rifiuti pericolosi

Classificazione dei RIFIUTI pericolosi. Regolamento n. 1357/2014 del 18/12/2014

Premessa

Il 19 dicembre 2014 sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea n. L 365/89 è stato pubblicato il REGOLAMENTO (UE) n. 1357/2014 della COMMISSIONE del 18 dicembre 2014, che sostituisce l’allegato III della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive.Rifiuti Speciali (fonte SIACGI MUNTONI & Partner - Cagliari)

Caratteristiche di pericolo dei rifiuti

L’allegato III della direttiva 2008/98/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, relativa ai rifiuti e che abroga alcune direttive elenca le caratteristiche di pericolo per i rifiuti e stabilisce che la classificazione dei rifiuti come pericolosi debba essere basata, tra l’altro, sulla normativa dell’Unione relativa alle sostanze chimiche, in particolare per quanto concerne la classificazione dei preparati come pericolosi, inclusi i valori limite di concentrazione usati a tal fine.

È necessario, secondo la Commissione Europea, mantenere il sistema con cui sono stati classificati i rifiuti e i rifiuti pericolosi in conformità dell’elenco dei tipi di rifiuti stabilito da ultimo dalla decisione 2000/532/CE della Commissione, al fine di favorire una classificazione armonizzata dei rifiuti e garantire una determinazione armonizzata dei rifiuti pericolosi all’interno dell’Unione.

L’allegato III della direttiva 2008/98/CE stabilisce che l’attribuzione delle caratteristiche di pericolo H 4 («irritante»), H 5 («nocivo»), H 6 («tossico» e «molto tossico»), H 7 («cancerogeno»), H 8 («corrosivo»), H 10 («tossico per la riproduzione»), H 11 («mutageno») e H 14 («ecotossico») debba essere effettuata secondo i criteri fissati nell’allegato VI della direttiva 67/548/CEE del Consiglio del 27 giugno 1967, concernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative relative alla classificazione, all’imballaggio e all’etichettatura delle sostanze pericolose. L’allegato III della direttiva 2008/98/CE stabilisce che, ove pertinente, si applichino i valori limite di cui agli allegati II e III della direttiva 1999/45/CE del Parlamento europeo e del Consiglio.

La direttiva 67/548/CEE e la direttiva 1999/45/CE devono sono state abrogate (cfr. considerando n. 5 del Regolamento UE n. 1357/2014 della Commissione del 18/12/2014, con effetto dal 1o giugno 2015 e sostituite dal Regolamento (CE) n. 1272/2008, che riflette i progressi tecnici e scientifici. A titolo di deroga, le due direttive possono applicarsi ad alcune miscele fino al 1o giugno 2017, in caso siano state classificate, etichettate e imballate in conformità della direttiva 1999/45/CE e già immesse sul mercato prima del 1o giugno 2015.

È necessario modificare l’allegato III della direttiva 2008/98/CE per adeguare di conseguenza le definizioni delle caratteristiche di pericolo allineandole, se del caso, al Regolamento (CE) n. 1272/2008 e sostituendo i riferimenti alla direttiva 67/548/CEE e alla direttiva 1999/45/CE con riferimenti al regolamento (CE) n. 1272/2008.

Per garantire l’adeguata completezza e rappresentatività anche per quanto riguarda le informazioni sui possibili effetti di un allineamento della caratteristica HP 14 «ecotossico» con il regolamento (CE) n. 1272/2008, è necessario – sostiene la Commissione – uno studio supplementare.

Le caratteristiche di pericolo da H 1 a H 15 definite nell’allegato III della direttiva 2008/98/CE dovrebbero essere ridenominate sostituendo l’attuale sigla H con la sigla HP, per evitare la possibile confusione con i codici delle indicazioni di pericolo di cui al regolamento (CE) n. 1272/2008.

Le denominazioni delle caratteristiche di pericolo ex H 5 («nocivo») e ex H 6 («tossico») dovrebbero essere modificate per allinearle con le modifiche della normativa sulle sostanze chimiche e, in particolare, con i nuovi codici di classe e categoria di pericolo di cui al regolamento (CE) n. 1272/2008.

È inoltre opportuno – nelle intenzioni della Commissione – introdurre nuove denominazioni per le caratteristiche di pericolo ex H 12 e ex H 15, in modo da assicurare la coerenza con la denominazione delle altre caratteristiche di pericolo.

