ripascimento

Manutenzione ordinaria del demanio marittimo della Sardegna. Protezione e difesa delle spiagge

Villasimius, Sardinia (SIACGI MUNTONI & Partner)

MANUTENZIONE ORDINARIA DEL DEMANIO MARITTIMO DELLA SARDEGNA CON FINALITÀ TURISTICO BALNEARI (SPIAGGE) ED ELENCO DEI RIFERIMENTI DIRETTI ED INDIRETTI A TALE PRATICA NELLE LINEE GUIDA NAZIONALI PER LA DIFESA DELLA COSTA DAI FENOMENI DI EROSIONE E DAGLI EFFETTI DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI

Premessa

Nel linguaggio amministrativo della Regione Autonoma della Sardegna la pratica convenzionale della Manutenzione Ordinaria delle spiagge isolane persiste nell’essere declinata sostanzialmente in termini di sola Pulizia (della Spiaggia) e di sola Rimozione della berma a resti di Posidonia oceanica (“Gestione dei depositi di Posidonia piaggiata” infelicemente noti come banquette o come biomasse vegetali spiaggiate). Allo stato attuale non è infatti contemplata l’opportunità di conservare ovvero manutenere lo stato morfologico e geometrico ottimale della spiaggia (o spiaggia di progetto) e dei suoi sedimenti con interventi di spostamento di sabbie dalla sua parte sommersa verso la battigia o, più in generale, verso la spiaggia emersa. Si constata quindi che:

  • l’assenza di tale pratica è in contrasto e non di poco, con l’esigenza di tutela ambientale e di valorizzazione del Demanio Marittimo (DM) dell’isola, tanto declamata e a suo dire perseguita dalla RAS stessa;
  • è alquanto singolare che la RAS in questi ultimi anni abbia in qualche modo normato, in ambito di assetto idrogeologico, la Manutenzione dei sistemi torrentizi (ossia parte del Demanio fluviale) ma non quella delle spiagge (parte del DM), spesso peraltro dipendenti dai primi.

La necessità di una correzione in tal senso, per il tramite dell’introduzione di tale pratica nel territorio della Regione che detiene la massima percentuale di perimetro costiero in campo nazionale (circa 25%) e che ha nella risorsa balneare la principale “materia prima” del comparto turistico, è stata messa in luce in tutti i seminari e in tutti i convegni pubblici nei quali sono stato chiamato ad esporre considerazioni di ordine geomorfologico sul DM.

Di recente ho avuto modo di ribadire questa convinzione, ispirata da una esigenza di razionalizzazione fondata sulla maggior tutela possibile del bene sul lungo periodo, anche nell’ambito di un confronto con l’ADIS (Direzione Servizio difesa del suolo, assetto idrogeologico e gestione del rischio alluvioni) allorquando, con Deliberazione n. 1 del 20.05.2015 del Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino, l’Agenzia tentò di rigettare (Aggiornamento della “Direttiva per la manutenzione degli alvei e la gestione dei sedimenti. Artt. 13 e 15 delle N. A. del Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico della Sardegna – PAI”) le potenziali opportunità manutentive del DM offerte in non pochi contesti dalle sabbie provenienti dai sistemi torrentizi isolani. La mia formale presa di posizione scritta (in quanto autore delle stesse LLGG ADIS sulla manutenzione degli alvei e la gestione dei sedimenti e ispiratore del passaggio censurato), che sono pronto a mettere a disposizione di chi me ne faccia richiesta, convinse infatti l’Agenzia a recedere sulla fattispecie con Deliberazione n. 3 del 07.07.2015 (Rettifica all’aggiornamento della “Direttiva per la manutenzione degli alvei e la gestione dei sedimenti. Artt. 13 e 15 delle N. A. del Piano stralcio per l’Assetto Idrogeologico della Sardegna – PAI”).

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