preposto

Responsabilità di soggetti che esercitano, di fatto, compiti e attribuzioni di dirigente o preposto

SIACGI_231_2001Nel presente articolo vengono dati alcuni chiarimenti relativamente alla responsabilità soggettiva penale di soggetti che esercitano, di fatto, compiti e attribuzioni previste in capo a figure ben definite nell’ambito del D.Lgs. 81/2008, essendo la questione di assoluta rilevanza anche con riferimento al D.Lgs. 231/2001 sulla responsabilità amministrativo – penale delle società e degli enti.

Così come previsto nel TITOLO XII – DISPOSIZIONI IN MATERIA PENALE E DI PROCEDURA PENALE del D.Lgs. 81/20018 e s.m.i. e in particolare all’articolo 299 (Esercizio di fatto di poteri direttivi), comma 1, le posizioni di garanzia relative ai soggetti di cui all’articolo 2, comma 1, lettere b) (leggi datore di lavoro), d) (leggi dirigente) ed e) (leggi preposto) del succitato Decreto gravano altresì su colui il quale, pur sprovvisto di regolare investitura, eserciti in concreto i poteri giuridici riferiti a ciascuno dei soggetti ivi definiti.
In altri termini, a meno che l’Organizzazione non voglia lasciare al Giudice o al CTU l’onere di stabilire chi sa il Datore di lavoro e quali eventualmente siano i Dirigenti per la sicurezza e i Preposti, ancorché non dotati di formale delega di funzioni, è sempre opportuno – anche in chiave 231 – individuare nell’ambito societario persone in possesso delle competenze, dell’esperienza, della formazione e delle attitudini (oltre che del potere decisionale e di spesa) cui far ricoprire posizioni di rilievo nell’ambito della piramide della sicurezza; resta peraltro inteso che non esiste alcun automatismo che faccia discendere compiti e relative responsabilità in capo a dirigenti o direttori  di settori amministrativi, commerciali, ecc. soprattutto allorquando gli stessi non svolgono, neppure di fatto, attività che possano avere riflessi sulle questioni e problematiche di sicurezza e salute sul lavoro.

Peraltro è chiaro che il Dirigente di cui all’articolo 2, comma 1, lettera d) del D.Lgs. 81/2008 è la persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa (con riferimento, si intende, alle problematiche di sicurezza).

Si precisa, peraltro, che non v’è l’obbligo di legge di nominare Dirigenti per la sicurezza (coincidenti o meno con figure che già ricoprono posizioni apicali), ancorché si raccomandi vivamente di individuare uno o più preposti per la sicurezza a presidio e garanzia del rispetto delle norme di sicurezza e delle previsioni del DVR o del POS o di altri documenti di sicurezza redatti dalla Societas in ottemperanza alle norme di legge cogenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

A massima tutela e garanzia dell’Organizzazione (in chiave 231) e del Datore di lavoro (in chiave codice penale) è opportuno che ciascuna Organizzazione rifletta a 360 gradi circa l’opportunità e utilità di nomina dei preposti per la sicurezza.

Si raccomanda, infine, di valutare attentamente l’opportunità di implementare e adottare un efficace Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOGC 231) di cui al D.Lgs. 231/2001 con i requisiti (esimenti) di cui all’art. 30 del D.Lgs. 81/2001 e s.m.i. e di nominare un Organismo di Vigilanza 231.

Andrea Alessandro MUNTONI

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Delega di funzioni e preposto alla sicurezza. Interpello n. 7/2015

Con l’interpello n. 7/2015 del 02/11/2015, formulato dall’Unione Sindacale VVF ai sensi dell’art. 12 del D.Lgs. n. 81/2008 e successive modifiche ed integrazioni, è stata data risposta, da parte della Commissione per gli Interpelli, al quesito sull’istituto della delega di funzioni di cui all’art. 16 del D.Lgs. n. 81/2008.