Conclusioni

La nuova classificazione dei rifiuti (pericolosi) deve, a far data dal 1 giugno 2015, tenere in debita considerazione le previsioni recate dal REGOLAMENTO (UE) n. 1357/2014 della COMMISSIONE del 18 dicembre 2014; in difetto i soggetti obbligati (laboratori di analisi, produttori, detentori, commercianti, intermediari, trasportatori) potrebbero incorrere in sanzioni (anche di natura penale) previste dal D.Lgs. 152/2006, con possibili risvolti per l’Organizzazione anche in rapporto alle previsioni recate, in Italia, dal D.Lgs. 231/2001 e s.m.i. relativamente alla commissione di reati presupposto della responsabilità amministrativa per violazione delle norme ambientali e, in particolare, delle norme sulla gestione ei rifiuti. In ultimo, occorrerà probabilmente attendersi delle modifiche al SISTRI, nonché ai modelli di formulario di Identificazione dei Rifiuti (FIR) e dei Registri di Carico e Scarico (RCS), che prevedono, al momento, l’indicazione delle caratteristiche di pericolosità con la lettera H seguita da un numero anziché dalle lettere HP seguite da un numero, come vuole il Regolamento n. 1357/2014.

Il Regolamento n. 1357/2014, che porta la firma del Presidente della Commissione Jean-Claude JUNCKER, è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri e, pertanto, anche in Italia e si applica a decorrere dal 1° giugno 2015.

Il testo integrale, in lingua italiana, del Regolamento n. 1357/2014 della Commissione Europea è pubblicato sul sito di EUR-Lex.

Andrea Alessandro MUNTONI

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Decreto Legge 31 agosto 2013, n. 101. Nuove regole per la tracciabilità dei rifiuti (SISTRI)

La Presidenza del Consiglio ha emesso un comunicato nel quale precisa che il Consiglio dei Ministri si è riunito il 26/08/2013  a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio per approvare il Decreto Legge 31 agosto 2013, n. 101 (G.U. 31 agosto 2013 n. 204) recante “Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni”  contenente, tra l’altro, alcune “semplificazioni sul controllo della tracciabilità dei rifiuti“.

Il SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) sarà – secondo il parere del Consiglio dei Ministri – molto più semplice e riguarderà principalmente i rifiuti pericolosi.

Il SISTRI – secondo le previsioni del Consiglio dei Ministri – sarà operativo dal 01/10/2013 per i nuovi produttori, per chi raccoglie, trasporta e tratta i rifiuti pericolosi e anche per enti e imprese che lo vogliano utilizzare su base volontaria. I produttori iniziali di rifiuti pericolosi e gli enti o le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale, o che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti pericolosi, inclusi i nuovi produttori, potranno aderire al sistema di controllo su base volontaria, così come specificato nel comunicato stampa emanato dal Ministero dell’Ambiente.

Per i produttori iniziali, per i Comuni e le imprese di trasporto dei rifiuti urbani della Regione Campania l’inizio dell’operatività sarà, secondo le previsioni del Consiglio dei Ministri, il 03/03/2014.

Le semplificazioni – nelle intenzioni del Legislatore – sono finalizzate anche ad assicurare la riduzione dei costi di esercizio del sistema e verranno stabilite periodicamente con decreto del ministro dell’Ambiente.

Si riporta, nel seguito, il testo INTEGRALE dell’Articolo 11 – Semplificazione e razionalizzazione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti e in materia di energia del DL 31 agosto 2013, n. 101 recante “Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni”

1. I commi 1, 2 e 3 dell’articolo 188-ter, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono sostituiti dai seguenti:

“1. Sono tenuti ad aderire al sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri) di cui all’articolo 188-bis, comma 2, lettera a), i produttori iniziali di rifiuti pericolosi e gli Enti o le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale, o che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti pericolosi, inclusi i nuovi produttori.

2. Possono aderire al sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri) di cui all’articolo 188-bis, comma 2, lettera a), su base volontaria i produttori e i gestori dei rifiuti diversi da quelli di cui al comma 1.

