Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi

Pericolo - radiazioni“Ogni giorno in Italia si producono rifiuti radioattivi: negli ospedali, nelle industrie, nei laboratori di ricerca e nei vecchi impianti nucleari dismessi, oggi in via di smantellamento. Sullo smaltimento di questi rifiuti, tuttavia, il nostro Paese non è andato avanti. Non esiste, infatti, un’infrastruttura che permetta la loro messa in sicurezza definitiva. Oggi è possibile ripartire insieme, in quanto la legge ha previsto anche per l’Italia, come per la maggior parte degli altri Paesi europei, la realizzazione di un Deposito Nazionale unico, che permetterà di sostituire le decine di depositi temporanei che al momento custodiscono in via provvisoria i rifiuti radioattivi italiani. Che cos’è il Deposito Nazionale? Perché è necessario? Dove sarà realizzato? E come puoi partecipare alla scelta? Entra nel sito e trova tutte le risposte alle tue domande”.

Così si apre l’intro del sito web: www.depositonazionale.it

E iniziata ieri la campagna pubblicitaria informativa sul progetto del Deposito Nazionale. Partendo dalle principali reti televisive, ed allargandosi nel corso dei giorni, a carta stampata, radio e web per un periodo che ci condurrà fino alla fine del mese di novembre 2015, il lungo percorso di consultazione pubblica per la ricerca di un deposito nazionale unico per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi, ha avuto il proprio avvio ad opera della Sogin.

La campagna pubblicitaria, di per sé molto particolare, mira a sottolineare il problema che da sempre affligge l’italia in tutte le circostanze, ossia il non aver saputo andare avanti (difatti quasi tutto il video, ad eccezione dell’ultima scena sono in slow motion ed al contrario) nella ricerca di una soluzione ai propri problemi.

Qualcuno potrebbe porsi il quesito, lecito, circa la provenienza dei rifiuti radioattivi dato che in Italia non esistono centrali nucleari. Questi provengono dagli ospedali, industrie, laboratori di ricerca e vecchi impianti nucleari ancora non completamente smantellati (purtroppo si, l’Italia ha deciso di non dotarsi di impianti nucleari molti anni or sono ma poco ha fatto per smantellarli completamente, ad ulteriore conferma della pigrizia che attanaglia il nostro paese).

Ciò premesso, è importante partecipare attivamente a questa campagna che è aperta a tutti i cittadini i quali possono interagire attraverso il sito web: www.depositonazionale.it.

L’obiettivo della campagna è quella di adeguarsi agli altri paesi europei individuando un sito definitivo presso il quale stoccare definitivamente i rifiuti radioattivi anziché appoggiarsi a siti di stoccaggio provvisorio.

Nonostante quando si parli di rifiuti radioattivi, la polemica inerente la scelta del sito presso il quale stoccarli impazzi, è bene prendere coscienza del fatto che il problema c’è e deve essere risolto. Certamente, ed in primis lo scrivente, si può essere contrari al semplice seppellimento dei rifiuti radioattivi in cave per lasciarli in eredità alle generazioni rifiuti, ma ad oggi a meno che non si decida di finanziare un sistema di trasporto dal pianeta terra al sole, altre soluzioni non sembrano essere a portata di mano.

Il processo entrerà nel vivo con la pubblicazione della Carta Nazionale delle Aree potenzialmente idonee ad ospitare il deposito nazionale. Tale documento sarà pubblicato dalla Sogin, insieme al progetto preliminare, una volta ottenuto il nulla osta dai Ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico, direttamente sulla piattaforma di cui abbiamo scritto prima.

La campagna pubblicitaria non è però che la punta dell’iceberg in quanto è sulla piattaforma web che attraverso testi e materiale multimediale e canali di interazione che l’intero percorso di consultazione si svilupperà. La piattaforma sarà quindi un punto di incontro tra chi desidera informazioni e chi vuole suggerire proposte tecniche.

Entro la fine del mese di Agosto i ministeri dell’ambiente e dello sviluppo economico dovranno dare il proprio nulla osta, ed eventuali osservazioni, alla lista di diverse decine di siti potenzialmente idonei ad ospitare il deposito nazionale.

Da quel momento si avvierà un processo caratterizzato da fasi consultazione pubblica che prevedono il coinvolgimento di Regioni ed enti locali interessati, cittadini, comunità scientifica. Il culmine di queste consultazioni dovrebbe rappresentare la scelta del sito presso il quale realizzare il deposito nazionale.

L’invito dell’Autore del presente articolo è di consultare il sito web in quanto molto organizzato ed esplicativo. E’ ricco di informazioni e facilmente usufruibile in tutti i suoi contenuti.

Dal perché il deposito nazionale è necessario a quali siano i costi da sostenere per la sua realizzazione, fino alla consultazione dei criteri che gli altri paesi hanno adottato per la scelta del proprio deposito nazionale.

Ing. Vito la Forgia

Share

Lascia un commento

Twitter