Risparmio energetico

Risparmio energetico e bioedilizia.

Effetti globali del risparmio energetico

risparmio energeticoPer conseguire un ragguardevole risparmio energetico occorre senz’altro intervenire sull’involucro edilizio, utilizzando materiali da costruzione caratterizzati da bassi valori di trasmittanza e infissi e vetri certificati, capaci di ridurre al minimo le dispersioni termiche invernali e il passaggio di calore dall’esterno verso l’interno in estate.

I materiali da costruzione, tuttavia, non bastano, da soli, a risolvere le complesse ed articolate problematiche del mancato risparmio energetico, i cui effetti negativi possono farsi sentire anche a livello globale (fenomeni meteorologici intensi, desertificazione, modificazione del clima alla vasta scala, modifica degli habitat).

Anche l’uso di impianti termici o di raffrescamento o comunque condizionamento e ventilazione a basso consumo energetico può contribuire notevolmente al risparmio energetico. Laddove, poi, gli impianti sono efficaci ed efficienti, occorre cercare di utilizzare fonti di energia rinnovabili: solare termico e fotovoltaico ma anche geotermico e mini eolico, anche per interventi a scala ridotta, a servizio di un solo edificio o di un corpo di fabbrica multipiano con molti appartamenti adibiti a civile abitazione ed uffici.

I consumi di energia elettrica, tuttavia, nell’ottica di un vero risparmio energetico complessivo, passano per la scelta di sistemi di illuminazione con moderne lampade a basso consumo o alta efficienza, che hanno oramai sostituito, per legge, le vetuste ed obsolete lampadine a incandescenza.

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Nuovo quadro normativo per l’efficienza energetica negli edifici

Risparmio energeticoIl 1° ottobre sono entrati in vigore i tre decreti che completano il quadro normativo in materia di efficienza energetica negli edifici.

Decreto sull’adeguamento delle linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici.
Con il primo decreto, sono state aggiornate le linee guida per la certificazione della prestazione energetica degli edifici (APE). Il nuovo modello di APE sarà valido su tutto il territorio nazionale e, insieme ad un nuovo schema di annuncio commerciale e al database nazionale dei certificati energetici (SIAPE), offrirà al cittadino, alle Amministrazioni e agli operatori maggiori informazioni riguardo l’efficienza dell’edificio e degli impianti, consentendo un più facile confronto della qualità energetica di unità immobiliari differenti e orientando il mercato verso edifici con migliore qualità energetica.
Le classi energetiche passeranno da sette a dieci, dalla A4 (la migliore) alla G (la peggiore).
Il certificatore incaricato di redigere l’APE dovrà effettuare almeno un sopralluogo presso l’edificio o l’unità immobiliare oggetto di attestazione.
L’APE dovrà indicare le proposte per migliorare l’efficienza energetica dell’edificio, distinguendo le ristrutturazioni importanti dagli interventi di riqualificazione energetica, e le informazioni su incentivi di carattere finanziario per realizzarli.

Decreto con schemi e modalità di riferimento per la compilazione della relazione tecnica di progetto ai fini dell’applicazione delle prescrizioni e dei requisiti minimi di prestazione energetica negli edifici.
Un secondo decreto adegua gli schemi di relazione tecnica di progetto al nuovo quadro normativo, in funzione delle diverse tipologie di opere: nuove costruzioniristrutturazioni importantiriqualificazioni energetiche.

Decreto sull’applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici.
Il terzo decreto è volto alla definizione delle nuove modalità di calcolo della prestazione energetica e i nuovi requisiti minimi di efficienza per i nuovi edifici e quelli sottoposti a ristrutturazione.
Il decreto rafforza gli standard energetici minimi per gli edifici nuovi e per quelli ristrutturati, ottimizzando il rapporto costi/benefici degli interventi, per arrivare a realizzare gli Edifici a Energia Quasi Zero previsti dalla Direttiva 2010/31/UE.
Inoltre, il decreto punta ad una applicazione delle norme immediatamente operativa e omogenea in tutte le Regioni, per ovviare all’attuale frammentazione normativa dovuta all’ampia autonomia regionale nel recepire la precedente Direttiva 2002/91/UE.
Per gli edifici di nuova costruzione e per quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti, il rispetto dei requisiti minimi andrà verificato confrontando l’edificio con un edificio di riferimento (identico per geometria, orientamento, ubicazione, destinazione d’uso). Per gli edifici interessati da semplici riqualificazioni energetiche, relative all’involucro edilizio e agli impianti tecnici, sono indicati i requisiti minimi.
Con l’emanazione di questi provvedimenti si compie un passo importante verso l’incremento degli edifici ad energia quasi zero. Infatti, a partire dal 1 gennaio 2021 i nuovi edifici e quelli sottoposti a ristrutturazioni significative dovranno essere realizzati in modo tale da ridurre al minimo i consumi energetici coprendoli in buona parte con l’uso delle fonti rinnovabili. Per gli edifici pubblici tale scadenza è anticipata al 1 gennaio 2019.