3. Con uno o più decreti del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentiti il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sono specificate le categorie di soggetti di cui al comma 1, e sono individuate, nell’ambito degli Enti o imprese che effettuano il trattamento dei rifiuti di cui agli articoli 23 e 35 della direttiva 2008/98/Ce, ulteriori categorie di soggetti a cui è necessario estendere il sistema di tracciabilità dei rifiuti di cui all’articolo 188-bis.”.

2. Per gli Enti o le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale, o che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti pericolosi, inclusi i nuovi produttori, il termine iniziale di operatività del Sistri è fissato al 1° ottobre 2013.

3. Per i produttori iniziali di rifiuti pericolosi, nonché per i Comuni e le imprese di trasporto dei rifiuti urbani del territorio della Regione Campania di cui al comma 4 dell’articolo 188-ter, del Dlgs n. 152 del 2006, il termine iniziale di operatività è fissato al 3 marzo 2014, fatto salvo quanto disposto dal comma 8.

4. Entro il 3 marzo 2014 è adottato il decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare previsto dall’articolo 188-ter, comma 3, Dlgs n. 152 del 2006, come modificato dal presente articolo, al fine di individuare, nell’ambito degli Enti o imprese che effettuino il trattamento dei rifiuti, di cui agli articoli 23 e 35 della direttiva 2008/98/Ce, ulteriori categorie di soggetti a cui è necessario estendere il sistema di tracciabilità dei rifiuti di cui all’articolo 188-bis del Dlgs n. 152 del 2006.

5. Gli Enti e le imprese di cui ai commi 3 e 4 possono comunque utilizzare il Sistri su base volontaria a decorrere dal 1° ottobre 2013.

6. Sono abrogati:

a) il comma 5 dell’articolo 188-ter del Dlgs n. 152 del 2006;

b) l’articolo 1 del decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del 20 marzo 2013 recante “Termini di riavvio progressivo del Sistri”, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 92 del 19 aprile 2013.

7. All’articolo 188-bis del Dlgs n. 152 del 2006, dopo il comma 4 è inserito il seguente:

“4-bis. Con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare si procede periodicamente, sulla base dell’evoluzione tecnologica e comunque nel rispetto della disciplina comunitaria, alla semplificazione del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, anche alla luce delle proposte delle associazioni rappresentative degli utenti, ovvero delle risultanze delle rilevazioni di soddisfazione dell’utenza; le semplificazioni sono adottate previa verifica tecnica e della congruità dei relativi costi da parte dell’Agenzia per l’Italia Digitale. Le semplificazioni sono finalizzate, tra l’altro, ad assicurare la riduzione dei costi di esercizio del sistema per gli utenti, anche mediante integrazioni con altri sistemi che trattano dati di logistica e mobilità delle merci e delle persone ed innovazioni di processo che consentano la delega della gestione operativa alle associazioni di utenti, debitamente accreditate dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare sulla base dei requisiti tecnologici ed organizzativi individuati con il decreto di cui al presente comma, e ad assicurare la modifica, la sostituzione o l’evoluzione degli apparati tecnologici, anche con riferimento ai dispositivi periferici per la misura e certificazione dei dati. Al fine della riduzione dei costi e del miglioramento dei processi produttivi degli utenti, il concessionario del sistema informativo, o altro soggetto subentrante, può essere autorizzato dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, previo parere del Garante per la privacy, a rendere disponibile l’informazione territoriale, nell’ambito della integrazione dei sistemi informativi pubblici, a favore di altri Enti pubblici o società interamente a capitale pubblico, opportunamente elaborata in conformità alle regole tecniche recate dai regolamenti attuativi della direttiva 2007/2/Ce del Parlamento europeo e del Consiglio, anche al fine di fornire servizi aggiuntivi agli utenti, senza nuovi o maggiori oneri per gli stessi. Sono comunque assicurate la sicurezza e l’integrità dei dati di tracciabilità. Con il decreto di cui al presente comma sono, altresì, rideterminati i contributi da porre a carico degli utenti in relazione alla riduzione dei costi conseguita, con decorrenza dall’esercizio fiscale successivo a quello di emanazione del decreto, o determinate le remunerazioni dei fornitori delle singole componenti dei servizi”