In particolare l’istante chiede alla Commissione per gli Interpelli, di sapere “se esiste l’obbligo di accettazione della delega da parte del soggetto delegato individuato dal Datore di lavoro e se il soggetto delegato può rifiutare tale delega.”
Al riguardo la Commissione per gli Interpelli premette che l’art. 16 (Delega di funzioni), comma 1, del D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. prevede che la delega di funzioni da parte del datore di lavoro, ove non espressamente esclusa (leggi: valutazione dei rischi e nomina del RSPP), è ammessa con i seguenti limiti e alle seguenti condizioni:
a) che essa risulti da atto scritto recante data certa;
b) che il delegato possegga tutti i requisiti di professionalità ed esperienza richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate;
c) che essa attribuisca al delegato tutti i poteri di organizzazione, gestione e controllo richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate;
d) che essa attribuisca al delegato l’autonomia di spesa necessaria allo svolgimento delle funzioni delegate.
e)che la delega sia accettata dal delegato per iscritto.

Tutto ciò premesso la Commissione precisa, richiamando l’art. 16 del D.Lgs. n. 81/2008, che il Decreto in parola prevede, per il Datore di lavoro, la possibilità di delegare i propri obblighi, ad eccezione della valutazione dei rischi e redazione del relativo documento e la designazione del RSPP (interno o esterno), ad altro soggetto dotato dei requisiti di professionalità ed esperienza richiesti dalla specifica natura delle funzioni delegate.

La Commissione per gli Interpelli, il cui Presidente è attualmente l’ing. G. Piegari, sottolinea che affinché la delega di funzioni sia efficace è necessario che abbia tutte le caratteristiche previste dal citato articolo 16 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. e in particolare che la delega stessa “sia accettata dal delegato per iscritto“; questo elemento, a parere della Commissione, la distingue dal conferimento di incarico, e pertanto ciò implica la possibilità di una non accettazione della delega stessa da parte del delegato.

A parere di chi scrive la figura del preposto alla sicurezza di cui all’art. 2, comma 1, lett. e) non può essere semplicemente nominata dal Datore di lavoro o dal Dirigente, me deve essere nominata con delega di funzione, in ragione del fatto che tale figura ricopre un ruolo fondamentale nella piramide della sicurezza e può essere svolta solo se il delegato possiede adeguata professionalità, competenza, esperienza, capacità organizzativa e potere di spesa adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, di cui peraltro risponde penalmente.

Andrea Alessandro MUNTONI

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Frantumazione – Assenza di addestramento – Infortunio

Cantiere temporaneo (D.Lgs. 81/2008) – Frantumazione di materiali – Assenza di formazione, informazione, addestramento – Imprudenza – Negligenza – Infortunio – Responsabilità

 

Descrizione del contesto lavorativo

Frantoio a mascelleIn un cantiere temporaneo di grandi dimensioni dopo lo scavo meccanizzato o con esplosivi di ammassi rocciosi vi era la necessità di trasportare il suddetto materiale, in blocchi di varia pezzatura, in un’area adibita a stoccaggio provvisorio. Qui il materiale veniva caricato, per mezzo di un escavatore, nella tramoggia di un frantoio a mascelle da cantiere, per essere ridotto in blocchi omogenei di piccole dimensioni, che venivano utilizzati per realizzare un sottofondo.

Descrizione dell’evento incidentale

Nonostante le prescrizioni dettate nel Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) riguardo alle modalità per l’esecuzione delle attività di manutenzione da eseguirsi su tale attrezzatura, un lavoratore si infortuna in modo non lieve durante le operazioni di pulizia dell’attrezzatura.

Nella fattispecie l’operaio viene trascinato dal nastro trasportatore e scaraventato sulla struttura metallica del frantoio, contro la quale sbatte violentemente il capo (oltretutto non protetto da casco).

Analisi delle cause che hanno determinato l’evento incidentale

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Qualificazione del formatore per la salute e sicurezza sul lavoro

Premessa

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Interministeriale del 06/03/2013 recante “Criteri di qualificazione della figura del formatore per la salute e sicurezza sul lavoro“, il MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI e il MINISTERO DELLA SALUTE hanno definito congiuntamente i criteri per la qualificazione dei soggetti formatori, mettendo così fine a un vuoto normativo che si ripercuoteva negativamente sulla qualità della formazione indirizzata a lavoratori, preposti e dirigenti.

