partire dalla fine di gennaio 2017.

Se è pur vero che è necessario approfondire le conoscenze sulla distribuzione della concentrazione di radon all’interno degli edifici mediante la realizzazione di un’apposita indagine conoscitiva, l’individuazione delle aree a rischio potenziale e la classificazione del territorio regionale non può prescindere da uno studio geologico, sulle acque sotterranee (minerali), sugli elementi di frattura e sulla misura del radon direttamente nel terreno.

Andrea Alessandro MUNTONI

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Radioattividadi naturalli e presentzia de radon me is iscollas de Ichnusa

Monitoraggio di Rn nelle scuole. Cortesia: RADON FREE Radiation Monitoring

Monitoraggio di Rn nelle scuole. Cortesia: RADON FREE Radiation Monitoring

In custu articulu si fueddara – in limba sarda – de unu tema meda complicau; a differenzia de is Estadus Unidos o de su Canada, in Italia e in Sardinia non c’est ancora una coscientzia de su problema: sa raddioattividadi naturalli, presenti me is arroccas e in s’abba mineralli, depida a sa presenzia de s’isotupu radioattivu de s’elementu chimicu RADON (Rn), c’ari stettiu iscrobertu chentos annos fai.

Decadimento radioattivo alfaS’isotupu est, in generalli, unu atumu ‘ca tenidi unu numeru de neutrones (carriga elettrica ugualli a zero) diversu de su numeru de protones (carriga elettrica positiva), ‘ca emittidi una particella alpha (dae su gregu) componida dae dusu (2) protonis e dusu (2) neutronis. Custa particella (cun carriga elettrica positiva) est emittida dae su gas radon, ‘ca s’agattara in aria e poidi essi respirau, poidi provocai su cancru a su prummoni. Po custa arresone su gas radioattivu radon est considerau, a livellu mondialli e in Italia puru, sa principalli causa de tumori a is prummonis pro chi non fumara sigarros.

S’Organizzatzione Mondialli de sa Salludi (OMS) ari stabiliu ‘ca su rischiu ‘po sa salludi dae sa genti (popolazione, traballadores, piccioccheddos de iscola) est deppidu a livellus de concentratzioni de attividadi radioattiva superiori a chentu (100) Becquerel (s’unidade de misura de sa radioattividade in su sistema internatzionalli de misura) pro metru cubu (m3) de aria.

RADON FREE - Radiation Monitoring (logo3)Su gruppu de ricercadores de RADON FREE – Radiation Monitoring (www.radon-free.eu), finantziau dae SIACGI MUNTONI & Partner de Casteddu – una misura strumentalli de Rn-222 costara assumancu cincuscentus (500) euro – est farende ancora mesuras me is iscollas dae sa Sardigna, in sa zona dae su Marghine, cummentzende dae Bortigale (1840 animas), in provintzia de Nugoro.

Chi s’anta agattai livellus de radioattividadi superiorisi a 100 Bq/m3, s’anta donai is primas indicatziones a is dirigentes scolasticos e a is sindigos de is communus de s’Isula interessaus, pro diminuire sa concentrazione dae su gas Radon aintru se is iscollas, pro tutelare sa salludi de is pitzinnos e de sos maistros.

Andrea Alessandro MUNTONI
[Articulu ripubblicadu po gentilli concessioni de “La Gazzetta del Medio Campidano”, Media Tre Editrice (VS)]

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Rischio di esposizione al RADON nelle scuole della Sardegna

Ilaria GHIANI intervista Andrea Alessandro MUNTONI

RADON FREE - Radiation Monitoring (logo3)Del Radon, in Italia, si parla molto poco e la stragrande maggioranza dei tecnici e funzionari pubblici non sa neppure cosa sia.

Il RADON è un gas, inodore ed incolore, che rappresenta la principale causa di tumore al polmone per non fumatori e miete, ogni anno, migliaia di vittime in tutto il mondo.

L’ing. Andrea Alessandro MUNTONI è il coordinatore del  progetto di studio e ricerca “Radon Free – Radiation Monitoring” che sta conducendo una importante campagna di sensibilizzazione rivolta alle scuole dell’Isola di Sardegna.