8. In sede di prima applicazione, alle semplificazioni di cui al comma 7 si procede entro il 3 marzo 2014; tale data può essere differita, per non oltre sei mesi, con decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare se ciò si renda necessario al fine di rendere operative le semplificazioni introdotte. Sono fatte salve le operazioni di collaudo, che hanno per oggetto la verifica di conformità del Sistri alle norme e finalità vigenti anteriormente all’emanazione del decreto di cui al comma 7, e che devono concludersi entro sessanta giorni lavorativi dalla data di costituzione della commissione di collaudo e, per quanto riguarda l’operatività del sistema, entro il 31 gennaio 2014. La commissione di collaudo si compone di tre membri di cui uno scelto tra i dipendenti dell’Agenzia per l’Italia digitale o della Sogei Spa e due tra professori universitari di comprovata competenza ed esperienza sulle prestazioni oggetto del collaudo. Ai relativi oneri si provvede nell’ambito delle risorse di cui all’articolo 14-bis del decreto-legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102.

9. All’esito dell’approvazione delle semplificazioni e delle operazioni di collaudo di cui al comma 8 e in considerazione delle modifiche legali intervenute e anche tenendo conto dell’audit di cui al comma 10, il contenuto e la durata del contratto con Selex service management S.p.A. e il relativo piano economico-finanziario sono modificati in coerenza con il comma 4-bis dell’articolo 188-bis del D.Lgs. n. 152 del 2006, comunque nel limite delle risorse derivanti dai contributi di cui all’articolo 14-bis del decreto-legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, come rideterminati ai sensi del predetto comma 4-bis.

10. Al fine di assicurare la funzionalità del Sistri senza soluzione di continuità, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare provvede, sulla base dell’attività di audit dei costi, eseguita da una società specializzata terza, e della conseguente valutazione di congruità dall’Agenzia per l’Italia Digitale, al versamento alla società concessionaria del Sistri dei contributi riassegnati ai sensi dell’articolo 14-bis del decreto-legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, comunque non oltre il trenta per cento dei costi della produzione consuntivati sino al 30 giugno 2013 e sino alla concorrenza delle risorse riassegnate sullo stato di previsione del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, al netto di quanto già versato dal Ministero sino alla predetta data, per lo sviluppo e la gestione del sistema. Il pagamento è subordinato alla prestazione di fideiussione che viene svincolata all’esito positivo della verifica di conformità di cui al comma 8.

11. Le sanzioni per le violazioni di cui all’articolo 260-bis del Dlgs n. 152 del 2006, limitatamente alle violazioni di cui al comma 3 quanto alle condotte di informazioni incomplete o inesatte, a quelle di cui al comma 5 e a quelle di cui al comma 7 primo periodo, commesse fino al 31 marzo 2014 dai soggetti per i quali il Sistri è obbligatorio dal 1° ottobre 2013, e fino al 30 settembre 2014 dai soggetti per i quali il Sistri è obbligatorio dal 3 marzo 2014, sono irrogate nel caso di più di tre violazioni nel medesimo rispettivo arco temporale.

12. All’articolo 183, comma 1, lettera f), del Dlgs n. 152 del 2006, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole : “(nuovo produttore)”.

13. È abrogato l’articolo 27 del decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del 18 febbraio 2011, n. 52, pubblicato sul supplemento ordinario alla Gazzetta ufficiale n. 95 del 26 aprile 2011, e, conseguentemente, è soppresso il Comitato di vigilanza e controllo di cui al medesimo articolo. Con decreto, di natura non regolamentare, del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, è costituito, presso l’Ufficio di Gabinetto del Ministro medesimo, un Tavolo tecnico di monitoraggio e concertazione del Sistri, senza compensi o indennizzi per i partecipanti né altri oneri per il bilancio dello Stato, che assolve alle funzioni di monitoraggio del sistema di cui all’articolo 14-bis del decreto-legge 1 luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102.

14. All’articolo 81, comma 18, del decreto legge 25 giugno 2008, n.112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.133, e successive modificazioni, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: “La vigilanza dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas si svolge mediante accertamenti a campione e si esercita nei confronti dei soli soggetti il cui fatturato è superiore al fatturato totale previsto dall’articolo 16, comma 1, prima ipotesi, della legge 10 ottobre 1990, n. 287.”.

Andrea Alessandro Muntoni (ingegnere ambientale)

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