A cura di

Fontenergy

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Sistemi radianti e interventi di isolamento dall’interno

Dal 1 ottobre 2015 novità per i sistemi radianti e gli interventi di isolamento dall’interno.

Con il recente Decreto Interministeriale 26 giugno 2015 recante “Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici”, che entra in vigore il 1 ottobre 2015, è stata introdotta una importante novità che riguarda i sistemi radianti e gli interventi di isolamento dall’interno.
Nel caso di realizzazione di sistemi radianti (a pavimento o a soffitto) e di interventi di isolamento dall’interno, è stata introdotta una deroga di 10 cm all’altezza minima dei locali per gli edifici ristrutturati e riqualificati. In pratica potranno essere realizzati interventi che comporteranno una riduzione dell’altezza utile fino a un minimo di 2,60 m per le zone abitabili.

All’Allegato 1, Capitolo 2 (Prescrizioni comuni per gli edifici di nuova costruzione, gli edifici oggetto di ristrutturazioni importanti o gli edifici sottoposti a riqualificazione energetica), Paragrafo 2.3 (Prescrizioni), Comma 4 il Decreto Interministeriale 26 giugno 2015 – Prestazioni energetiche degli edifici così recita: “Negli edifici esistenti sottoposti a ristrutturazioni importanti, o a riqualificazioni energetiche come definite all’articolo 2, comma 1, lettere I-vicies ter) e I-vicies quater), del decreto legislativo, con le precisazioni di cui ai paragrafi 1.3 e 1.4 del presente Allegato, nel caso di installazione di impianti termici dotati di pannelli radianti a pavimento o a soffitto e nel caso di intervento di isolamento dall’interno, le altezze minime dei locali di abitazione previste al primo e secondo comma del decreto ministeriale 5 luglio 1975 possono essere derogate, fino a un massimo di 10 centimetri. Resta fermo che nei comuni montani al di sopra dei metri 1000 sul livello del mare può essere consentita, tenuto conto delle condizioni climatiche locali e della locale tipologia edilizia, una riduzione dell’altezza minima dei locali abitabili a metri 2,55. […]”

A cura di:

Fontenergy S.r.l.
Via Puccini 48
09128 Cagliari
Tel 070 343037

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Effetti globali del risparmio energetico

Risparmio energetico 3Per conseguire un ragguardevole risparmio energetico occorre senz’altro intervenire sull’involucro edilizio, utilizzando materiali da costruzione caratterizzati da bassi valori di trasmittanza e infissi e vetri certificati, capaci di ridurre al minimo le dispersioni termiche invernali e il passaggio di calore dall’esterno verso l’interno in estate. I materiali da costruzione, tuttavia, non bastano, da soli, a risolvere le complesse ed articolate problematiche del risparmio energetico, i cui effetti possono farsi sentire anche a livello globale.

Anche l’uso di impianti termici o di raffrescamento o comunque condizionamento e ventilazione poco energivori può contribuire notevolmente al risparmio energetico. Laddove, poi, gli impianti sono efficaci ed efficienti, occorre cercare di utilizzare fonti di energia rinnovabili: solare termico e fotovoltaico ma anche geotermico e mini eolico, anche per interventi a scala ridotta, a servizio di un solo edificio o di un corpo di fabbrica multipiano con molti appartamenti adibiti a civile abitazione ed uffici.

I consumi di energia elettrica, tuttavia, nell’ottica di un vero risparmio energetico complessivo, passano per la scelta di sistemi di illuminazione con moderne lampade a basso consumo o alta efficienza, che hanno oramai sostituito, per legge, le vetuste ed obsolete lampadine a incandescenza.

Anche gli elettrodomestici, che possono essere di varia classe in base al consumo (A per quelli più bassi), possono contribuire a un considerevole risparmio in bolletta, con benefici palpabili sia a livello familiare che globale. Va detto, a riguardo, che anche i consumi d’acqua corrente dovrebbero rientrare in una politica di miglioramento delle performance energetiche di ogni famiglia: edurre, accumulare, trattare, distribuire e depurare le acque ha un costo; quello riportato in bolletta tiene conto di tutta la filiera e, in qualche modo, rende conto anche del costo ambientale.