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Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi

Pericolo - radiazioni“Ogni giorno in Italia si producono rifiuti radioattivi: negli ospedali, nelle industrie, nei laboratori di ricerca e nei vecchi impianti nucleari dismessi, oggi in via di smantellamento. Sullo smaltimento di questi rifiuti, tuttavia, il nostro Paese non è andato avanti. Non esiste, infatti, un’infrastruttura che permetta la loro messa in sicurezza definitiva. Oggi è possibile ripartire insieme, in quanto la legge ha previsto anche per l’Italia, come per la maggior parte degli altri Paesi europei, la realizzazione di un Deposito Nazionale unico, che permetterà di sostituire le decine di depositi temporanei che al momento custodiscono in via provvisoria i rifiuti radioattivi italiani. Che cos’è il Deposito Nazionale? Perché è necessario? Dove sarà realizzato? E come puoi partecipare alla scelta? Entra nel sito e trova tutte le risposte alle tue domande”.

Così si apre l’intro del sito web: www.depositonazionale.it

E iniziata ieri la campagna pubblicitaria informativa sul progetto del Deposito Nazionale. Partendo dalle principali reti televisive, ed allargandosi nel corso dei giorni, a carta stampata, radio e web per un periodo che ci condurrà fino alla fine del mese di novembre 2015, il lungo percorso di consultazione pubblica per la ricerca di un deposito nazionale unico per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi, ha avuto il proprio avvio ad opera della Sogin.

La campagna pubblicitaria, di per sé molto particolare, mira a sottolineare il problema che da sempre affligge l’italia in tutte le circostanze, ossia il non aver saputo andare avanti (difatti quasi tutto il video, ad eccezione dell’ultima scena sono in slow motion ed al contrario) nella ricerca di una soluzione ai propri problemi.

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Il neutrino e la bomba atomica

Premessa

Il neutrino è una particella elementare nota sin dagli anni trenta del XX secolo e non si può negare che alcune intuizioni di Ettore Majorana, il fisico di origine siciliana “misteriosamente” scomparso qualche anno prima (1938) dello scoppio della II Guerra Mondiale, sono state confermate relativamente di recente, comunque non prima del 1956; il fisico Joao Magueijo ritiene che il lavoro di E. Majorana – svolto in parte in seno al gruppo di lavoro romano noto come “I ragazzi di Via Panisperna”, coordinato da Enrico Fermi – dovrebbe essere premiato con un Nobel per la fisica ma, come è noto, il premio non può essere assegnato postumo e non c’è motivo per dubitare che nel 2014 il fisico non sia più vivo!

Il primo fisico che teorizzò l’esistenza della particella elementare di cui trattasi fu il fisico teorico di origini austriache Wolfgang Pauli; questi lo fece per spiegare il decadimento beta o, se si preferisce, la seconda forma in cui può manifestarsi un decadimento radioattivo (radiazione beta).

Il nome della particella (da attribuirsi a E. Fermi) deriva dal fatto di essere elettricamente neutra e di possedere una massa notevolmente più piccola di quella del neutrone, particella costituente il nucleo di un atomo e la cui presenza o meno, in numero variabile (minore o maggiore) di quella dei protoni, determina la forma isotopica di molti elementi chimici della tabella periodica.

Il neutrino arricchisce il modello atomico – nucleare costituito da protoni (particelle con carica elettrica positiva), neutroni (particelle prive di carica elettrica, con una massa pari circa a quella del protone) ed elettroni.

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RADON gas. What is it?

Radon (Rn) is the colorless, odorless and tasteless radioactive gas that rises from the surface of the earth from geological uranium (U) formations all over the world, so we can discover a lot of houses and buildings, not only in Italy and in Sardinia, having a dangerous concentration of Rn.

Indoor radon gas can be tested in buildings because of its movement from inside the earth through cracks in the foundation, through drains and sump pumps, through water from wells and even directly through solid concrete walls, especially in volcanic areas.

Uranium is a heavy element discovered in 1789; it’s radioactive and it’s the father of Radon gas.

Radon gas has been discovered in 1900 by the German physicist Friedrich Ernst Dorn.

The atomic number of Radon gas is 86 (Z = 86).

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