Il decreto interministeriale del 6/3/2013 è entrato in vigore il 18/3/2014, ovverosia dodici mesi dopo la data di pubblicazione dell’avviso nella Gazzetta ufficiale della Repubblica Italiana.

Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro

La materia è, in primis, disciplinata dal decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, recante: “Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007 n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro” come modificato ed integrato dal decreto legislativo 3 agosto 2009, n. 106 recante: “Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro” (di seguito indicato come D.Lgs. n. 81/2008 e s.m.i.). In particolare l’articolo 6, comma 8, lett. m-bis), del D.Lgs. n. 81/2008 attribuisce alla Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro il compito di elaborare “criteri di qualificazione della figura del formatore per la salute e sicurezza sul lavoro, anche tenendo conto delle peculiarità dei settori di riferimento”. La Commissione suddetta è stata istituita con Decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali del 3 dicembre 2008 in base a quanto previsto dall’articolo 6, comma 1, del D.Lgs. n. 81/2008 e, in forza del mandato ricevuto, nella seduta del 18 aprile 2012 ha individuato i criteri di qualificazione della figura del formatore.

Contenuti della formazione

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FORMAZIONE IN MATERIA DI SICUREZZA. Chiarimenti sull’Accordo Stato – Regioni del 21/12/2011 relativamente alla formazione in modalità e-learning

Nella G.U. n. 192 del 18 agosto 2012 è stato pubblicato l’Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano recante «Adeguamento e linee applicative degli accordi ex articolo 34, comma 2 e 37, comma 2 del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modificazioni e integrazioni» (Repertorio atti n. 153 /CSR del 25 luglio 2012).

L’Accordo di cui all’oggetto pone una serie di condizioni necessarie perché sia legittimo il ricorso alla formazione in modalità e-learning (letteralmente “apprendimento online”).

In particolare la formazione e-learning deve soddisfare precisi requisiti di qualità  in merito ai seguenti aspetti:

  • la sede formativa;
  •  la strumentazione;
  • il programma del corso;
  • il materiale didattico;
  • il tutor;
  • le procedure di valutazione;
  • la durata della formazione.

Nella tabella 1.1 seguente sono riportati il tipo di formazione, i destinatari e gli argomenti che possono essere trattati in modalità e-learning.

Tipo/destinatari

Argomenti

E-learning

Formazione generale dei LAVORATORI

Concetti di rischio, danno, prevenzione, protezione, organizzazione della prevenzione aziendale, diritti e doveri dei vari soggetti aziendali, organi di vigilanza, controllo, assistenza

Formazione specifica dei LAVORATORI

Rischi riferiti alle mansioni e ai possibili danni e alle conseguenti misure e procedure di prevenzione e protezione caratteristici del settore o comparto di appartenenza dell’azienda

No

Formazione del PREPOSTO

  1. Soggetti del sistema di prevenzione aziendale (compiti, obblighi e responsabilità)
  2. Relazioni tra i soggetti interni ed esterni
  3. Definizione e individuazione dei fattori di rischio
  4. Incidenti/mancati infortuni
  5. Tecniche di comunicazione
  6. Valutazione dei rischi aziendale
  7. Misure di prevenzione e protezione
  8. Funzioni di controllo e sorveglianza sui lavoratori

Sì (solo per gli

argomenti da 1 a 5)

Formazione del DIRIGENTE

  • Modulo 1: giuridico – normativo
  • Modulo 2: gestione ed organizzazione della sicurezza
  • Modulo 3: individuazione e valutazione dei rischi
  • Modulo 4: comunicazione, formazione e consultazione dei lavoratori

Formazione del DATORE DI LAVORO – RSPP

  • Modulo 1: giuridico – normativo
  • Modulo 2: gestione e organizzazione della sicurezza
  • Modulo 3: individuazione e valutazione dei rischi
  • Modulo 4: formazione e consultazione dei lavoratori

(solo per i moduli 1 e 2)

 

La formazione da parte dei discenti può svolgersi presso la sede del soggetto formatore, presso l’azienda o presso il domicilio del partecipante purché le ore dedicate alla formazione vengano considerate, come già espressamente previsto dal D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., orario di lavoro effettivo.

Ugo Mattana e Andrea Alessandro MUNTONI

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