Non va infatti dimenticato che produrre e distribuire l’energia elettrica ha un costo ambientale: molte centrali sono ancora alimentate a combustibili fossili e carbone, altre sfruttano la fissione nucleare e utilizzano uranio, dando luogo a problemi di gestione dei rifiuti e delle emissioni in atmosfera (CO2, ecc.), con possibili gravi ripercussioni ed effetti negativi sulla salute dell’uomo e sulla vita delle specie biotiche (piante e animali): i comportamenti di ciascun individuo influenzano, anche se non se ne ha piena consapevolezza, il clima nell’intero pianeta Terra e possono contribuire a salvarlo da una catastrofe ambientale annunciata.

In fondo la Terra è solo un minuscolo oggetto che ruota su se stesso e intorno a una stella, neppure tanto grande, in una galassia fra tante: siamo soli, forse unici nell’Universo, e tanto dovrebbe bastare per avere un responsabile atteggiamento nei confronti di un ecosistema delicato e già fin troppo compromesso dalla mano dell’uomo.

Andrea Alessandro MUNTONI

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Agevolazioni fiscali per il risparmio energetico 2015

Risparmio energetico 3L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato gli aggiornamenti delle guide sulle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico e per le ristrutturazioni edilizie.

Agevolazioni fiscali per il risparmio energetico
La legge di stabilità 2015 (legge 23 dicembre 2014, n. 190) ha prorogato al 31 dicembre 2015, nella misura del 65%, la detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.
Nella stessa misura è prevista anche la detrazione per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali e per quelli che riguardano tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio.
Dal 1° gennaio 2016 l’agevolazione sarà invece sostituita con la detrazione fiscale (del 36% ) prevista per le spese relative alle ristrutturazioni edilizie.
La legge di stabilità 2015 ha inoltre:

  • aumentato dal 4 all’8% la percentuale della ritenuta d’acconto sui bonifici che banche e Poste hanno l’obbligo di operare all’impresa che effettua i lavori
  • esteso l’agevolazione ad altre tipologie di interventi. In particolare, dal 1° gennaio 2015 al 31 dicembre 2015 si può usufruire della detrazione anche per l’acquisto e la posa in opera di schermature solari, nel limite di 60.000 euro e di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, nel limite di 30.000 euro.
  • eliminato l’obbligo di inviare la comunicazione all’Agenzia delle Entrate per i lavori che proseguono per più periodi d’imposta

Infine, altre importanti disposizioni intervenute negli ultimi anni sono:

  • la modifica del numero di rate annuali in cui deve essere ripartita la detrazione (dal 2011 è obbligatorio, infatti, ripartire la detrazione in dieci rate annuali di pari importo)
  • l’esonero dall’obbligo di presentazione dell’attestato di certificazione (o qualificazione) energetica per la sostituzione di finestre, per l’installazione dei pannelli solari e per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale
  • l’eliminazione dell’obbligo di indicare separatamente il costo della manodopera nella fattura emessa dall’impresa che esegue i lavori.

Al link seguente è possibile scaricare la “Guida alle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico – Aggiornamento gennaio 2015”:
Guida agevolazioni fiscali per il risparmio energetico

Ristrutturazioni edilizie
La detrazione fiscale delle spese per interventi di ristrutturazione edilizia è disciplinata dall’art. 16 -bis del Dpr 917/86 (Testo unico delle imposte sui redditi).
Dal 1° gennaio 2012 l’agevolazione è stata resa permanente dal decreto legge n. 201/2011 e inserita tra gli oneri detraibili dall’Irpef.
La detrazione è pari al 36% delle spese sostenute, fino a un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 48.000 euro per unità immobiliare.
Tuttavia, per le spese effettuate dal 26 giugno 2012 al 30 giugno 2013, il decreto legge n. 83/2012 ha elevato al 50% la misura della detrazione e a 96.000 euro l’importo massimo di spesa ammessa al beneficio.
Questi maggiori benefici sono poi stati prorogati più volte da provvedimenti successivi.
Da ultimo, la legge di stabilità 2015 (legge n. 190 del 23 dicembre 2014) ha prorogato al 31 dicembre 2015 la possibilità di usufruire della maggiore detrazione Irpef (50%), confermando il limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare.
Dal 1° gennaio 2016 la detrazione tornerà alla misura ordinaria del 36% e con il limite di 48.000 euro per unità immobiliare.
La legge di stabilità 2015 ha inoltre prorogato la detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+ (A per i forni), finalizzati all’arredo di immobili oggetto di ristrutturazione. Per questi acquisti sono detraibili le spese documentate e sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2015.
A prescindere dalla somma spesa per i lavori di ristrutturazione, la detrazione va calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro e ripartita in 10 quote annuali di pari importo.
Infine, fino al 31 dicembre 2015 è prevista una detrazione più elevata per le spese sostenute per interventi di adozione di misure antisismiche su costruzioni che si trovano in zone sismiche ad alta pericolosità, se adibite ad abitazione principale o ad attività produttive.
La detrazione è pari al 65% delle spese effettuate dal 4 agosto 2013 al 31 dicembre 2015.
L’ammontare massimo delle spese ammesse in detrazione non può superare l’importo di 96.000 euro.
Tra le principali regole e i vari adempimenti che negli ultimi anni hanno subito modifiche si segnala, infine:

  • l’abolizione dell’obbligo di invio della comunicazione di inizio lavori al Centro operativo di Pescara
  • l’aumento della percentuale (dal 4 all’8%) della ritenuta d’acconto sui bonifici che banche e Poste hanno l’obbligo di operare
  • l’eliminazione dell’obbligo di indicare il costo della manodopera, in maniera distinta, nella fattura emessa dall’impresa che esegue i lavori
  • la facoltà riconosciuta al venditore, nel caso in cui l’unità immobiliare sulla quale sono stati eseguiti i lavori sia ceduta prima che sia trascorso l’intero periodo di godimento della detrazione, di scegliere se continuare a usufruire delle detrazioni non ancora utilizzate o trasferire il diritto all’acquirente (persona fisica) dell’immobile
  • l’obbligo per tutti i contribuenti di ripartire l’importo detraibile in 10 quote annuali; dal 2012 non è più prevista per i contribuenti di 75 e 80 anni la possibilità di ripartire la detrazione, rispettivamente, in 5 o 3 quote annuali
  • l’estensione dell’agevolazione agli interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato a seguito di eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza.

Al link seguente è possibile scaricare la “Guida alle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie – Aggiornamento gennaio 2015“:

Enrico PIANO

(Fontenergy S.r.l., Via Puccini 48 § 09128 Cagliari
Tel 070 343037 § Fax 070 343037 § www.fontenergy.it)

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Detrazioni fiscali 2015 per ristrutturazioni e risparmio energetico

Risparmio energetico 3

Legge di stabilità 2015

La legge 23 dicembre 2014 n. 190 (c.d Legge di Stabilità 2015), pubblicata nel Supplemento Ordinario n. 99 della Gazzetta Ufficiale n. 300 del 29 dicembre 2014 ed entrata in vigore il 1 gennaio 2015, ha previsto tra gli altri provvedimenti, all’art. 1, comma 47, la proroga fino al 31 dicembre 2015 delle detrazioni Irpef del 50% sui lavori di ristrutturazione edilizia e del 65% sui lavori di riqualificazione energetica degli edifici.

Ritenute sui bonifici

La legge di Stabilità 2015 incrementa la ritenuta sui bonifici che banche e poste devono applicare, passando dal 4 all’8%, a titolo di acconto dell’imposta dovuta dall’impresa che effettua i lavori.

Riqualificazione energetica degli edifici

La detrazione per la riqualificazione energetica degli edifici viene confermata per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2015. La proroga interessa anche gli interventi di efficientamento energetico riguardanti le parti comuni degli edifici condominiali.

Acquisto di mobili

La Legge si Stabilità 2015 introduce una precisazione riguardante l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici: le spese vengono “computate, ai fini della fruizione della detrazione di imposta, indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione che fruiscono delle detrazioni”. In pratica, le spese che possono essere portate in detrazione per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici possono anche superare quelle della ristrutturazione edilizia alle quali sono legate.

Schermature solari

La Legge di Stabilità 2015 introduce la detrazione Irpef 65% per l’acquisto e la posa in opera delle schermature solari.
Potranno usufruire della detrazione tutte le spese sostenute dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2015, fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 €, per tende solari, chiusure oscuranti, dispositivi di protezione solare in combinazione con vetrate, ovvero le schermature indicate nell’allegato M del decreto legislativo 29 dicembre 2006, n. 311.

Caldaie a biomassa

La Legge di Stabilità 2015 ha ampliato la detrazione Irpef 65% per le spese sostenute per l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili.
Le spese che usufruiscono della detrazione sono quelle sostenute dal 1 gennaio 2015 al 31 dicembre 2015, fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 €.

Enrico PIANO (Fontenergy)

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